«Gli arabi sono inferiori a noi [ebrei]. Ecco perché prendiamo a calci i palestinesi e li schiaffeggiamo. Addestriamo i cani ad azzannarli violentemente senza pietà.
Ecco perché gli spariamo. Non valgono nulla»
La parole di un Preside di una scuola di Tel Aviv, che insegna letteralmente ai bambini israeliani a odiare e sterminare.
@CLinetti@LucaBizzarri Ma forse è qui l' inghippo.
Fare una riforma senza condividerla è la non democrazia.
Passare da una discussione e condivisione è il cuore della democrazia in parlamento.
Andare dritti per la propria strada, non va bene.
Dx o sx che sia...
In an unmistakable sign of Europe’s rapidly dimming view on America, the U.S. delegation entered the Milan Cortina Opening Ceremony to a chorus of boos and disapproving whistles from the international crowd of more than 65,000. https://t.co/r5rqycuLZ3
#Trump posta sul suo social un video che raffigura Michelle Obama e Barack Obama come due scimmie.
Questo è il Presidente degli 🇺🇸. Questa è la persona a cui Giorgia #Meloni vuole dare il Nobel per la pace.
Dieci ragioni per votare NO al referendum. Perché votare NO è difesa dello Stato di Diritto. È salvare la Costituzione. #ReferendumGiustizia#VotiamoNo#IoVotoNo
C’è voluto uno storico e un intellettuale come Alessandro Barbero per smontare, in poco più di quattro minuti, quattro mesi di propaganda insopportabile del governo Meloni e dei suoi trombettieri di corte sul Referendum Giustizia.
E ci ha spiegato, da storico, come meglio non avrebbe potuto, perché lui voterà convintamente No.
Da leggere e ascoltare fino in fondo perché è di una chiarezza disarmante.
“Ci ho messo un po’ a decidere di intervenire sul Referendum perché è diventato terreno di scontro politico e io sono uno storico e un uomo di sinistra, per cui è evidente a tutti che voterò No, che bisogno ci sarebbe di dirlo.
Ma, studiando da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa.
Intanto che il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici. La separazione di fatto c'è già.
Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare e può cambiare una sola volta nella vita, e pochissimi lo fanno.
La verità è che al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea Costituente.
E allora spieghiamoci. Il CSM - si abbrevia così - il Consiglio Superiore della Magistratura è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari. Cioè fa qualcosa che prima, sotto il regime fascista, faceva il ministro della giustizia.
Era il ministro, cioè il governo, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura e che nel caso la sanzionava.
I padri costituenti vedevano benissimo che la separazione dei poteri è una garanzia indispensabile di democrazia, che il cittadino non è sicuro se si trova davanti inquirenti e giudici che prendono ordini dal governo e che possono essere puniti dal governo.
Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per due terzi da magistrati ordinari, eletti dai colleghi, e per un terzo da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri laici, eletti dal Parlamento.
Il CSM è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del governo, ma sarà libera nelle sue scelte. Non dovrà obbedire agli ordini.
La riforma cosa fa? Prorio questo: indebolisce il Consiglio Superiore della magistratura, intanto perché prevede che sia sdoppiato: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. E che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare, separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica.
Ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri togati, come si dice, cioè quelli che rappresentano i magistrati, e che finora erano eletti dai colleghi, ebbene, la riforma prevede che siano tirati a sorte.
La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, è che la magistratura è politicizzata e che quando vota la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti. E questo si vorrebbe evitarlo.
A me però, a me, a molti, sembra che un CSM, anzi due, anzi tre organismi, dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui, mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore. Dove di fatto il governo potrà di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni (…)
Per questo voterò no. E alla fine ho deciso che poteva aver senso che provassi a spiegare pubblicamente le ragioni per cui lo farò.”
IMMENSO Professore. Come sempre.
Ma mai così necessario.
Lorenzo Tosa
🛑 Revoca dell'immunità a #ilariasalis, tenetevi forte: è arrivato l'annuncio sulle intenzioni di voto del gruppo maggiormente rappresentato in aula a Strasburgo.
Europarlamento, il Ppe scarica Ilaria Salis: ora il processo in Ungheria è più vicino
Il Partito popolare europeo, in vista della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo del prossimo 7 ottobre, ha annunciato che voterà per la revoca dell’immunità dell’eurodeputata di Avs
di Francesco Curridori
per "Il Giornale"
Stavolta il Ppe non salverà Ilaria Salis. Il Partito popolare europeo, in vista della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo del prossimo 7 ottobre, ha annunciato che voterà per la revoca dell’immunità dell’eurodeputata di Avs.
“Per il Ppe il caso degli eurodeputati Ilaria Salis e Peter Magyar sono molto diversi. Salis ha compiuto atti violenti prima del suo mandato e Magyar è il leader dell’opposizione ungherese a un paio di mesi prima delle elezioni in Ungheria . I casi sono diversi e ci comporteremo diversamente”, ha detto la portavoce del Ppe di un briefing con la stampa. Lo scorso 23 settembre, infatti, in occasione del voto della Juri, la commissione giuridica del Parlamento europeo, Salis era stata salvata nel segreto dell’urna grazie a 13 voti contro 12 contrari alla revoce dell’immunità parlamentare e ad essere determinanti erano stati proprio i voti dei popolari. Ma non solo. Era vociferata l’ipotesi che tra il Ppe e la sinistra europea vi sarebbe stato una accordo per una sorta di “scambio di favori” per salvare entrambi gli europarlamentari.
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@maxpescatori@CarloCalenda Io non confondo il consenso con l'immunità. Avere consenso non significa fare quello che si vuole. Bisogna rispettare le regole, anche se non piacciono. Se si vogliono cambiare le regole c'è tutta una procedura...
IL CATTIVO CONFONDE IL CONSENSO.
IL BUONO RISPETTA LE REGOLE.