A veces la mejor ruta para sobrellevar el ambiente laboral, es la indiferencia. Llegas, haces tu trabajo, no aportas ideas nuevas, no sugieres nada y lo más importante, no te enojas. Que sigan en lo mismo, aunque suene bastante egoísta.
Evlenirsen pişman olursun. Evlenmezsen de pişman olursun. Çocuk yapsan da yapmasan da pişman olursun. Kierkegaard bunu 200 yıl önce şöyle söylemiştir:
"Neyi seçersen seç pişman olursun. Çünkü sorun tercihlerinde değil yaşanmamış bir hayatı romantize etmendir. İnsan her daim gidilmemiş bir yolu cazibeli ve gizemli bulur. Bu yüzden mesele en doğru seçimi yapman değil. Hangi pişmanlıkla yaşayacağını seçip karar vermendir."
Sen neye karar verdin?
And suddenly you're 26-27, sitting alone in your room, parents are old, your siblings are married and busy with their own families, and there's no one you can talk to, no one checks on you. What is it called? Loneliness or freedom? Whatever it is, it's heavy.
le vacanze di natale e pasqua ci ricordano quanto è bello non lavorare e quanto è traumatico tornare a lavoro
l’essere umano non è concepito per lavorare
io non lavoro comunque, peró empatizzo con chi lo fa, non mollate
“Il tuo albero genealogico si disegna col compasso” miglior insulto mai letto fino ad ora e ve lo lascio qui perché é talmente bello che merita di essere diffuso in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Gino Paoli è uno che della vita non ci aveva capito un cazzo.
Oggi te lo impacchettano col fiocco. Il poeta romantico. Sapore di sale e i tramonti. La voce dell'amore gentile.
Gino Paoli era uno stronzo. Sapeva di essere uno stronzo.
Era uno che negli anni 60 andava dietro le donne sposate ed alle ragazzine di 16 anni. Un egoista fumatore incallito.
Era comunista con l'orologio buono, un alcolizzato, un egocentrico.
Gino Paoli era un tipo pericoloso, un idiota che ad appena 28 si sparava al cuore per un amore stupidamente idealizzato e non corrisposto. Una persona tossica, complicata, maleducata, scorbutica.
Gino Paoli non era il quadretto con il mare calmo al tramonto che ti vendono nei negozietti di Souvenir.
Gino era la schiuma verde nel porto di Genova, l'odore di pesce nelle Creùze, le bestemmie dei marinai.
Gino Paoli era FOTTUTAMENTE VERO. Nella sua menzogna. Nella sua poesia.
Perché aveva capito che l'unico modo in cui puoi amare è il tuo. Ed il tuo, vaffanculo, è sempre quello sbagliato. Quello che ti fa sudare. Quello che ti fa bestemmiare.
E andava bene così. Perché sapeva convivere con i propri mostri, con l'orrore di essere umano. Perché ci puoi essere amico dei tuoi mostri, come puoi esserlo di un proiettile che ti sfiora il cuore per 60 anni.
Non ha mai chiesto scusa per quello che era. Non ha mai ripulito la propria storia per renderla digeribile. Non si è mai messo il vestito buono per farti sentire a tuo agio.
Perché il cielo in una stanza è una canzone di una poesia meravigliosa.
Perché se la dedicano tutti gli innamorati.
Perché la cantano ai matrimoni.
E lui la scrisse mentre scopava in un bordello, a faccia in su tra il letto ed una prostituta, a guardare un bellissimo soffitto infinito.
E non se n'è mai vergognato. Neppure un giorno.
Io dico VAFFANCULO a tutti i post con i cuoricini. Alle citazioni dei giornali online. Alle frasi sdolcinate da baci Perugina.
Gino era una persona troppo libera per un mondo così ipocrita.
Stanotte non è morto solo un cantante con canzoni meravigliose sulle labbra.
Non è morto solo un poeta con un proiettile sul cuore.
È morto un vecchio di 91 anni, un coglione che della vita non ci aveva capito un cazzo.
Eppure lui, quel cielo, lo ha visto davvero.
(Adamo Romano)
"quattro amici" canzone di gino paoli che mi ha sempre devastata, che inizia con "eravamo 4 amici al bar" che poi diventano tre e poi due e poi "son rimasto io da solo al bar" perché nel tempo, diventando adulti, come spesso accade, quegli amici si sono persi lungo la strada 💔
After 37 years of age as a man, I’ve finally come to realize that the only cure to depression is just leaving the house at every single possible opportunity no matter how badly you don’t want to.
Carlo Conti letteralmente 20 minuti dopo aver fatto la battuta alla moglie "i jeans della signorina non li comprare"
è con Gino Cecchettin a parlare di cambio di cultura maschile "se non cambiamo cambierà solo il nome delle vittime"...
infatti
#CarloConti#Sanremo2026#1marzo
comunque sanremo ha fallito nel momento in cui su twitter si commentano le canzoni che nelle edizioni di amadeus non fregavano a nessuno perché succedeva DI TUTTO e le canzoni erano effettivamente solo l'ultimo decimo della roba da commentare
#sanremo2026