Questa notizia è vera? Sì, è vera ma va spiegata per bene. L'università di Exeter in collaborazione con la Columbia University ha pubblicato uno studio su Geophysical Research Letters abbastanza sorprendente. Negli ultimi 20 anni, la perdita di ghiaccio marino artico si è notevolmente rallentata. Lo studio ha esaminato il rallentamento della perdita di ghiaccio marino artico osservato negli ultimi due decenni (2005-2024). Sono stati utilizzati per lo studio sia dati osservati che simulazioni climatiche con un focus specifico nel mese di settembre che corrisponde solitamente al minimo annuale dell'estensione dei ghiacci. Negli ultimi 20 anni (2005-2024), l'estensione del ghiaccio marino di settembre è diminuita di soli -0,35 milioni di km² per decennio. Questo rallentamento è osservabile in tutti i mesi dell'anno, non solo a settembre, ed è confermato sia per l'estensione che per l'area e il volume del ghiaccio. Le simulazioni suggeriscono che questo rallentamento potrebbe continuare per altri 5-10 anni. Ma com'è possibile? La maggior parte dei modelli (85%) indica che la variabilità climatica interna ha avuto un ruolo significativo nel rallentare la perdita di ghiaccio marino, contrastando l'effetto delle forzanti antropogeniche. Il rapido declino del ghiaccio marino tra il 1979 e il 2005, con minimi record nel 2007 e 2012, aveva portato a previsioni, ora considerate eccessivamente allarmistiche, di un Artico senza ghiaccio entro il 2020. Cosa che ovviamente non si è realizzata. Questo studio è molto importante perchè ci ricorda concetti scientifici che oggi sembrano essere dimenticati da parte della comunità scientifica. L'atmosfera è un sistema caotico e non lineare, presenta sempre oscillazioni e vale lo stesso concetto per il clima. Esiste una variabilità climatica naturale che non può essere ignorata e questo studio deve ricordare a tutti la complessità del sistema climatico. Frasi come "ogni estate sarà sempre peggio" oppure "raggiungeremo i 50°C" sono prive di fondamento scientifico proprio perchè il clima ha costanti e continue oscillazioni, non è un sistema lineare. Questo non vuol dire che il clima di oggi è uguale a quello di 60 anni fa, i nostri nonni hanno vissuto un clima moderatamente diverso da quello che stiamo vivendo noi ma a causa delle continue oscillazioni climatiche e della complessità del sistema il futuro è ancora tutto da scrivere e non ci sono certezze assolute in tal senso. Paventare l'apocalisse senza poi fare niente di concreto serve a ben poco, a mio avviso bisognerebbe tornare ad un linguaggio moderato ed investire in qualcosa di molto semplice, la natura. Combattere ad esempio le isole di calore delle metropoli aumentando a dismisura le aree verdi avrebbe un impatto notevole, aumenterebbe anche la nevosità invernale di alcune città. Invece oggi si preferisce terrorizzare, annunciare l'apocalisse ma poi anzichè investire in aree verdi continuano a realizzare progetti dove i protagonisti principali sono l'asfalto ed il cemento. L'urbanizzazione selvaggia, delle grandi metropoli, degli ultimi 50-60 anni viene sottovalutata. Piazze che sono distese di asfalto, zone verdi che abdicano al cemento. Possiamo anche comprare tutti auto elettriche e usare cannucce di carta ma se le nostre città continuano a perdere aree verdi, se non mettiamo la natura al primo posto, state pur certi che stiamo solo perdendo tempo. Mi scuso per la lunghezza del post e spero di essere stato chiaro.
@95_addicted Ciao carissima, sono sui social dal 2017, motivo per cui ho diverse collab all’attivo con le Case editrici. In ogni caso se ti senti di fare meglio di me puoi sempre iniziare a farlo tu :)
We’ve told you who we are, but where do imaging researchers actually work in Italy?
Today we introduce you to the Bracco Imaging S.p.A. where our chiar Francesca (@Psiedoll) works. Will you come with us?
Thank you very much for joining our first yESMInar! Special thanks to @siriococozza for the interesting talk about Advanced MRI and Zaver Bhujwalla for leading the discussion.
Did you miss the webinar? Don't worry, recondings will soon be available here: https://t.co/a0UbPeoZTU
Hai mai partecipato ad un congresso? Non sai come si svolgono? Vieni con noi al #EMIM2023 il più importante congresso europeo sull’imaging.
Have you ever been to a congress? You have no idea how it works? Come with us to #EMIM2023 the most important imaging congress in Europe.
Eccoci qui!🎉 yITAMIC è il nuovo gruppo di @ESMI_society dei giovani ricercatori nel campo del molecular imaging. Seguiteci per ulteriori info!
Here we are!🎉 yITAMIC is the new group of @ESMI_society for young italian researcher in molecular imaging. Follow us for future news!
La prossima settimana l'Italia finirà letteralmente nel forno travolta da un'ondata di caldo davvero intensa. Le mappe sono eloquenti. È inutile girarci intorno, stiamo vivendo una catastrofe climatica, idrica e ambientale.
I wrote this article criticizing the obsession with individual genius (and competitions to find it) in academia. I believe we need profound reforms. Not just because our system is unjust, but also because we could achieve so much more. 🧵 1/11
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