#facciamorete è un hashtag
È di tutti e di nessuno. È libero.
Libero al punto da farsi stropicciare da chi lo ha in antipatia ma così libero da non curarsene
Ognuno è responsabile solo di sè e di ciò che scrive ma la libertà è un valore e, per dargli un senso, è bene conoscerlo
Si chiama Giulia Torrini, è la Presidente dell’associazione "Un Ponte Per” e ha appena denunciato in tribunale a Roma lo Stato italiano e la società Leonardo Spa per essersi resi complici del genocidio a Gaza vendendo e fornendo armi a Israele.
Lo ha fatto assieme ad Arci, Acli e le associazioni A buon diritto, Assopace Palestina e Pax Christi.
Nella denuncia c’è una richiesta precisa: “L’annullamento immediato di tutti i contratti con le imprese che forniscono armi a Israele”.
Torrini si è appellata alla legge 185 del 1990 che vieta di fornire armi a Paesi che violano il diritto internazionale, la Costituzione e l’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite.
#Salvini#Tajani etc inutile sperticarsi con la solidarietà al card.Pizzaballa quando non avete avuto una parola prima contro il genocidio di #Israele e la violenza in Libano. Vi svegliate adesso per una messa impedita? Dove siete stati sinora?Un po' di coerenza e serietà! #Gaza
Uccidere i giornalisti per cancellare la realtà, per impedirne il racconto e lasciare che l' informazione sia costruita sulle veline di chi aggredisce, bombarda e ammazza. Questa è la strategia di #Israele.
"... Un futuro di giustizia sociale!"
Le nostre ragazze e i nostri ragazzi ci stanno dando una grande lezione: partecipazione, impegno politico, voglia di credere e combattere per i propri ideali!
#NoKings#peace#freepalestine#cuba
“Questa è la realtà di Israele.
Israele assassina i giornalisti e gli dà la caccia.
Quando Israele fallisce sul campo di battaglia, ricorre a questa opzione.
Loro non avevano nient'altro che macchine fotografiche, microfoni e questo giubbotto che non dà alcuna protezione”
#israel
Alcune delle foto censurate di Mattia Bidoli, che per un anno é stato Gaza a lavorare con un Emergency e fotografare ciò che vedeva.
Quello che in Italia, secondo la Digos e chi ha dato gli ordini, non dobbiamo vedere.
#TrevisoPhotographicFestival#StatodiPoliziadeiservidiIsraele
Neanche mezza parola sulle prime pagine dei giornaloni italiani per i 3 giornalisti presi di mira e ammazzati ieri in Libano.
Come per gli altri 300 presi di mira e ammazzati a Gaza.
Perché li ha presi di mira e ammazzati Israele.
#esecuzioni
Israel executed every single paramedic in this photo today in South Lebanon — dropping a bomb on their ambulance.
Read that again.
This is deliberate.
Killing medics is a war crime.
Killing medics is a crime against humanity.
This is medicide.
Il fotoreporter Mattia Bidoli non è stato ammesso al Treviso Photographic Festival 2026 perché le sue foto ritraggono strade di Gaza.
La direzione dice che la Digos ha ordinato che non si parlasse di Gaza, per la possibile presenza di politici.
#StatodipoliziadeiservidiIsraele
LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere.
--- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
E il mondo guarda dall'altra parte.
👵 DENUNCIA PER I MIEI NONNI:
Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.
---
👶 DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:
Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.
Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?
🍽️ DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:
Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.
La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.
Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.
⚕️ DENUNCIA DEI MIEI MEDICI:
Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.
I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.
🌍 AL MONDO DICO:
Cuba non chiede l'elemosina.
Cuba non chiede soldati.
Cuba non chiede che ci amiate.
Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.
Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.
Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.
Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.
Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.
Ai governi complici che tacciono:
La storia vi presenterà il conto.
Ai media che mentono:
La verità trova sempre una via d'uscita.
Ai carnefici che firmano sanzioni:
Il popolo cubano non dimentica e non perdona.
A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:
Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?
---
Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.
Ikay Romay
✊🇨🇺💔
TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino
[email protected]
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Non mi importa se hai 10 amici o 10 mila follower.
Non mi importa se la tua bacheca è pubblica o privata.
Non mi importa se non condividi mai nulla.
Ma questo è diverso.
Questa non è una foto di un tramonto.
Questa non è una notizia di gossip.
Questa non è solo un'opinione.
Questo è un GRIDO. E i gridi non si tengono per sé. Si ASCOLTANO. Si RIPETONO. DIVENTANO UNA FOLLA.
Oggi non ti chiedo un “mi piace”.
Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo.
CONDIVIDI.
Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi.
C'è un CRIMINE.
Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco.
Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare.
Perché i governi complici provino vergogna.
Perché i media bugiardi non abbiano scampo.
Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI.
Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo.
Migliaia, milioni, SÌ.
Non tenere questo testo per te.
Non essere complice del silenzio.
FAI IN MODO CHE QUESTA DENUNCIA ARRIVI PIÙ LONTANO DEL BLOCCO.
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Israel murdered every single person in this photo today in South Lebanon.
Every. Single. One.
2 journalists
7 paramedics
1 Lebanese soldier
They bombed the journalists’ vehicle — then bombed them again when paramedics rushed to help.
Si tratta di "tortura messa a sistema": l’ultimo report per l'ONU di Francesca Albanese in italiano.
Grazie @FranceskAlbs e grazie @kritica_news.
Un altro grande "NO" contro la disumanizzazione e le politiche colonialiste di crudeltà e tortura del regime di Israele.
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Si intitola “Tortura e genocidio” e documenta le torture sistematiche sui palestinesi da parte di Israele. In anteprima in italiano per tutti i lettori, l’ultimo report della Relatrice speciale ONU Francesca Albanese, che sarà presentato oggi a Ginevra.
https://t.co/GJFNRxg0jS
Domani, 27 marzo si terrà, presso il Tribunale civile di Roma, la prima udienza della causa contro lo Stato Italiano e Leonardo, intentata dalla farmacista palestinese Hala Abulebdeh, che nei bombardamenti israeliani ha perso la sua famiglia di 7 persone, e da associazioni della