In Svizzera il contante è Legge!
Mentre l'Europa insegue il controllo digitale, la Svizzera blinda la libertà in Costituzione col 73% di SI, garantendo ai cittadini il diritto sovrano di pagare in contanti senza permessi o algoritmi.
Silver Nervuti YouTube https://t.co/eaE218blG6
La giornalista israeliana Amira Hass ha dichiarato:
“I palestinesi combattono per la loro vita, nel vero senso della parola. Noi, ebrei israeliani, combattiamo per difendere il nostro privilegio di padroni, nel senso più spregevole del termine. Noi siamo gli occupanti, i torturatori, gli aguzzini.”
Queste parole, dure ma profondamente oneste, testimoniano il coraggio di chi osa mettere in discussione la narrazione dominante dall’interno stesso del sistema.
La voce di Amira Hass rompe il silenzio complice e ci ricorda che la verità non ha confini, e nemmeno il dovere morale di essere detta.
Due lavoratori, stessi turni, stesso mare, stessa fatica. Diversi solo nella data di assunzione: uno prima del Jobs Act, l’altro dopo. Entrambi licenziati per aver osato iscriversi al sindacato e aver chiesto diritti. Il primo reintegrato, o meglio: risarcito con 61mila euro dopo cinque anni di processo. Il secondo liquidato con 13mila euro. A far la differenza non è la giustizia, ma la legge che ha svenduto la dignità a colpi di riforme.
Il Jobs Act è stato il grimaldello: ha smontato l’articolo 18 e aperto la strada alla libertà di licenziare. Chi è entrato dopo il 7 marzo 2015 è diventato lavoratore di serie B. Anche quando il sopruso è identico, anche quando la sentenza è unanime. È la giurisprudenza diseguale che inchioda lo Stato alla sua ipocrisia.
Il caso di Rimini, raccontato da Collettiva (13 maggio 2025), è una scheggia di verità: tre pescatori tunisini licenziati perché avevano alzato la testa. Due a tempo indeterminato, uno a termine. Il messaggio dell’azienda era chiaro: chi reclama i diritti, perde il posto. Uno ha dovuto accontentarsi del minimo sindacale, l’altro ha lottato per anni per vedersi riconosciuto il torto. Il terzo, sparito dai radar, resta il fantasma delle tutele evaporate.
L’8 e 9 giugno si voterà anche su questo. Non è una battaglia simbolica: è la possibilità di restituire a tutti lo stesso grado di tutela. Perché il diritto al lavoro, per essere tale, non può dipendere dalla data in cui firmi un contratto. E perché la giustizia, se selettiva, diventa complice del sopruso che dovrebbe correggere.
Buon martedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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@LauraRewind@tomasomontanari@elonmusk Quando esistevano le BR c'era un partito di sinistra che ha sempre preso le distanze da questi esaltati ..oggi c'è una sigla che folkloristicamente usa dal momento della sua nascita i simboli di quella sinistra inconsapevolmente