“How do you like them apples?” was something Matt Damon and Ben Affleck used to say growing up in Boston, so they slipped it into Good Will Hunting (1997) for that iconic bar scene where Will completely humiliates the Harvard guy.
Parto dalle cose più importanti, e quindi parto dalla fine: Santa Maradona di Marco Ponti è un film pazzesco. È uscito nel 2001, venticinque anni fa, e si tratta di un esordio alla regia. Ha tutto. È ritmato, intenso, divertente. Ha due grandi attori protagonisti: Stefano Accorsi, in uno dei suoi ruoli migliori, e Libero De Rienzo, semplicemente iconico. È un flusso di coscienza senza fine, che va avanti e indietro, che esplora Torino, che la sviscera. È pieno di dialoghi e di battute brillanti. Ovunque ci sono fumetti, videogiochi e musica. C'è la cultura degli anni Novanta durante il suo apice. E c'è la crisi profonda di una generazione che non trova lavoro e che non ha un posto dove sentirsi a casa.
In alcune scene, c'è Libero De Rienzo che legge Calvin & Hobbes, steso sulla schiena, e ride di gusto. Sembra un film teso, eccessivo, volutamente esagerato e urlato. E invece rispecchia in modo preciso una certa epoca e, soprattutto, una certa cultura. È un film sull'amicizia, Santa Maradona: su due quasi trentenni che vivono insieme, che guardano ai quarant'anni con ansia, che non hanno nessuna certezza, che si nascondono dal proprietario di casa e che hanno una routine fatta di scommesse e giochi. Nonostante tutto, però, l'Andrea di Stefano Accorsi e il Bart (non Bartolomeo, attenzione) di Libero De Rienzo si vogliono bene. Anche quando discutono. Anche quando finiscono faccia a faccia, naso contro naso. Si vogliono bene e proprio per questo si dicono continuamente tutto quello che pensano e che provano.
Insieme a loro, ci sono la Dolores di Anita Caprioli e la Lucia di Mandala Tayde (i dialoghi tra lei e De Rienzo sono una delle cose più belle di Santa Maradona). E poi sì, è un film sui luoghi comuni, su questo sentire ossessivo, su questa idea di ordine e buona società, sulla cattiveria profonda - anche se non dichiarata - che scorre nelle persone. Santa Maradona, per quanto mi riguarda, è soprattutto Libero De Rienzo: la sua faccia, la sua voce; il modo in cui gioca con la camera. Ha vinto un David per questo ruolo. E ogni volta che lo rivedo, trovo sempre incredibile la sincerità con cui sa scandire ogni singola battuta. Santa Maradona è su Sky e NOW.
A notte fonda Brunori ti piazza "La verità" all'impronta. Roy Paci si alza e improvvisa con la tromba. Un bel momento sublimato dalla standing ovation finale, e Brunori che commenta "come è giusto che sia" #DopoFestival
Vedo rosso, Marlboro
Vedo giallo, Sapporo
Io non rappo, mi sollevo dal suolo
In maglia Polo il ragazzo d'oro
Il ragazzo d'oro, il ragazzo d'oro
Il ragazzo d'oro, il ragazzo d'oro (Ah, seh)