🇪🇸 İspanya
Benjamin Netanyahu: "İspanya, dünyanın en ahlaki ordusu olan İsrailli askerlere iftira attı. İspanya'ya Kiryat Gat'taki askeri koordinasyon merkezinden dışlanmasını emrettim. "
İspanyol yanıtı – Bakan Sira Rego:
"Seni iftira etmiyoruz; seni olduğun gibi tanımlıyoruz."
"Siz bir imha ve suç sistemisiniz ve hepiniz Uluslararası Ceza Mahkemesi'nin önünde duracaksınız."
A cadavere ancora caldo,senza nessuna verifica
dei fatti,telefona in questura ed esprime solidarietà
alle forze dell'ordine .
Un essere indegno delle istituzioni e una vergogna per tutta l'Emilia Romagna.
Aiutare Gaza significa smuovere le coscienze condividendo i filmati dei crimini israeliani che ci arrivano in diretta live. Aiutare Gaza significa far arrivare a chi di dovere le urla strazianti di donne e bambini arsi vivi dalle bombe sioniste. Nessuno potrà dire "io non sapevo"
Poche ore fa #Israele ha colpito nel centro di #Gaza un corteo funebre. Sette le vittime accertate fin'ora, decine i feriti. Non posto immagini perché sono scioccanti. Le troverete in rete.
Il massacro continua, ma lo chiamano tregua.
Si invocano durezza e certezza della pena. Si proclamano i valori cristiani a tutela della vita. Poi si chiede la grazia per un duplice omicidio volontario.
Legittimando così l'idea che, se ti senti vessato, farti giustizia da solo è accettabile.
#Mattarella impartisce a #Nordio una ripetizione straordinaria di diritto costituzionale.
La grazia può concederla esclusivamente il Presidente della Repubblica.
#Roggero
الفيدو دة الفيفا عمال تستخدم حقوق الملكية الفكرية وتمسحة من مواقع التواصل علشان تمحي آثار الجريمة. انشروا الفيديو في كل مكان قبل ما يختفي. خلوه يوصل لكل الناس فيصعب مسحة.
Oggi, alla plenaria di Strasburgo, ho portato in Aula ciò che ho visto con i miei occhi in Cisgiordania, nei territori palestinesi occupati.
Il sangue ancora sull’asfalto a Ebron, la paura di rivolgersi alla giustizia, un bambino nato sottopeso assistito in una scatola di scarpe con del cotone, una sposa in lacrime davanti alla propria casa distrutta.
𝗛𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗿𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗯𝗿𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲. Di fronte a tutto questo, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte.
Dobbiamo sanzionare Israele e interrompere ogni contatto con il suo governo, la condanna, da sola, non basta più!
Un cittadino ghanese, residente in Italia da circa vent’anni e segretario dell’associazione dei ghanesi di Puglia, è stato prima tamponato e poi colpito alla testa con una bottiglia da un gruppo di giovani nelle campagne di Manfredonia. Un episodio gravissimo che non può essere liquidato come un semplice fatto di cronaca.
Da anni in Italia si alimenta un clima in cui gli stranieri, soprattutto quelli neri, vengono descritti come un problema. Le campagne politiche e la retorica portate avanti da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno contribuito, secondo molti osservatori, a normalizzare un linguaggio che divide le persone tra “noi” e “loro”.
Quando si trasforma lo straniero nel capro espiatorio di ogni problema, qualcuno finisce per sentirsi autorizzato a insultare, umiliare o aggredire chi considera inferiore.
Le responsabilità penali spettano agli autori dell’aggressione e saranno accertate dalla magistratura. Ma esiste anche una responsabilità politica e culturale di chi ha alimentato per anni paura e ostilità verso il diverso.
La vittima è un lavoratore, un uomo che vive nel nostro Paese da due decenni e impegnato nella sua comunità. Aggredire lui significa colpire i principi di uguaglianza e convivenza che dovrebbero essere alla base di una società democratica.
È colpa tua.
È colpa tua se i fascisti rialzano la testa cento anni dopo. È colpa tua se il nazismo torna a essere pronunciato senza vergogna. È colpa tua se i migranti sono diventati la scusa per tutto. Per l’ospedale che non c’è. Per la scuola che cade a pezzi. Per tutto.
È colpa tua se perfino il Papa ha sentito il dovere di denunciare che persone muoiono anche per scelte politiche. Fermati un istante. Il Papa. Non un giornalista. Non un leader dell’opposizione. Il Papa.
È colpa tua se chi strizza l’occhio al fascismo governa senza paura. È colpa tua se La Russa viene indicato come possibile Presidente della Repubblica. È colpa tua se ormai non ti scandalizzi più di niente.
È colpa tua.
È colpa tua e di quel trentasei per cento che il 25 settembre 2022 ha deciso di restare sul divano. Perché erano tutti uguali. Perché tanto non cambia niente. Perché votare non serve.
Ignavi.
Gli ignavi non sono neutrali.
Gli ignavi scelgono sempre.
Scelgono di lasciare che decidano gli altri.
Il fascismo non torna con le manganellate.
Torna con la tua astensione.
È colpa tua.
Anche adesso.
“I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.
All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.
Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.
A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.”
- La storia raccontata al Corriere di Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita di una delle peggiori stragi della Seconda guerra mondiale, quella di Sant’Anna di Stazzema, avvenuta il #12agosto 1944.
560 civili uccisi, di cui solo 393 identificati.
#Epstein era un asset dell’intelligence israeliana: lo dicono email di Barak, documenti del Dipartimento di Giustizia e inchieste di Drop Site News. Dal Congo ai minerali strategici, dalla sorveglianza ONU all’intermediazione su sanzioni americane.
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