Ma poi i risparmi? Ma chi riesce a mettere da parte una cifra superiore a due milioni di euro? La cosa incredibile che contro la patrimoniale si schierano non solo i titolari di grandi patrimoni ma gli stessi che ne potrebbero in ipotesi beneficiare……
Sulle polemiche scaturite dalle frasi di De Gregori finisco, come sempre più spesso mi succede, con il pensarla esattamente come il peraltro ex direttore @lucasofri
Dopo il successo dell’anno scorso mi sono sentito moralmente obbligato a ripetermi quest’anno, quindi ecco cosa è successo nella Serie A 2025/26! 🧵
Prima di iniziare: se qualcuno cerca teorie del complotto o errori arbitrali vari, è nel posto sbagliato.
Per lo scorso thread 👇
I suoi promotori l’hanno soprannominata “Cieli blu” ed è una proposta di legge di iniziativa popolare per mettere fine - udite udite - alle scie chimiche. Ma non si tratta semplicemente di un caso di complottismo allo stadio terminale, ma di qualcosa di molto molto peggio.
Perché questo incredibile testo, inviato ai comuni da un’avvocata, Frida Chialastri, insieme al maresciallo Roberto Nuzzo, già noto alle cronache per le sue curiose uscite sulle “zanzare tossiche” e sulla “manipolazione climatica”, oltre a prevedere 100mila euro di multa e fino a 5 anni di carcere nei confronti di chiunque “effettui consapevolmente modifiche meteorologiche”, contiene una serie di riferimenti assai poco comprensibili, ma per una ragione che ha del ridicolo.
Nel comma a) è scritto che la legge si applicherebbe non solo all’Italia, ma anche ai “possedimenti italiani”, con riferimento forse alle colonie che il nostro paese non ha più dal 1947. Nel comma b) si trovano invece ripetuti riferimenti al “commercio intestatale o estero”, che è roba da far saltare sulla sedia, visto che l’Italia non è suddivisa in stati ma in regioni.
Il motivo di questa formula è presto detto. Il disegno di legge altro non è se non la traduzione con Google Translate del Clear Skies Act of 2025 (H.R.4403), il disegno di legge federale americano presentato dalla deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene. Sì, proprio quella che ha attribuito gli incendi della California a "laser spaziali" finanziati dai Rothschild, per vietare la "modificazione meteorologica" negli Stati Uniti. Le multe di 100.000 dollari diventano 100.000 euro (per pura comodità). Le pene di cinque anni restano cinque anni. La struttura (sottosezioni a, b e c) sono identiche, perfino dove non le frasi non hanno nessun senso nel diritto italiano.
Per carità di patria eviterò di chiosare sul fatto che, secondo la proposta di legge ogni “inseminazione delle nuvole”, “modifica e gestione della radiazione solare” o “rilascio di un aerosol nell'atmosfera per influenzare la temperatura” è un reato a parte (per cui, due sorvoli sono due reati) e che a rincorrere le code degli aerei dovrebbero pensarci secondo gli estensori una trentina di enti pubblici. Ma non posso esimermi dal considerare con una certa amarezza come si sia perso anche l’ultimo barlume di razionalità e di autocensura.
Quelli che un tempo erano gli scemi del villaggio adesso hanno canali Telegram, vanno in tv e rivendicano il diritto di spiegare le loro follie, approfittando di quel ‘liberi tutti’ figlio del COVID e della tolleranza verso teorie antiscientifiche. È la vendetta che si prende sul mondo chi è orgogliosamente fuori dal mondo, tanto che oggi gente che non ha saputo nemmeno tradurre correttamente un testo può obbligare 8.000 comuni a raccogliere firme di portatori insani di ogni sorta di delirio, approfittando del diritto costituzionale di mettere ai voti persino l'idea che la Terra sia piatta.
Assafaddio anche quest’annata è finita con uno scialbo pareggio con i bovini; certo adesso il credito per i nove scudi di fila di sta esaurendo, vedete quello che dovete fare per la prossima annata @juventusfc
La Juve deve ritornare dove le spetta!
Una volta il Torino almeno aveva carattere e dignità. Oggi nemmeno quelli:
Vuoi lo stadio tutto granata? Bene, dillo chiaramente.
Non ti nascondere dietro inesistenti problemi di ordine pubblico.
Squadra che da 50 anni ormai vive solo grazie al riflesso della Juve.
Spettacolo indecente, aggravato dal fatto che questa vergognosa prestazione la fai nella partita decisiva del campionato, in cui avresti dovuto lasciare tutto sul campo!
#juvefiorentina
C’è un aeroporto militare a Pisa da cui, fra il 28 ottobre 2024 e il 25 ottobre 2025, sono decollati trentotto voli di C-130J della 46ª Brigata Aerea diretti in Libia. Misurata soprattutto, qualcuno a Tripoli, qualcuno a Bengasi. Lo certifica un documento delle Nazioni Unite: il rapporto finale S/2026/224 del Panel di esperti incaricato di vigilare sull’embargo libico, trasmesso al Consiglio di sicurezza il 24 marzo 2026 e firmato dalla coordinatrice Salma Arka. L’allegato 20 elenca registrazioni, date, rotte e numeri di volo: dieci velivoli identificati uno per uno, dalle matricole MM62177 a MM62223. Il Panel ha chiesto all’Italia di chiarire la natura di quei voli.
