Il presidente iraniano Pezeshkian all’Onu mostra le foto dei bambini uccisi dai raid: “Noi vittime di terrorismo”. La delegazione Usa lascia l’aula
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Fun Facts About Our "Greatest Ally", Israel:
- in 1947 militant Zionist group once mailed a letter bomb to President Truman
- in 1948 Israeli forces poisoned wells in Gaza and Palestinian villages
- in 1954 Israel recruited agents to bomb cinemas, libraries, and Western sites in Egypt, aiming to blame Egyptians and the Muslim Brotherhood
- the CIA requested removal of all mentions of Israel from JFK assassination files. The full unredacted documents released in 2025 confirmed it
- over 93% of US Congress members receive major donations from Pro-Israel PACs. Many sitting members even list them as their top contributor
- pro-Israel donors donated over $230 million (largest single contribution in history) to Donald Trump, including $100M+ from Miriam Adelson
- in 1967 Israeli jets and torpedo boats deliberately struck the USS Liberty, an unarmed US Navy ship, in international waters, killing 34 Americans and wounding 171
- in the 1960's, hundreds of pounds of highly enriched uranium vanished from a Pennsylvania plant and was diverted to Israel’s Dimona reactor via Zionist-linked insiders
- Israel used Hollywood producer Arnon Milchan (with Netanyahu at the front company) to smuggle 800 nuclear bomb triggers out of the US. The operation was called "Project Pinto"
- former Israeli Prime Minister, Ehud Barak, met with Jeffrey Epstein between 20 - 60+ times
- Jeffrey Epstein admitted ties to the Rothschild family, including close business dealings and a $25M consulting agreement with Ariane de Rothschild and Edmond de Rothschild bank
- current Prime Minister of Israel, Benjamin Netanyahu, pushed false claims about Saddam Hussein’s weapons of mass destruction to justify war with Iraq
- Israel is the only nuclear-armed nation that never signed the NPT and has never allowed a single IAEA inspection of Dimona
- Pro-Israel groups spend millions on ads to defeat US politicians who criticize Israel (example: the attacks against Rep. Thomas Massie)
- Israel has received over $300 billion in American foreign aid. This is more than any country in history and with virtually no conditions on Israel's end
- According to the US State Department website, the recent Iran war was launched at Israel’s request
- in 1963 President Kennedy demanded US inspections of Israel’s secret Dimona nuclear reactor and was assassinated shortly afterward
- Israel’s official policy threatens to launch nuclear strikes across the Middle East (and potentially beyond) if the state faces an existential threat. This protocol is called the "Samson Option"
- a former colleague once publicly stated he witnessed Ben Shapiro receiving direct “tasking” from Israeli intelligence linked to Netanyahu and called for him to register under FARA as a foreign agent
- in 2024, the Maldives banned Israeli citizens in solidarity with Palestine; the country immediately began receiving threats of terrorist attacks afterwards
- in 1940 and 1941, a militant Zionist group twice tried to form a pact with Nazi Germany against the British, proposing a Jewish state based on nationalist and totalitarian principles linked to the German Reich
- in 1946, Zionist terrorists bombed the King David Hotel in Jerusalem, killing 91 people
- in 1985, American Jewish naval analyst Jonathan Pollard was caught spying for Israel, passing over 800 classified documents before being sentenced to life in prison.
