Viviamo in un mondo in cui le grandi potenze si contendono terre rare, metalli critici, infrastrutture energetiche, chip e semiconduttori… Un mondo attraversato da guerre economiche, commerciali, autocrazie, continue tensioni militari.
E l’Europa che fa? Invece di costruire una politica estera, industriale e tecnologica comune, butta miliardi nelle armi. È ipocrita meravigliarci dell’ascesa dell’estrema destra se le politiche europee dominanti non rispondono più ai bisogni dei cittadini.
Se l’Europa continua a rimanere afona e inerte, non diventeremo più forti. Diventeremo sempre più divisi.
Chi ha più soldi si arma di più. Chi ha meno risorse taglia welfare, coesione, scuola, sanità. E alla fine il prezzo lo pagano sempre i cittadini.
La sicurezza non può essere costruita sulla deterrenza militare. Va costruita con la cooperazione e il rafforzamento del modello sociale europeo: diritti, lavoro, salute, futuro. È in questo modo che una democrazia diventa più forte. Non con gli arsenali.
Serve tornare alla politica che non consegna l’Europa alla paura, ma le restituisce una visione. Serve coraggio.
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Dicevano che il Pnrr fosse una truffa. Fratelli d'Italia si astenne durante la votazione. Ora Meloni addirittura esulta, senza nemmeno ringraziare.
Se il presidente Conte non avesse portato i 209 miliardi in Italia, oggi il Paese sarebbe in recessione, ancora peggio di come sta messo.
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Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere.
Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?
Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto.
Da ieri sappiamo che secondo il Procuratore nazionale antimafia la norma del 2023 con cui il governo Meloni ha impedito l'uso delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate ha fatto gravi danni nella lotta alla criminalità organizzata.
Da tempo sappiamo che la stessa preoccupazione è stata manifestata da diversi procuratori della Repubblica. A questo punto il prossimo passo è capire in concreto quante e quali indagini siano andate in fumo per colpa di quella norma assurda. Quali comportamenti criminali e quanti assalti ai soldi pubblici sono rimasti impuniti per colpa del governo Meloni?
In questo quadro sconcertante, ieri sera il ministro dell'Interno Piantedosi ha commentato come fosse un passante capitato per caso: il responsabile della sicurezza nazionale ha detto che ci stanno lavorando, che valuteranno. La lettera di Melillo è di 15 giorni fa, non di ieri, gli allarmi di vari procuratori sono molto più datati e noi questi pericoli li segnaliamo da anni. Dove è stato fino a oggi Piantedosi? Cosa ha fatto il governo finora? Niente, basti pensare che nei suoi inutili e liberticidi decreti sicurezza non ha messo una sola norma contro la mafia.
La cosa in assoluto più grave è che la maggioranza in commissione Antimafia, dopo essere rimasta sorda per mesi e mesi di fronte alle sollecitazioni dei procuratori della repubblica, sia rimasta inerte anche dopo l'invio della lettera del Pna Melillo, attivandosi solo dopo che ieri l'articolo del Corriere della Sera e le nostre parole l'hanno stanata.
Tornato finalmente a casa. A tutti voi, che mi avete inondato di messaggi di affetto, voglio dire che l'intervento è perfettamente riuscito, sto molto bene, ora ovviamente c'è solo da rimettersi in piena forma dopo questa settimana di stop. Ringrazio il personale medico e sanitario per l'accurata assistenza.
Con tutto il M5S sono a lavoro in queste ore perché si entra nel momento cruciale per l'organizzazione delle due giornate di Nova del 16 e 17 maggio: "100 spazi aperti per la democrazia". È lì che con tutti voi inizieremo a dare forma concreta al programma per cambiare l'Italia.
Le notizie di questi giorni su stipendi e rincari confermano che c'è bisogno di tutta la vostra passione e del vostro contributo di idee per cambiare in meglio la vita delle persone in questo periodo così complicato. Insieme.
Commercianti, residenti e imprenditori allo stremo che chiedono risposte vere sulla sicurezza. Li ho incontrati ieri in zona Termini, nei rioni Esquilino e Castro Pretorio. Ma succede in tante aree del Paese: c'è il bisogno di toccare con mano queste emergenze per poter agire seriamente sulle risposte.
Nessuno ha la bacchetta magica, ma chi aveva promesso di averla in 4 anni al Governo ha fallito.
Oggi in Parlamento è stato approvato l'ennesimo provvedimento sulla sicurezza con tanto di norme incostituzionali, pasticci e toppe in Cdm. L'ennesima scatola vuota senza risposte e investimenti seri sulle carenze di presidi e forze dell'ordine.
Continueremo a fare le nostre proposte: più presidio sul territorio, patti per la sicurezza con nuovi fondi dal Governo per patti fra Prefetture e enti locali recuperando anche i soldi buttati in Albania, azioni durature e non spot, inclusione sociale perché lo Stato intervenga sull'emarginazione.
C'è tanto da ricostruire.
Oggi abbiamo piantato un seme di legalità.
Il Parlamento europeo ha infatti approvato con ben 603 voti un emendamento che chiede le certificazioni antimafia obbligatorie per tutte le imprese che ottengono l’erogazione di fondi europei.
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