#Italy — Pisa SC were relegated from Serie A. Supporters said goodbye to the league in today’s home match with a banner sending a message to the team:
“This is a matter of respect. We supported you as long as you showed commitment, determination, and sweat. You disappointed us and you do not deserve us. Next year we will make no concessions to anyone. Whoever stays in Pisa must be worthy of these people.”
Pisa ultras are one of the strongest antifascist groups in Italy and are strong supporters of Palestine.
c’è stato un tempo in cui Israele ha violato il diritto internazionale per impiccare un macellaio come Eichmann. E poi un altro, il nostro, in cui lo vìola per impiccare chi osa stare dalla parte dell’umanità.
Una pagina nera di giornalismo e una vergogna per il
Corriere
Questo articolo che vuole essere un brillante pezzo di colore è, invece, pura spazzatura
Chi l’ha firmato dimostra di essere indegno di fare il giornalista
Attaccare e tentare di ridicolizzare una persona che paga di persona nel mettersi in prima fila nel denunciare un genocidio e scherzarci sopra per tentare di metterla alla berlina, con un linguaggio lezioso, chiamandola “nostra signora dei pro pal” è indecente, oltre che inumano
Ed è abietto fare ironia su un genocidio
Con questo articolo Fabrizio Roncone si è messo sulla scia di
Der Stürmer, il giornale razzista tedesco che negli anni 30 era specializzato nel mettere alla berlina le vittime del genocidio nazista e di chi le difendeva
Massima solidarietà per Francesca Albanese
Massimo disprezzo per Fabrizio Roncone
Vorremmo provare a far capire ai più giovani perché da ieri sera i social sono invasi da post dedicati a Oscar Schmidt. Scegliamo tre aneddoti per farlo:
- Oscar non ha mai giocato in NBA perché rifiutò il contratto proposto dai Nets. Nel 1984 gli stranieri in NBA praticamente non esistevano. Oltretutto vigeva una regola per cui ai giocatori NBA era vietato giocare per la propria Nazionale. Oscar non andó mai in NBA perché non avrebbe mai rinunciato al Brasile
- È anche grazie a Oscar se nel 1989 venne eliminato questo divieto. Nel 1987 ai giochi panamericani, il Brasile sconfisse in finale gli USA (senza giocatori NBA) e Oscar segnó 46 punti. Per gli USA quella sconfitta fu una “vergogna” (vincevano sempre loro) e nel giro di poco tempo iniziarono a convocare i giocatori NBA in Nazionale arrivando poi a formare il Dream Team nel 1992
- questa è la classifica del record di punti segnati da un giocatore alle Olimpiadi: 55 punti Oscar, 48 Doncic, 46 Palubinskas, 46 Oscar, 46 Oscar, 45 Oscar, 44 Oscar, 44 Oscar, 44 Oscar.
E il record di punti segnati ad un Mondiale? Facile, Oscar 52 punti.
Ieri sera ci ha lasciato la più impressionante macchina da canestri della storia.
Si conferma un calomoroso flop per Salvini e la sua sfilata pre 25 aprile a Milano.
Meno di 5000 persone contro le 30mila previste.
Molto sindaci e funzionari di partito. Ingente schieramento Ffoo.
2 trattori In totale.
Dal camion musica di Heather Parisi E Renato Zero.
I partigiani e i cessi chimici
Nel quartiere militarizzato di Vanchiglia succede che da tre mesi duecento agenti a turno presidino il fortino senza tesoro, Askatasuna. Il 18 dicembre ingressi e finestre sono stati murati. Il primo piano dell'edificio di corso Regina vedeva⬇️
@fratotolo2 “Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni
più le spese;
ma se capirai, se li cercherai
fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli,
vittime di questo mondo.”
(Genova, AD 1965)
I giovani di oggi non lo sanno, ma fino agli anni 80/90 sui treni, veloci o meno veloci, c’erano dei veri e propri salotti con una porta scorrevole che, chiusa, ti separava dal mondo.
6 poltrone o sei poltroncine, rispettivamente di prima o di seconda classe.
La cosa bella di quelle carrozze divise in scompartimenti-salotti era che si faceva subito amicizia.
Era impossibile non farla.
Lo scompartimento era una piccola proiezione di casa propria dove la regola era l’incontro casuale con persone sempre nuove.
Chi ti sedeva a fianco o di fronte immancabilmente dopo le prime parole ci si presentava e ci si conosceva.
Quel piccolo salotto dotato di una finestra sui panorami più belli e più diversi diventava un vero e proprio confessionale.
Qualcosa di inevitabile spingeva a farlo.
Ciascuno, dopo la presentazione, spontaneamente oltre a confidare i motivi del viaggio raccontava esperienze della propria vita.
Fatti che nessuno aveva chiesto di raccontare ma che, si vedeva, si provava piacere nel raccontare.
Capite?
Una persona che minuti prima era un perfetto sconosciuto, diventava così un vecchio amico che con piacere non vedeva l’ora di raccontarsi.
Nessuno si sottraeva a quel piacere.
Tanto grande era la magia di quel salottino viaggiante.