- on 9/11, five Israeli agents were arrested after being filmed dancing and celebrating while watching the Twin Towers burn. When questioned, they explained that they were there to "document the event". They were later deported amid suspicions of foreknowledge
- after 9/11, our “greatest ally” sent exactly zero troops to fight alongside Americans in Afghanistan or Iraq
- on October 7th, the IDF reportedly activated the Hannibal Directive, which calls for using overwhelming force to prevent captures even if it means killing their own soldiers and civilians
Roma provincia di Kiev
Di Marco Travaglio
Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha pensato bene di arruolare come consulente per la guerra a non si sa bene chi l’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov. Un mese fa Zelensky l’aveva licenziato: non, come si usa da quelle parti, perché fosse agli arresti o stesse per finirci; ma perché tentava di bonificare gli appalti militari, che hanno portato in galera decine fra ministri, viceministri e funzionari per aver rubato montagne di soldi nostri. Quindi era diventato molto popolare, come Zelensky nel 2019, quando fu plebiscitato al posto di Poroshenko, oligarca corrottissimo e fantoccio Nato, perché prometteva guerra al malaffare e pace con Mosca, salvo poi fare l’opposto. E chi dà ombra al democratico Zelensky deve sparire. Prima il generale Zaluzhny, poi Fedorov. Questi ha spiegato l’epurazione con la sua battaglia per la trasparenza e con la gelosia del presidente. Che lui accusa di non volere le elezioni malgrado sia scaduto da 27 mesi (“La democrazia non è un lusso da tempo di pace”) e di coprire il sistema corrotto (“Dovrebbe rispondere a molte domande sulle indagini”). Infine ha rotto il tabù della propaganda ucraino-europea ammettendo che “Kiev sta lentamente perdendo la guerra”. Poi è anche un furbetto che cerca sponde Usa dai soliti Musk e Thiel e illude il popolo sulla “guerra dei droni” che dovrebbe sostituire quella delle truppe in trincea e alleviare pure i reclutamenti forzati: invece è proprio la penuria di “carne da cannone” ucraina che ha segnato fin dall’invasione del 2022 le sorti del conflitto a vantaggio della Russia.
La domanda a questo punto è semplice: che è saltato in mente a Meloni e Crosetto di ingaggiarlo? Vogliono trasformare l’Italia nella discarica di Zelensky? O condividono che la scommessa sulla vittoria ucraina era una baggianata e che il regime che continuano a foraggiare e armare è ben poco democratico e corrotto fino al vertice? Il fatto che Fedorov non costi (per ora) altri soldi ai contribuenti italiani significa che darà qualche parere quando capita fino alle elezioni ucraine: un advisor più di facciata che altro. Ma le supercazzole di Crosetto esaltano le sue “significative esperienze nel campo dell’innovazione digitale applicata alla Pa e alla difesa”, come se le nostre università non avessero esperti d’eccellenza (addirittura premi Nobel) e dovessimo importarli da uno dei Paesi più falliti, mal governati e corrotti d’Europa. E come se già non fossimo (purtroppo) all’avanguardia sul mercato della morte. Fedorov, forse scambiando Roma per Kiev, promette di “assistere l’Italia nell’adozione di tecnologie di guerra moderna”. Qualcuno, magari il “garante della Costituzione”, dovrebbe spiegargli che l’Italia ripudia la guerra: moderna e pure antica.
Trump boasting that the United States will take majority control of 65 billion barrels of Venezuelan oil isn’t “America First.” It is imperialism, treating another country’s natural resources as the spoils of American power.
This is the same dangerous logic used by dictators throughout history, including Hitler: powerful nations claiming the right to dominate weaker countries and seize strategic resources for themselves. Hitler’s expansionism was driven partly by the pursuit of land, food, raw materials and oil.
Chi è Giorgia?
Siete stanchi, lo so.
Stanchi di svegliarvi la mattina e ritrovarvi lo stesso spettacolo a reti unificate, vero? Tipo una premier che vi parla da amica in dialetto romanesco, come se foste cresciuti nello stesso palazzo popolare, mentre voi arrivate al 27 contando gli spiccioli.
Stanchi di vedere la Rai, quella pagata con le vostre tasse, trasformata in un lungo spot elettorale permanente.
Stanchi di sentirvi dire "sono come voi” da chi, da una vita, sta dall'altra parte del tavolo, con tanto di scorta, villa e ufficio comunicazione a badare all'inquadratura giusta.
Bene. Partiamo da quella celebre frase che da sette anni ci martella i timpani e sminuzza gli zebedei come il jingle di un’insalata di riso.
"Io sono Giorgiaaaa! Sono una donnaaa! Sono una maaadreee! Sono italianaaaa! Sono cristianaaaa!"
No, non siamo al cinema a vedere il film “L’Esorcista”, siamo a Piazza San Giovanni, Roma, 19 ottobre 2019. C’è un comizio di Giorgia Meloni. Applausi, meme, remix da discoteca, un libro con lo stesso titolo diventato bestseller. Il celebre grido lo ha addirittura ripetuto due volte a squarciagola. Come se ce l’avesse con qualcuno di preciso che le ha portato via quell'identità. O chi è questo cattivo, Giorgia?
