Luciano Spalletti: i Palestinesi sono un problema per loro.
Gattuso: dispiace per i bambini, ma noi facciamo calcio.
Ci sono uomini, omminicchi e quaraquaquà.
Ci sono allenatori e allenatori.
E ci sono Pep Guardiola e Jurgen Klopp!
41 anni.
Schiaccia in alley oop, di sinistro, con la testa al ferro.
Negli USA, per riassumere LeBron James, usano spesso la locuzione: “MAMMA SANTISSIMA”.
#NBAtipo
Querelate pure.
È falso che io disprezzi Giorgia Meloni e Giovanni Donzelli. Io disprezzo tutto il partito di Fratelli d'Italia, tutti i suoi presidenti di Regione, i suoi sindaci, i suoi consiglieri comunali, i suoi assessori e i suoi militanti, incluso il movimento giovanile al gran completo, perché Fratelli d'Italia è una grande lobby israeliana che sostiene Netanyahu nel genocidio del popolo palestinese.
Ecco alcune prove che quel che dico è vero:
1) Il 6 maggio 2025 gli eurodeputati di Fratelli d'Italia hanno votato contro la richiesta di discutere nel Parlamento europeo la situazione dei palestinesi a Gaza dopo l’annuncio di Netanyahu di bliccare tutti gli aiuti umanitari, inclusi cibo, acqua e medicinali, e di occupare la città permanentemente.
2) L’11 ottobre 2024 Giorgia Meloni, nel MeD9 a Cipro, ha impedito l’inserimento di un brano contro la vendita di armi a Israele, richiesto da Macron e dal premier spagnolo Sanchez, nella nota con cui Francia, Italia e Spagna hanno condannato l’attacco israeliano contro Unifil in Libano.
3) Il 20 dicembre 2024, Netanyahu ha dilaniato con le bombe 12 membri di una famiglia a Jabalia tra cui 7 bambini, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Due giorni dopo, il 22 dicembre, Giorgia Meloni ha inviato Crosetto a Tel Aviv per rinnovare il sostegno del governo italiano al ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, il responsabile delle stragi.
4) Il 21 novembre 2024, quando la Corte penale internazionale ha spiccato il mandato di cattura contro Netanyahu, Meloni si è affrettata a delegittimare i suoi giudici per bocca di Tajani. Secondo Meloni e Tajani, quel mandato di cattura è l’atto politico fazioso di un gruppo di giudici che vuole attaccare ingiustamente Netanyahu.
5) 19 settembre 2024, Giorgia Meloni si è rifiutata di votare in favore di una risoluzione Onu che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi in solidarietà con Netanyahu che, in quei luoghi, uccide i palestinesi tutti i giorni.
6) Durante lo sterminio dei palestinesi a Gaza, Meloni ha manifestato il suo sostegno a Netanyahu comprando una quantità sempre maggiore di armi da Israele. Nel 2024, Meloni ha trasformato Israele nel secondo Paese da cui l’Italia acquista più armi. Nel 2023 Israele era il settimo Paese da cui l’Italia acquistava più armi. Nel 2024 Israele è diventato il secondo Paese fornitore di armi per l’Italia. Nel 2024 Meloni ha rilasciato 42 nuove autorizzazioni per importare armi da Israele per un totale di 154 milioni di euro pagati a Netanyahu.
7) Da novembre 2023 a marzo 2025, Meloni ha anche fornito a Israele materiali per esplosivi nonché per lo sviluppo di bombe termonucleari classificati come esportazioni di forniture civili e dunque non soggette al controllo dell’Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) come da legge 185 del 1990 e quindi all’approvazione del Parlamento.
8) Il 15 ottobre 2024 Giorgia Meloni ha dichiarato di avere fornito assistenza militare a Netanyahu durante tutto il bombardamento di Gaza nel suo discorso alla Camera dei deputati, sebbene Israele fronteggiasse un processo per genocidio all’Onu.
9) Il 21 maggio 2025 Kaja Kallas, su impulso dei Paesi Bassi, ha proposto di rivedere l’accordo di associazione con Israele per punire Netanyahu, ma Giorgia Meloni si è opposta per difendere il premier israeliano.
Le altre prove numeorissime si trovano nel mio libro "Gaza Meloni" che presenterò alla Feltrinelli di Roma Largo Argentina, il 15 ottobre. Questo è il mio intervento su Giorgia Meloni ieri ad Accordi e Disaccordi.
In data odierna, 5 ottobre 2025, Netanyahu ha sterminato 70 civili palestinesi. Questo massacro mi ha spinto a scrivere questo post.
https://t.co/wbWfC42tY1
Portuali di #Genova:" Quando le barche saranno a largo di #Gaza, nella zona critica:
se, anche solo per 20 min, perdiamo il contatto con loro o se gli aiuti non arrivano a Gaza:
Da qui, dove partono 14 mila containers per Israele, non partirà più nemmeno un chiodo"
@usbsindacato
Quello che sta accadendo nelle ultime ore supera ogni miseria, ogni indecenza, ogni vergogna.
Il Governo israeliano ha diffuso - e sta sponsorizzando su YouTube - un video in quattro lingue che si apre così, con questa scritta: “Riprese reali di scene di cibo nella città di Gaza”.
Sembra il trailer di una commedia: ristoratori che stendono pizze con il sorriso, tavoli pieni, gente in coda per il gelato, calzoni fumanti ripieni di carne e verdure, uomini felici con le t-shirt di Hugo Boss che addentano il cibo e così via, fino ad arrivare al messaggio finale:
“C’è cibo a Gaza. Qualsiasi altra affermazione è una bugia”.
Una ricostruzione cinematografica, girata ad arte, diffusa mentre a Gaza si muore letteralmente di fame, mentre l’ONU per la prima volta dichiara ufficialmente lo stato di carestia, mentre le principali agenzie di stampa internazionali come l’AFP dichiarano che “per la prima volta temono di perdere colleghi per fame”, mentre il fondatore della World Central Kitchen afferma che non riesce più a distribuire pasti perché “non c’è più cibo”.
Una propaganda così cinica e grottesca da sembrare un plagio. E infatti lo è.
Nel 1942, nel ghetto di Varsavia, una troupe nazista girò un film di propaganda lungo novanta minuti. Non fu mai completato, né mostrato al pubblico. Ma le riprese esistono.
Fu girato nella primavera del ’42, quando migliaia di ebrei erano stati imprigionati nel ghetto, sottoposti a fame, malattie, sovraffollamento.
Eppure il regime voleva mostrare il contrario. Voleva suggerire che quelle condizioni fossero naturali, addirittura volontarie. Che gli ebrei vivessero così per scelta e che in realtà il cibo c’era, che le mamme sfamavano tranquillamente i figli.
Con una differenza: quel film naz*sta non fu mai diffuso. Forse era troppo grottesco perfino per loro. Questo spot israeliano invece è online, sponsorizzato, e visto da milioni di persone.
Ecco, non c’è solo la distruzione materiale di Gaza. C’è qualcosa di più viscido, più infame, più imperdonabile: la cancellazione della realtà. La manipolazione sistematica della sofferenza. I bambini scheletrici che diventano “bugie”.
È la più grande operazione di disumanizzazione dell’era digitale. E resterà nella storia come una delle pagine più luride della propaganda contemporanea.
Negli ultimi 4 anni.
131.210 immigrati sbarcati (e non tutti per rimanere qui)
497.240 italiani hanno preso la residenza all'estero.
Non ci stanno invadendo, stiamo scappando.
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