Non mi ricordo chi disse “Adesso arriva Trump e vedrete che le cose cambieranno”.
E lui intendeva “in meglio”
Mó quello li piglia a calci in culo.
Spetta, chi era il genio?
“Io sono un politico, sono qua per dare indirizzi: la remigrazione è un processo sicuramente lungo, esattamente come si mangia un elefante 🐘. Lei lo sa mangiare un elefante? Si mangia un boccone alla volta”
– Roberto Vannacci a @CartabiancaR4
In #Afghanistan, restrictions on humanitarian efforts supporting women and girls are hampering aid workers' ability to reach those most in need.
Women humanitarians must be able to do their jobs, fully, safely and without obstruction.
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Stamattina ho passato al vaglio i vostri commenti sull'intervista di vannacci a ottoemezzo.
Il generale riesce a pronunciare concetti inquietanti con una calma glaciale e una superficiatà disarmante.
È proprio questa apparente normalità a renderli ancora più pericolosi.
Non gli interessa governare il Paese oggi. Gli interessa accumulare consenso, stringere accordi, consolidare il patto con Meloni e salire definitivamente sulla giostra del potere. Passo dopo passo, senza fretta.
Mediaticamente è già più efficace di un Salvini ormai logoro e prevedibile. Ha un linguaggio semplice, diretto, studiato per spostare sempre più a destra il confine di ciò che può essere detto pubblicamente.
Oggi parole che scandalizzano, domani parole che diventano accettabili, dopodomani parole che diventano programma politico.
La sua vera forza non è ciò che propone nell'immediato, ma la capacità di normalizzare idee che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste confinate ai margini.
Dalla retorica identitaria fino alla remigrazione, Vannacci rappresenta il terminale italiano di una corrente che attraversa l'Europa e che avanza sfruttando paure, rabbia sociale e sfiducia nelle istituzioni.
Con lui dovremo fare i conti tutti. Ma soprattutto dovranno farli i leader della destra italiana. Perché ogni volta che Vannacci cresce, qualcuno si restringe. E i primi a rischiare di essere divorati dalla creatura che hanno contribuito a legittimare sono proprio Salvini, Meloni e Marina Berlusconi.
La storia insegna che chi pensa di cavalcare certe pulsioni per convenienza elettorale finisce spesso per esserne travolto.
Vannacci non è un incidente di percorso: è il sintomo di uno spostamento più profondo, più radicale e più inquietante del dibattito pubblico italiano.
mai potevo pensare di fare il numero 1 nella puntata speciale di #propagandalive, ma soprattutto mai potevo pensare che la Premier italiana saltasse un vertice UE per partecipare alla presentazione di un francobollo...che tempi viviamo
grazie grazie @welikeduel#Meloni#9giugno
Il Servizio Sanitario Nazionale è la più grande opera pubblica mai costruita in Italia
Eppure si sta sgretolando tra l’indifferenza della politica e l’inedia dei cittadini
Che non hanno ancora compreso i rischi di una #sanita “all’americana”
#SalviamoSSN
Ci hanno messo la faccia. E una firma.
Quasi cento, tra artisti, cantanti, donne e uomini dello spettacolo hanno sottoscritto una lettera-appello della Fondazione “Una Nessuna Centomila” contro lo sciagurato Ddl Valditara che cancella e limita in modo quasi totale l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane.
Tra di loro anche Fiorella Mannoia, Piero Pelù, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Ermal Meta, Claudia Pandolfi, Brunori Sas, Edoardo Leo, Calcutta e Viola Ardone.
Questo video descrive molto bene la tragedia di un uomo che troppo tardi ha conosciuto la fama, un "giudice" di De Andrè, alle prese con la sua vendetta verso il mondo, la cui unica colpa è di vivere in un paese dove c'è chi non riconosce la sua arrogante piccolezza.