In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi.
Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale.
Personaggi amorali e dove trovarli: Andrea Pirlo a Mosca.
Mentre la Russia lanciava missili e droni su case, musei e centri sportivi in Ucraina, Pirlo firmava autografi a Mosca.
Pirlo lavora per una società russa di scommesse, la Fonbet.
@Corriere Cioè @Pirlo_official si è pure indispettito ed ha paragonato la sua posizione personale (vergognosa ed infame a prescindere dalla nazionale) con la guerra in Iran ed i mondiali in USA,a conferma della sua profondità di pensiero 🤔 peggio mi sento
#pirloout
Dopo aver letto questo post, credo che Pirlo non abbia più scuse. Se nemmeno dopo la richiesta di Shevchenko ha cambiato idea, significa che ha fatto una scelta consapevole.
A questo punto lo ritengo semplicemente non compatibile con il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana.
Il calcio è già segnato da continui scandali. Almeno la Nazionale dovrebbe rappresentare un esempio di valori, responsabilità e integrità per i giovani e per le future generazioni.
Il punto, per me, è soprattutto etico.
Pirlo non è certo una persona in difficoltà economica: da calciatore e da allenatore ha già guadagnato decine di milioni di euro. Proprio per questo la decisione di diventare testimonial della principale società di scommesse russa, che ha sostenuto iniziative dedicate ai veterani della guerra criminale Russa in Ucraina, è una scelta profondamente sbagliata.
Per qualche milione in più ha deciso di associare il proprio nome a una realtà che, inevitabilmente, porta con sé un forte significato politico ed etico. A mio avviso, questo non solo è discutibile sul piano morale, ma danneggia anche la sua credibilità e la sua immagine pubblica.
È davvero questa la persona che dovrebbe rappresentare i valori della Nazionale italiana?
Sul caso @Pirlo_official si è parlato molto del viaggio a Mosca e del contratto con Fonbet.
Ma nei documenti ufficiali russi c’è un altro pezzo della storia. È rimasto quasi fuori dal dibattito italiano e merita di essere raccontato.
Con ordine. 1/14
La condanna internazionale riportata da @guardian a maggio per Pirlo ambasciatore della società russa di scommesse Fonbet mentre Mosca stava intensificando gli attacchi contro Kyiv
https://t.co/u7DlbkYfDy
#NoPirlo
No ad Andrea Pirlo come Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio.
Un no a chi è "global ambassador" di Fonbet e in quella veste si presta alla propaganda del regime russo.
E un no a chi le mani sporche dei rubli insanguinati della russia.
#NoPirlo