İspanya Gazze’yi desteklediği için hedef alınıyor.
Siyonistlerin İspanya’yı karıştırmasına izin verilmemeli!
İspanya’yı destekleyenler bu tweeti beğensin ve paylaşsın.
Una volta se un Presidente del Consiglio veniva sonoramente bocciato in aula col voto segreto dai suoi stessi parlamentari, dopo mezz'ora saliva al Colle a rassegnare le dimissioni.
Si chiamava dignità.
Si chiamava rispetto per lo Stato di diritto.
Quando una sconfitta diventa normale, il rischio è che a perdere non sia il governo, ma il valore stesso delle istituzioni.
Marco Tardelli è stato uno dei pochi ad avere le palle di dire in tv quello che tutti pensano.
È successo ieri a “Notti Mondiali”, l'ex calciatore azzurro ha preso parola sul caso riguardante la sospensione della squalifica dello statunitense Balogun in vista della partita con il Belgio.
“È una gran brutta cosa. A parte la volontarietà o meno, questo era fallo e, di conseguenza, non andava annullata la squalifica.
Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, basta ricevere degli ordini…”
Gli ordini ovviamente sono quelli di Trump.
Dopo il gelo sceso in studio ha ribadito il concetto e se ne è assunto piena responsabilità, come se poi ci si dovesse vergognare di dire la verità.
🚨 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗔 𝗛𝗢𝗥𝗔: Algunos miembros de la junta ejecutiva de la FIFA están PIDIENDO LA RENUNCIA del presidente Gianni Infantino y preparando una demanda en su contra tras revelaciones de que la FIFA rompió las reglas para favorecer a un jugador y un país, según especulaciones en línea. ⚠️🇺🇸
⚽️ | URGENTE - MUNDIAL 2026: Algunos miembros de la junta ejecutiva de la FIFA están pidiendo la renuncia del presidente Gianni Infantino y preparando una demanda en su contra tras revelaciones de que la FIFA dobló las reglas para favorecer a un jugador y un país, según especulaciones en línea.
Ieri a “Notti Mondiali” Marco Tardelli ha avuto il coraggio di dire in Rai quello che hanno pensato più o meno tutti sulla sospensione della squalifica del bomber statunitense Folarin Balogun in vista degli Ottavi col Belgio.
“Questa è una gran brutta cosa. A parte la volontarietà o meno, questo era fallo e, di conseguenza, non andava annullata la squalifica.
Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, basta ricevere degli ordini…”
Il riferimento era ovviamente alla telefonata di Trump al Presidente Infantino per fargli ritirare la squalifica.
Apriti cielo!
A quel punto la conduttrice Paola Ferrari, in imbarazzo totale, prima finge di non aver capito:
“Dei…?”
Ma Tardelli non arretra di un millimetro:
“Degli ORDINI!”
Paola Ferrari, in pieno allarme, se ne dissocia pubblicamente, non si sa neanche bene a nome di chi.
“Hai detto una cosa importante, te ne assumi la responsabilità…”
Tardelli:
“Certo che me ne assumo la responsabilità”.
Tardelli ha detto la pura e semplice verità, rivelata peraltro dal Nyt e confermata da Afp e Associated Press.
Ha detto quello che, normalmente, avrebbe dovuto dire il o la giornalista.
L’unico peraltro ad avere il coraggio di dirlo in diretta, sulla Rai e ad assumersene la responsabilità.
Ma d’altronde uno il coraggio, se non ce l’ha, non se lo può dare.
Bei aller Liebe, aber diese WM ist doch zu Ende. In dem Moment, wo ein Staatschef auf den ausführenden Verband eines Turniers einwirkt, um rote Karten rückgängig zu machen, ist das Spiel doch einfach im Eimer. Trump zerstört alles, was er berührt …
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
Una buona notizia.
Silvia Sardone è stata denunciata dopo aver fermato, filmato e incalzato una donna con il velo integrale e un passeggino.
Saranno le autorità a stabilire se ci siano responsabilità.
Una parlamentare è pagata per fare le leggi, non per trasformarsi in sceriffo, inseguire cittadini con il telefono e mettere in scena processi sui social.
Il paradosso? Dopo aver esposto una sconosciuta davanti alla figlia, oggi si presenta come la vittima.
Chi invoca continuamente il rispetto delle regole dovrebbe essere il primo a rispettare i limiti del proprio ruolo.
Vi risparmio il video pubblicato da Al Jazeera.
Lui si chiamava Mohammad Abu Giab ed era un pescatore di 15 anni di G@za.
Nel video in questione lo si vede tuffarsi nel mare che amava, ridendo e facendo il gesto con le dita della “Vittoria” insieme a un suo coetaneo. Entrambi felici.
Durante il bagno è stato ucciso con un’arma da fuoco delle forze isr@eliane al largo di Deir el-Balah.
Lo hanno riportato a riva su una specie di canoa: il corpo completamente insanguinato, immobile, privo di vita. Mentre in sottofondo si sente qualcuno urlare.
Il Sindacato dei Pescatori di G@za afferma che, da ottobre 2023, almeno 238 uomini e ragazzi sono stati uccisi da Isr@ele mentre stavano lavorando, nuotando, facendo quello che più amavano nel loro mare.
Duecentotrentotto: l’ennesima cifra che dimostra dove stia l’inferno in terra.
Jacopo Melio