La questione è rilevante. La Libia resta sotto embargo dal 2011, in forza delle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di sicurezza. La risoluzione 2769 (2025)che disciplina oggi il regime sanzionatorio prevede un’eccezione precisa: gli aerei militari introdotti temporaneamente in territorio libico restano fuori dall’embargo solo se consegnano beni o agevolano attività esentate. Per beneficiarne, lo Stato di bandiera deve fornire spiegazioni. Cinque Paesi hanno operato voli verso scali libici nel periodo monitorato dal Panel: Russia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Italia. Tre hanno risposto, in modo giudicato insufficiente dagli esperti. Due hanno taciuto davanti al Panel: Washington e Roma. Il Panel ha quindi dichiarato l’Italia «non conforme» ai paragrafi 24 e 25 della risoluzione 2769.
Gli aerei, le rotte, il silenzio italiano
Le matricole elencate nel rapporto sono tutte di C-130J Hercules dell’Aeronautica Militare in dotazione alla 46ª Brigata Aerea di Pisa-San Giusto, unico reparto italiano per il trasporto tattico aereo. Quasi tutti i voli atterrano a Misurata, città dove l’Italia ha un distaccamento permanente della Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (MIASIT). Alcuni a Tripoli. Tre a Bengasi, in Cirenaica, ossia nell’area controllata dal generale Khalifa Haftar, l’uomo forte dell’est libico che né l’Onu né l’Unione Europea né, ufficialmente, l’Italia stessa riconoscono come legittimo.
La Farnesina ha replicato il 21 aprile 2026, un mese dopo la pubblicazione del rapporto, con una nota stampa: «Restiamo convinti del concreto rispetto dell’impianto sanzionatorio da parte dell’Italia, anche considerando che le più recenti risoluzioni dell’Onu introducono delle misure di esenzione per le attività addestrative, pur da notificare preventivamente». Una replica a istruttoria chiusa, di fatto un comunicato. Il Panel attesta il silenzio italiano davanti alle richieste tecniche. La Farnesina, in quella stessa nota, sostiene di avere risposto. Le due versioni sono inconciliabili.
L’addestramento dei libici a Pisa e in Libia
Lo stesso rapporto Onu accerta una seconda violazione. Il 26 dicembre 2024, presso l’Accademia militare di Tripoli, si è concluso un corso di Metodo di Combattimento Militare condotto da istruttori del Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa e del 184° Reparto Comando «Nembo». Ventisette allievi ufficiali libici hanno ricevuto formazione su tecniche di combattimento corpo a corpo. Il Panel parla esplicitamente di «sessione di addestramento militare fornita ad attori armati libici in violazione del paragrafo 9 della risoluzione 1970 (2011)». La Farnesina respinge la qualifica e parla di «Forze Armate libiche», categoria potenzialmente esente. La differenza lessicale qui è giuridica: «attori armati» ricade nell’embargo, «forze statali» rientra nelle deroghe.
Il dato pesa di più se incrociato con un’inchiesta de Il Post del 24 luglio 2025. Le foto raccolte dall’account social Streaking Delilah documentano militari libici fedeli a Haftar fotografati al Centro Addestramento Paracadutismo della «Folgore» di Pisa e al settore militare dell’aeroporto militare San Giusto, gli stessi due luoghi da cui parte il flusso aereo verso la Libia. Una carta d’imbarco rilasciata dal Covi, il Comando operativo di vertice interforze, il certificato di brevetto firmato dal direttore del Capar, lo stemma dell’unità al-Saiqa, forze speciali fedelissime al generale della Cirenaica. La fonte della Difesa citata dal Post ha confermato.
Roma riconosce solo il governo di Tripoli. Roma forma militari del governo che ignora ufficialmente. Il Panel chiede spiegazioni. Roma tace.
Il filo che porta al Copasir e ad Almasri
L’aereo di Stato che il 21 gennaio 2025 ha riportato in Libia Osama Almasri Njeem, colpito da mandato della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, partiva nello stesso periodo in cui da Pisa si moltiplicavano i voli elencati nel rapporto Onu: il primo è del 28 ottobre 2024, gli altri si distribuiscono per tutto il 2025. È la stessa Libia dove il 29 aprile 2026 il Copasir, presieduto da Lorenzo Guerini (Pd), ha incontrato a Tripoli Abdulhamid Dabaiba, Mohamed Takala e Aguila Saleh discutendo di gas, immigrazione e «cooperazione in settori vitali», con il direttore di Eni Libia presente in ambasciata prima degli incontri politici. Lo stesso comitato che nella relazione di febbraio 2025 aveva definito «proficui» i rapporti con i servizi libici, e aveva annotato come in Tripolitania «le diverse fazioni e milizie presenti si dividono il controllo delle varie città coinvolte in questo traffico» di esseri umani.
I trentotto voli da Pisa restano una scatola nera. Il Panel non dice cosa trasportassero: registra invece la scelta italiana di occultarne il contenuto. La risposta esiste e qualcuno la conosce. Il governo italiano preferisce custodirla. L’Onu prende atto.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Nulla di meglio, per ricordare i 111 anni dal Genocidio degli Armeni e tener viva la memoria su una triste pagina della storia dell’umanità che leggere il capolavoro di Antonia Arslan
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