Il governo Italiano stà con Netanyahu
il governo Italiano stà con Chicco Forti
Il governo Italiano stà con Pro Vita
Il governo Italiano stà con i tassisti e balneari
Il governo Italiano stà con Toti e la santanchè
Il governo Italiano è un governo di merda
buonaserata mes amis🎩
Era da ieri che avrei voluto scrivere la mia sull’articolo di #GallidellaLoggia ma prima di scagliarmi contro, prima reazione, ho voluto riflettere. E fagiolo arriva @davidefaraone con parole adatte. Resta il fatto che le parole sono pietre.
Ad un lettore attento, che voglia approfondire le parole scritte sul Corriere da Galli della Loggia e non sorvolarle, si offrono due strade di interpretazione. Nella prima, la più benevola, la meno probabile, l’uscita di sicurezza che Galli della Loggia si riserva furbamente per scansare eventuali polemiche, l’editorialista pensa che i principi del modello inclusivo scolastico italiano vadano bene così, semplicemente non trovano completa attuazione e vanno trovati aggiustamenti.
Nella seconda, quel modello con i ragazzi con disabilità in classe (“unico al mondo” sottolinea), è un modello sbagliato che va azzerato, che tarpa le ali ai più bravi. In questo caso l’inclusione e l’integrazione vengono considerati una grande perdita di tempo, un ostacolo all’apprendimento dei ragazzi più bravi e fortunati che sono costretti a portarsi dietro il fardello di disabili e stranieri ignoranti. Sconsiglierei all’editorialista del Corriere della sera l’uso dell’accetta su temi così delicati. A maggior ragione quando a scrivere è una delle penne più importanti del nostro Paese, l’autorevolezza dovrebbe derivare dalla consapevolezza del peso della responsabilità che grava sulle parole che scrive. Gli consiglierei per questo di tornare in classe, di conoscere, approfondire, parlare con i ragazzi, con gli insegnati, i genitori e soltanto dopo esprimere un giudizio.
Sia più curioso, percorra la strada meno semplice ma più efficace della profondità, scansi la superficialità.
So bene che il nostro modello d’inclusione è spesso ipocrita, scritto bene ma praticato male, che a volte le classi differenziali hanno trovato residenza nei corridoi delle nostre scuole. Ma mai mi sognerei di metterlo in discussione, semmai mi sforzerei di comprenderne i limiti e mi sforzerei di trovare le soluzioni più efficaci affinché funzioni. Anche perché tantissimi sono i casi di inclusione riuscita, di insegnati con grandissime capacità e dedizione. Se è questo l’obiettivo di Galli della Loggia, con me sfonda un portone e sono disponibile a confrontarmi con lui per offrire qualche idea.
Se invece l’idea di Galli della Loggia è che il sistema vada smantellato del tutto tornando alle scuole differenziali, in questo caso mi troverebbe in totale disaccordo. E alla base c’è una diverso significato, che io e lui daremmo di cos’è un “superuomo” e del ruolo della scuola nella nostra società. A scuola si impara e su questo siamo d’accordo, a scuola si misura anche il merito, e su questo ci siamo ancora un’altra volta. Ma l’apprendimento va al di là di ciò che sembra suggerire Galli della Loggia, c’è una materia che non si trova nei programmi scolastici, non ha ore prestabilite, non ha “insegnati di sostegno”, ma insegnanti, che coinvolge anche i ragazzi, non come badanti dei più deboli ma come fruitori di relazioni sensibili che ne accrescono la qualità umana. Una coesistenza che ti abitua alle differenze e ti mette al passo con un mondo che non potrà essere guardato da un oblò ma vissuto, e più lo vivrai e più quelle diversità ti sbatteranno in faccia e dovrai essere “formato” per non averne paura e scatenare odio. Questo per me è un “superuomo”: uno studioso che sappia stare al mondo, che come disse Tolstoj non si limita ad essere vivo perché sente il dolore, ma si sforza di essere umano perché sente anche il dolore degli altri. Nella scuola italiana, con tutti i limiti e con alcune eccezioni, tutto ciò sta accadendo, grazie all’abitudine a vivere insieme, a crescere insieme, ad essere inconsapevoli delle differenze e ad apprezzare addirittura il sapore delle diversità. Gli adulti, come nel caso di Galli della Loggia, si intromettono e rischiano di inquinare quella naturalezza nelle relazioni che c’è nelle nuove generazioni e che matura prevalentemente a scuola, grazie al nostro modello “unico”. Proviamo a seguire il corso senza costruire barriere.