Amo. A modo mio. Lavoro in giro, ma in giro vivo pure: è un conflitto di interessi (che trovo odioso). Cerco di vivere di rimorsi. E di cose fritte. E da 10..
As an Australian, I think it's the prime minister of Canada, Mark Carney, who is showing the world the reality of what Trump is doing. He tried to work with Trump; he tried to have a good relationship with Trump, and he did because it's better for Canada. But he realizes that it doesn't work. You can't appease a bully. There will be a cost for countries that oppose Trump, but there is a bigger cost for not.
pensate essere un giornalista e dover fare un servizio su tua figlia che ha appena vinto 5 ori europei, queste cose mi fanno piangere tantissimo che meraviglia 🥹♥️
#paris2026
I dati sulla natalità in Italia sono drammatici. Non vedo l'ora che questa donna, così piena di idee ed iniziative brillanti, vada al governo per sconfiggere finalmente questa piaga.
si fa tanto parlare di alberi e calore delle città, al netto della fuffa, in Italia siamo capaci di piantare alberi solo nei render dei progetti, poi dopo cola il cemento e te saluto. Stazione termini realtà vs progetto
Guardate questa immagine. E per un istante abbassate la voce.
Mentre quaggiù continuiamo a consumare il vecchio teatro dell’odio, delle guerre, delle miserie nazionali e delle vanità di potere, lassù quattro esseri umani ci restituiscono la sola verità che conta: siamo tutti figli dello stesso minuscolo mondo sospeso nel buio.
Da quella distanza scompaiono i confini, impallidiscono le bandiere, diventano ridicole le nostre furie, le nostre superbie, le nostre continue pretese di grandezza.
Resta soltanto la Terra: piccola, bellissima, vulnerabile.
E allora bisognerebbe dirlo con la severità che il tempo impone. Ogni guerra è una prova di stupidità umana. Ogni pace è una prova di civiltà. Noi non siamo i dominatori dell’universo. Siamo appena gli abitanti provvisori di un granello luminoso nel silenzio cosmico.
Ed è scandaloso che, davanti a tanta grandezza, l’uomo riesca ancora a scegliere la barbarie.
Il drone italiano distrutto in Kuwait costa quasi 30 mln, pari al costo della COSTRUZIONE di un nuovo ospedale con 140 posti letto.
Ricordatevelo, quando prenotate una TAC e ve la danno per Natale 2027.
#Kuwait#Trump#Iran#melonivaiacasa#Sanita#17marzo
"Il pericolo non viaggia su un barcone, il pericolo viaggia su un jet privato verso l'isola di Epstein."
#IreneMontero (Eurodeputata di Podemos)
#Donne#EpsteinFiles
🚨🇺🇸 Un post tragico, drammatico, ma a suo modo bellissimo - ancora di più sotto Natale - quello pubblicato dall'ex senatore repubblicano del Nebraska, Ben Sasse, 53 anni, diagnosticato con un cancro al pancreas metastatico al quarto stadio. L'ho tradotto per voi:
"Amici, questa è una nota difficile da scrivere, ma visto che molti di voi hanno iniziato a sospettare qualcosa, vado dritto al punto: la scorsa settimana mi è stato diagnosticato un cancro al pancreas metastatico, al quarto stadio, e morirò.
Il cancro al pancreas in fase avanzata è una brutta bestia; è una condanna a morte. Ma una condanna a morte ce l’avevo anche prima della scorsa settimana - ce l’abbiamo tutti.
Sono benedetto da fratelli straordinari e da una mezza dozzina di amici che sono davvero fratelli. Come ha detto uno di loro: “Certo, tu sei sotto orologio, ma lo siamo tutti”. La morte è una ladra malvagia, e quella bastarda dà la caccia a tutti noi.
Detto questo, io ho meno tempo di quanto vorrei. È dura per uno fatto per lavorare e costruire, ma ancora più dura come marito e come padre. Non riesco nemmeno a descrivere quanto siano straordinarie le mie persone. Nell’ultimo anno, mentre ci siamo temporaneamente allontanati dalla vita pubblica e abbiamo costruito nuovi ritmi familiari, Melissa e io siamo diventati ancora più uniti - e questo dopo tre decenni con la migliore amica che un uomo possa desiderare.
Sette mesi fa Corrie è entrata ufficialmente nell’Aeronautica militare ed è ora alle prese con le fasi di addestramento al volo strumentale e multimotore. La settimana scorsa Alex ha spaccato tutto laureandosi con un semestre di anticipo, pur insegnando chimica generale, chimica organica e fisica (è un fenomeno). Quest’estate, Breck, che ha 14 anni, ha iniziato a imparare a guidare. (Va detto: guidavamo già “fuori copione” da sei anni - ma ora abbiamo la carta per renderlo legale.)
Non potrei essere più grato di poter continuare ad abbracciare con forza questo gruppo sgangherato di santi e peccatori.
Non esiste un buon momento per dire ai tuoi cari che ora stai marciando al ritmo di un tamburo più veloce - ma il tempo dell’Avvento non è il peggiore. Per un cristiano, le settimane che precedono il Natale sono un tempo per orientare il cuore verso la speranza di ciò che verrà.
Non una speranza astratta nella bontà umana da favola; non una speranza in una spiritualità vaga e sdolcinata da biglietto d’auguri; non una speranza fai-da-te nella nostra forza (che sciocchezza, quel muscolo che si sta dissolvendo e di cui un tempo andavo fiero).
No - spesso usiamo pigramente la parola “speranza” quando in realtà intendiamo “ottimismo”. Sia chiaro: l’ottimismo è una cosa buona ed è assolutamente necessario, ma non basta.
Non è il tipo di cosa che regge quando dici alle tue figlie che non le accompagnerai all’altare. Né quando dici a tua madre e a tuo padre che seppelliranno loro figlio.
Una vita ben vissuta richiede più realtà - roba più dura. È per questo che, durante l’Avvento, anche mentre camminiamo ancora nelle tenebre, gridiamo la nostra speranza - spesso, giustamente, con una voce roca che avanza tra le lacrime.
Questa è la vocazione del pellegrino. Chi sa di aver bisogno di un Medico dovrebbe davvero guardare con attesa alla bellezza che resiste e al compimento finale. Cioè, speriamo in un Liberatore reale - un Dio che salva, nato in un tempo reale, in un luogo reale. Ma la città eterna - con fondamenta e senza cancro - non è ancora qui.
Ricordare le profezie di Isaia su ciò che verrà non attenua il dolore delle sofferenze presenti. Ma le colloca nella prospettiva dell’eternità: “Quando saremo lì da diecimila anni… non avremo meno giorni per cantare la lode di Dio”.
Avrò altro da dire. Non me ne vado senza combattere.
Una parte della grazia di Dio si trova anche nei progressi sbalorditivi che la scienza ha fatto negli ultimi anni, nell’immunoterapia e oltre. Morte e morire non sono la stessa cosa - il processo del morire è ancora qualcosa da vivere.
A casa nostra stiamo abbracciando con zelo una buona dose di humor da forca, e mi sono impegnato a fare la mia parte correndo fino in fondo sul nastro dell’irriverenza.
Ma per ora, mentre la nostra famiglia affronta la realtà delle cure, e soprattutto mentre celebriamo il Natale, vi auguriamo pace: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano nella terra dell’ombra della morte una luce è spuntata…Poiché un bambino ci è nato” (Isaia 9).
Con grande gratitudine, e con voci roche ma piene di speranza,
Ben - e i Sasse".