Ci risiamo: Stessa farsa del #MES.
Politici con QI da formaggio a pasta molle boicottano i prestiti europei a tasso agevolato del #SAFE mentre l’Italia brucia miliardi in interessi sui BTP: meglio il debito caro e “sovrano” (e le coccole a Putin) che risparmiare soldi veri.
@Antonio_Tajani e @GuidoCrosetto resistete please
No, non era “una frase”. Era una posizione politica inaccettabile (e basata su una citazione falsa) a proposito di un pilastro essenziale di una alleanza di governo.
Uno può pensare che la minaccia russa esista o non esista. Noi europeisti pensiamo che esista, Giuseppe Conte ritiene di no. Su un tema così rilevante, le due principali coalizioni dicono tutto e il suo contrario. Per questo vogliamo hackerare l’attuale bipolarismo. Segui l’intervento di Piercamillo Falasca, a nome di https://t.co/FtyK0dg7rv, a @CoffeeBreakLa7 (link intero nei commenti).
Ma vi ricordate quando c’era chi diceva che sarebbe stata l’Europa a rimanere senza carburante? Che le sanzioni non funzionano? Che l’escalation avrebbe scatenato la potenza russa? Eeeh, quanti ricordi
Se continua così, #Conte farà scappare dal @pdnetwork i pochi decenti rimasti, che sull’#Ucraina hanno una posizione chiara e ragionevole. A quel punto, quasi sarebbe da ringraziarlo
Sentendo Conte a @InOndaLa7, ditemi: quale sarebbe la differenza tra lui e Vannacci sulla questione ucraina?
Oppure, nel pieno di una guerra in Europa, gli elettori dovrebbero scommettere sull’opportunismo di Conte, come suggeriscono alcuni sostenitori del @pdnetwork, convinti/1
Affermazioni come: - Faremo carta straccia degli impegni internazionali e Mosca non e’ una minaccia - consegnano definitivamente la deriva radicale, anti occidentale e populista del campo largo e inevitabilmente del maggiore contraente il PD. Come possa questo “blocco” (cit. Boccia) avere l’autorevolezza e la credibilità per governare il paese rimane un mistero molto profondo. #Napoli
Il voto al Parlamento europeo sull’Ucraina fotografa la crisi del bipopulismo italiano. Esiste un partito filorusso e anti europeo trasversale composto da Vannacci, 5S e Salvini.
Ottima iniziativa di Cottarelli e della Fondazione Einaudi: i partiti indichino dove trovare i soldi per le loro promesse. Funzionerà se diventerà coscienza collettiva, rifiuto dell’inganno (tipo evasione fiscale) e consapevolezza che il debito fiacca.
Di Maio spiega che le cose che diceva all’opposizione erano fesserie.
Ma “1 vale 1” e “abbiamo abolito la povertà” le ha dette da Vice premier
“con Salvini facevamo a gara a chi la sparava più grossa”
Tutti pagati con soldi dei contribuenti
La rivoluzione americana, 250 anni fa, aprì la strada alla stagione repubblicana in tutto l’Occidente. Per noi europei è fondamentale riconoscere nel processo - lungo e controverso - di unione delle tredici colonie verso una repubblica federale, gli elementi che possono guidare la nostra azione verso gli Stati Uniti d’Europa.
Il paradosso italiano: piena occupazione, produttività ferma
Disoccupazione ai minimi storici. Occupati al record. Eppure la produttività italiana è ferma da trent'anni.
Come è possibile? Non è un paradosso. È aritmetica.
Partiamo dai principi primi
Produttività = valore aggiunto prodotto / ore lavorate.
È una frazione. Può calare per due vie: il numeratore scende, o il denominatore sale più del numeratore. In Italia succedono entrambe le cose, contemporaneamente.
Canale 1: il numeratore viene compresso dalla concorrenza globale
Il valore aggiunto non è una quantità fisica: è prezzo × volume, meno i costi intermedi. Se un'azienda italiana produce lo stesso identico bene di dieci anni fa, con la stessa efficienza tecnica, ma è costretta ad abbassare i prezzi per competere con Cina, Est Europa o Sud-Est asiatico, il suo valore aggiunto cala. E con lui la produttività misurata — senza che nessuno abbia lavorato peggio.
Puoi diventare tecnicamente più efficiente e statisticamente meno produttivo allo stesso tempo. Se non controlli il pricing power, non controlli la produttività.
Canale 2:Il denominatore cresce nei posti sbagliati
L'occupazione italiana cresce. Ma dove? Turismo, ristorazione, servizi alla persona, logistica di ultimo miglio. Settori a basso valore aggiunto per ora lavorata, strutturalmente: un cameriere non può servire 10x più tavoli, un rider non può consegnare 10x più pacchi.
Intanto le ore si spostano via da manifattura avanzata, chimica, farmaceutica, software — i settori dove un'ora di lavoro genera 3-5 volte più valore aggiunto.
Ogni persona che passa da un lavoro ad alto valore aggiunto a uno a basso valore aggiunto fa scendere la media nazionale. Anche se lavora di più. Anche se lavora bene. La composizione batte l'impegno.
La bassa disoccupazione non è la prova che l'economia va bene. È la prova che stiamo saturando le ore lavorate in attività che il mercato globale paga poco. Stiamo massimizzando il denominatore mentre il numeratore è sotto attacco.