Quattro anni e mezzo di governo dopo, quella frase mi gira ancora in testa come un rosario neofascio. E continuo ancora a chiedermi con chi cavolo ce l’avesse. Intanto ci avviciniamo al 2027, e il lavaggio del cervello mediatico diventa centrifuga cerebrale. Ma vediamo allora chi è, davvero, questa Giorgia nazionale.
Dice “Donna”.
Sì, donna. Del tipo che ha ridotto gli obiettivi del Pnrr sugli asili nido da 264mila a 150mila posti, tagliando soprattutto al Sud. Del tipo che si intesta il record di occupazione femminile mentre l'Istat segnala oltre 3 milioni di donne inattive per motivi familiari, perché tra lavoro e figli, in Italia, tocca scegliere quasi sempre alla donna. "Sono una donna" suona bene sul palco. "Sono una donna al potere a cui non frega un tubo delle altre donne” suona già meno da tormentone, vero Gio?
Dice “Madre”.
Vero, la figlia Ginevra è nata nel 2016. Congratulazioni.
Col padre, Andrea Giambruno, non si è mai sposata, e nell'ottobre 2023 la storia è finita dopo i fuori onda finiti su Striscia la Notizia. Fatti suoi, per carità. Il problema è un altro: è esattamente il modello di famiglia "non tradizionale" che il suo partito, in aula, tratta come figlia di un dio minore quando si parla di diritti per chi una famiglia se la costruisce fuori dallo schema chiesa-fedi-nuziali-figli. A lanciare slogan è bravissima, la Giorgia. Quando si tratta di diritti uguali per tutti molto meno. La sua cara patria Italia, quella vera, nel 2025 ha fatto segnare il minimo storico di nascite dal dopoguerra: 355mila, tasso di fecondità a 1,14. E il 62% di chi rinuncia a un figlio lo fa per motivi economici, non ideologici. Ma a voi raccontano una premier paladina e protettrice delle famiglie, vi parlano dei Family Day, degli auguri social per la festa della mamma. Poi peccato che arriva l'Istat e crolla la scenografia dei vari Bocchino e addetti alla propaganda vari.
Dice “Italiana”.
Ed è in buona compagnia: siamo quasi 59 milioni, non è che sia una sua esclusiva o dei membri del tuo partito. Peccato che l'italianità di Giorgia coincida perfettamente con il trasformarsi in zerbino davanti a chi conta di più: al vertice Nato dell'Aja ha firmato l'impegno a portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, per l'Italia un salto da circa 45 a oltre 100 miliardi l'anno. Che verranno ottenuti tagliando i servizi pubblici. Già al collasso. E brava la nostra patriota Giorgia, sovranista con i suoi tifosi ed elettori, e malleabile come il didò a Bruxelles e Washington. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che nonostante questa sdraiata sudditanza, Trump le abbia pure sbattuto la porta in faccia pubblicamente.
Dice “Cristiana”.
E allora le farà piacere sapere che il suo governo è complice di genocidio. E che continua a supportare lo stato terrorista di Israele che lo commette. Salterà di gioia nel sapere che in Italia, dati Istat 2024, ci sono ancora 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, di cui 1,3 milioni minori. Per i più smemorati, ricordiamo che dopo una campagna durata anni per criminalizzare tale misura (presente già da anni in quasi tutti i paesi europei) il Reddito di cittadinanza è stato cancellato e sostituito con l'Assegno di inclusione, che secondo il rapporto Caritas 2025 ha perso per strada il 40-47% dei beneficiari di prima, senza migliorare la mira verso i più fragili. A proposito di cristianità: nel frattempo nel Mediterraneo si continua a contare, ogni anno, centinaia di morti nel tentativo di arrivare qui. Il catechismo dice altro, ma vabbè, aò.
E poi, a proposito dell’apparire come la vicina di condominio, ci sarebbe il capitolo economico, quello che nessuno spot elettorale e nessun Sallusti raccontano.
