Ci sono parole - genocidio, naufraghi, lager- che sono vietate, e c’è chi decide se, dove e quando puoi dirle.
Allora, di grazia diteci a partire da quale cifra, quanti morti, quali orrori possiamo pronunciarle. Quale la soglia dopo la quale si può chiamare le cose col loro nome?
Nessuna richiesta di #pace potrà mai essere divisiva.
#Ghali e #Dargen hanno parlato di pace con garbo ed empatia. Hanno chiesto di difendere innocenti. I loro appelli sono in continuità con quelli di tantissimi #israeliani che, nonostante la ferita del 7 ottobre, insieme al rilascio degli ostaggi, pretendono pace. E sono in continuità con quelli dei tantissimi #palestinesi che nulla hanno a che fare con le milizie di #Hamas e che stanno pagando un prezzo altissimo. E allora dov'è lo scandalo?
Questa #Rai ha la presunzione di credersi lo specchio del paese. Illusione dei vertici che invece incarnano non il paese reale, ma un paese vecchio e pavido che non rappresenta l’Italia né le nuove generazioni. La sproporzione tra le parole, legittime, di Ghali e di Dargen - legittime perché gli artisti hanno sempre il diritto di esprimere la loro opinione senza subire censura - e la reazione di Roberto Sergio è evidente. Ghali e Dargen hanno espresso il sentimento della loro generazione che è aperta e multietnica, che nulla ha a che fare con i conflitti ereditati dal secolo scorso, da altre generazioni, da altri interessi che non sono i loro. È la fine del massacro che viene chiesta, del massacro di innocenti. Ghali e Dargen, come chiunque voglia esprimere con coraggio il proprio pensiero, hanno un solo banco di prova: il loro pubblico, che non chiede solo canzoni e musica, ma anche opinioni e dibattito. Non lo dico io, ma i loro numeri. La volontà di ridurre tutto sempre e solo a sterile notizia da telegiornale, la pavidità con cui si affrontano le cause e le conseguenze dei conflitti, di tutti i conflitti, sta impedendo di raccontare quello accade, sta mettendo a tacere centinaia di voci che per paura di ritorsioni politiche e di censura tacciono. Nel suo comunicato, Roberto Sergio non riequilibra ma censura; del resto non è nuovo a questa prassi. È per aver espresso le mie opinioni che la Rai mi ha censurato, cancellando #Insider. È per aver fatto bene il loro lavoro che la Rai ha allontanato Marino Sinibaldi ed Edoardo Camurri. Per non parlare della totale distruzione dei palinsesti all'insegna del cambio di rotta, che in realtà è perdita di rotta... Gli artisti hanno il dovere di richiamare l’attenzione su questioni urgenti, hanno il dovere di farlo anche con poche parole, per attivare riflessioni con cui si può essere in accordo o in disaccordo. Agli artisti non si può chiedere di esprimere opinioni neutre, da loro non si può pretendere che la somma delle proprie opinioni sia zero. Ma per gli artisti - e non da oggi - il messaggio è chiaro: cantate le vostre canzoni, fate i vostri spettacoli e tacete su tutto il resto, altrimenti ne pagherete le conseguenze.
L’Ambasciatore israeliano ha detto che Ghali avrebbe incitato all’odio per aver detto “stop al g3nocydio”.
Secondo Maurizio Gasparri i vertici della Rai dovrebbero scusarsi con le autorità di Israele e “attuare interventi riparatori”.
Ho visto appena adesso Ghali da Mara Venier, e a tutto questo ha risposto: “Continua la politica del terrore, la gente ha sempre più paura di dire «stop al g3nocydio», stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono «Viva la pace». Ci sono dei bambini di mezzo. Sono stato un bambino anche io. Sotto le bombe ci potrebbero essere dei geni, delle star, dei sognatori… Perché?”.
Ecco, perché?
Scambiare la richiesta di pace e umanità con odio significa essere doppiamente complici della tragedia che si sta consumando da 75 anni. Contro qualsiasi civile, qualsiasi, senza fazioni.
Vergognatevi.
Grande Ghali!
#domenicain
Chiedere lo #Stopalgenocidio è un dovere per ogni essere umano che non voglia farsi travolgere dall' indifferenza. È tutelare principi universali. È battersi per i diritti umani.
Ripeterci con franchezza che odio sociale e violenza sono accettati candidamente quando avvengono dall'alto contro il basso della società. Questo è. Senza giri di parole. Violenza e odio sociale. Da Meloni a Renzi e Salvini, a garanzia di questa violenza.