Un Paese può essere pienamente occupato e collettivamente più povero, ora dopo ora.
E allora cosa muove davvero la produttività?
Tre cose, e tre soltanto:
1. Pricing power: prodotti che il mondo non può replicare facilmente: brevetti, marchi, complessità tecnologica. Chi compete solo sul costo ha già perso.
2. Capitale per addetto: macchine, software, automazione, AI. La produttività non si predica: si compra e si installa.
3. *Riallocazione: spostare persone e capitale verso i settori ad alto valore aggiunto, non proteggere quelli a basso valore aggiunto.
Nessuna di queste tre leve si attiva chiedendo alle persone di "lavorare di più". Le ore sono il denominatore. Il problema dell'Italia è il numeratore.
Non so nemmeno da dove cominciare dopo aver ascoltato il senatore Alfieri (PD), che stamattina dialoga con l’ambasciatore ucraino.
Non comincerò dall’aspetto morale di cosa significhi chiedere all’ambasciatore - “cosa siete disposti a cedere per la pace?” - proprio la mattina/1
capire cosa significhi cedere territori e condannare gli ucraini a vivere sotto l’occupazione russa. Forse, allora, ci penserebbe due volte prima di porre certe domande. FINE
Ai Russi in effetti noi potremmo cedere l’Emilia Romagna e la Lombardia, in caso di attacco. Per il nostro bene, sia chiaro. Questo e’ il riformismo del “nuovo” #Pd. Senza infingimenti. #Alfieri
Ho conosciuto Mauro Moretti anni fa. Quando era alla guida di Ferrovie.
Un Comunista organico ed ex sindacalista, mi dissero, per cercare di far nascere un pregiudizio.
Come sempre non diedi peso alle parole di altri e cercai di conoscerlo attraverso i fatti, le sue azioni, i risultati.
Ma non è questo il tema.
Mauro Moretti fu incriminato, con altre persone, per il drammatico disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 nel quale persero la vita 32 persone.
Ma Moretti, vale la pena di ricordare, fu assolto dai 5 profili di colpa iniziali, tra i quali c’erano il picchetto e la velocita.
Nel corso del processo si decise quindi di trovarne un sesto: nel suo ruolo di Amministratore Delegato di un’azienda con circa 100.000 dipendenti, avrebbe dovuto trovare un qualcosa in più, che non era previsto da alcuna norma, italiana o europea, per tracciare la vita manutentiva del carro che causò l’incidente.
Stiamo parlando di un carro che non era di Ferrovie ma di un operatore austrotedesco, manutenuto in Germania da un’officina certificata dalle locali autorità di sicurezza.
Un carro con tutti i documenti formalmente in regola secondo le norme europee recepite in Italia.
A Moretti è stato riconosciuto di aver rispettato tutte le leggi e norme scritte, ma secondo il tribunale avrebbe dovuto fare qualcosa di più, che non c’ era e che nessuna normativa prevedeva, per evitare qualunque possibile problema. All’occorrenza anche in deroga alle leggi di riferimento.
Il fatto che lui non abbia fatto di più di quanto la legge prevedeva, secondo l’accusa, gli ha procurato una “responsabilità generica”.
Mi dicono esperti giuristi che in Italia la resposabilità oggettiva non esiste come reato, anche se questa imputazione che fa capo al principio del “neminen laedere”, gli somiglia davvero tanto.
Ma non era sufficiente aver inventato una reato ed un modo per condannare una persona per rispondere alle richieste popolari e quindi, pur essendo incensurato e pur trattandosi di un reato colposo (cioè di cui non ha alcuna responsabilità diretta), non gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche nella misura ordinaria di 1/3. Cosa che invece avviene quasi sempre in situazioni anche penalmente più gravi in caso di reati dolosi.
Andava punito.
Perché serviva un colpevole simbolico.
Io so che questo mio post non piacerà, so che molti si chiederanno “ma perché deve esporsi anche su persone e fatti su cui potrebbe tacere”, so che la maggioranza delle persone è contenta perché un ex potente é stato condannato, perché guadagnava tanto e quindi lo merita, perché le persone morte dovevano essere vendicate e ricevere giustizia ad ogni costo ma mi chiedo: questa è giustizia?
Sulla base di una tesi così, chi può avere responsabilità?
Si è fatta male una persona nel mio bar, a casa mia, nel cortile della mia azienda,
ho rispettato ogni legge, ogni obbligo e prescrizione ma dovevo fare di più. Quindi sono colpevole.
Non mi pare un principio di giustizia.
Anche perché se questa è la giurisprudenza italiana nessuno che abbia una minima responsabilità può sentirsi al sicuro. Perché non serve rispettare tutte le leggi e le regole se hanno deciso che devi pagare.
Ma ti rendi conto dell’idiozia assoluta di buttare soldi per costruire case del Made in Italy in ogni provincia italiana invece di fare per esempio accordi con la distribuzione internazionale per mettere prodotti di PMI o sostenere la formazione di export manager. Ma ti rendi conto Adolfo che hai passato il tempo a fare tavoli inutili e tagliare nastri?
Moretti va in galera, dopo avere rinunciato alla prescrizione, perché non ha violato la legge. Si maschera come soddisfazione delle vittime un procedimento assurdo. Noi lo diciamo da anni, vedo che taluno se ne accorge solo dopo l’irrimediabile.