Nel solo 2023 pare che Meloni abbia dichiarato al fisco 459.460 euro, frutto del boom dei diritti d'autore dei suoi libri. Con quei soldi si è comprata, cash, senza mutuo, una villa di 350 metri quadri con piscina al Torrino: 1,1 milioni di euro. E il salario minimo, quello vero, i 9 euro l'ora per chi lavora e resta povero lo stesso? Bocciato, affossato in commissione, liquidato come "controproducente" in uno dei suoi melonosi video sui social.
Ecco chi è Giorgia, spogliata dalla scenografia che le hanno costruito attorno. Una specie di bambina viziata e permalosa che parla solo in dialetto, cresciuta a pane, fascismo e Berlusconi.
Non è di certo la vicina di casa che vi ferma sulle scale per aiutarvi a portare la spesa. È una che i conti della spesa li fa tornare benissimo. Per sé e la sua cricca. Del resto, lei fa la spesa col nostro borsello ormai da circa 30 anni. E se glielo fate notare, è facile che vi fa volare giù dalle scale.
Dunque, cari elettori patrioti che ancora la votate e la difendete al bar contro il pericolo della “sinistra” (intendendo il PD, quindi tutto fuorché la sinistra): qualcuno vi ha spiegato che il salario minimo che non avete l'ha bocciato lei? Che i vostri figli continuano a scappare all’estero a fare i lavapiatti anche grazie alle sue politiche? Che la villa con piscina se l'è pagata coi diritti d'autore mentre ai più disgraziati tagliavano il reddito di cittadinanza? Che la retorica su Dio-patria-famiglia non ha prodotto né più figli né più asili nido? Che il “blocco navale” era una puttanata colossale impraticabile ed irrealistica e che gli sbarchi irregolari si sono moltiplicati sotto al suo governo? E potrei andare avanti. Di quale patria siete orgogliosi, fatemi capire?
Ma svegliatevi e ragionate davvero da cittadini italiani, dannazione.
Non da tifosi di un leader o di un partito.
E smettetela una volta per tutte di credere a chi vi somiglia solo quando c'è un microfono e una telecamera accesa. Maledetti.
#GianniMagini #AllertaMedia
Un mesetto fa l’incontinenza verbale del Segretario della Nato Rutte ha messo al corrente l’opinione pubblica italiana che da Sigonella e Aviano erano partiti 500 voli a sostegno dei bombardamenti americani sull’Iran.
Ieri siamo venuti a sapere che da quattro mesi l’Italia ha dispiegato nel Golfo Persico 400 membri dell’Areonautica e 300 dell’Esercito, più caccia Eurofighter, Aerei di sorveglianza, ecc., sempre a sotegno dell’aggressione statunitense all’Iran.
In sintesi, il governo Meloni ci ha coinvolto in una guerra di aggressione illegale, non dichiarata, senza mandato parlamentare, in forma clandestina e occulta.
Ricordo, per quanto nessuno oramai sembri farci caso, che la Costituzione italiana, all’art. 11, dichiara che “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Ergo il comportamento del governo è manifestamente anticostituzionale.
Non mi intendo abbastanza di diritto per sapere se ci sono gli estremi per un procedimento formale di messa sotto accusa, ma quel che è certo è che questo modo irresponsabile di agire ci mette tutti in pericolo, su questo come su altri fronti.
Il giorno in cui ci troveremo a scavare sotto qualche ammasso di detriti, non avremo neanche il piacere di sapere da dove il colpo è arrivato, e perché.
Andrea Zhok
IL VINO ERA OTTIMO
Marco Travaglio
4 Giugno 26
Ricapitoliamo. Il 9 gennaio, dopo un mese scarso di “indagini”, la Procura generale di Milano invia a Nordio un parere di 23 righe favorevole alla grazia per la Minetti condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della⏬
La “modesta mazzetta” e non solo: gaffe, frasi sessiste e spritz, tutto il “bestiario” di Nordio in tre anni e mezzo al governo
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Australia could be poised to make global headlines by becoming the first Western nation to permanently bar former U.S. President Donald Trump, along with his family and members of his administration, from entering the country. Such a move would be highly unprecedented, signaling a dramatic shift in how allied nations respond to controversial political figures on the international stage.
If implemented, this decision could have far-reaching implications-not only for diplomatic relations between Australia and the United States but also for how other Western countries approach similar situations in the future. It may spark debates around national sovereignty, political accountability, and the limits of international hospitality for former leaders.