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#Russia#Ucraina#Europa#NATO#Putin#Zelensky
Dopo aver ucciso 21 studenti nel Lugansk, dopo aver colpito un autobus uccidendo 8 persone nel Donetsk e aver lanciato droni a San Pietroburgo mentre si svolgeva un forum con delegazioni provenienti da 130 Paesi del mondo, il verme tossico Zelensky si sveglia e scrive una lettera aperta a Putin dicendo che bisogna negoziare.
Ora, non c’è nulla di male nel chiedere negoziati, anzi: è ciò che servirebbe. Ma quella lettera è un mix tra spocchia, arroganza e un atteggiamento mafioso, piena di insulti che si conclude con minacce di morte qualora non si dovesse fare come dice Zelensky.
E no, non è uno scherzo.
Quindi decide lui, insieme a quegli altri criminali
guerrafondai dell’UE, dove si dovranno tenere i negoziati e di cosa si debba parlare. Come se avesse vinto la guerra. Forse dimentica che, su ordine di Biden e di quell’altro guerrafondaio britannico, con il sostegno di Bruxelles, stracciò l’accordo più importante, ovvero quello di Istanbul. Dimentica tutte le volte che, puntualmente, su ordine di Von der merden e soci, boicottò ogni tavolo negoziale.
E non lo dimentica soltanto questo corrotto di Zelensky, ma anche la stampa di regime e quei politici vigliacchi che continuano ad affamare i propri cittadini per mandare soldi e armi a Kiev, prolungare la guerra e imporre sanzioni suicide alla Russia.
Mosca gli ha risposto semplicemente che, se vuole negoziare, deve alzare il sederino, aprire le orecchie e andare a Mosca. Semplicemente perché non è nelle condizioni di dettare legge e ha la credibilità, insieme a chi lo tiene in vita, sotto zero.
In tutto ciò, cosa ha fatto Zelensky? Ha detto che a Mosca non ci va. Che si deve fare come dice lui. Ma per la stampa di regime e per i nostri governanti, a non voler negoziare sarebbe la Russia. Incredibile!
- Giuseppe Salamone