Diciamo che, per essere uno che “ non ha carte da giocare”, Zelensky sta dimostrando straordinarie capacità politiche e diplomatiche. Negli ultimi mesi ha chiuso una quindicina di accordi di cooperazione politica, economica e militare con molti europei e non europei, ha di fatto fermato l’avanzata russa nel Donbass, ha fatto dell’Ucraina un paese leader nella produzione di droni e intercettori, e ora ha ricucito perfino con Fico. Anche negli USA, gran parte dell’opinione pubblica e del Congresso sta dalla sua parte. Salvo Trump, la cui condiscendenza verso l’aggressione russa e le pretese di Putin non trova ancora spiegazione
Il 25 Aprile ho sempre festeggiato la liberazione dal nazifascismo.
Non oggi che sono Ministro.
Lo festeggiavo già da giovane sindaco del mio comune nel 1991, ricevendo dallo storico Presidente ANPI locale, il Geom. Giovanni Ghigo, socialista del PSI, ex partigiano, la tessera onoraria, ogni anno.
La numero 1 era riservata al Sindaco da sempre.
Anche nei 5 anni nei quali il Sindaco era stato il figlio dell’ex Podestà.
Erano anni nei quali nell’Anpi c’erano i partigiani veri, quelli che avevano combattuto, quelli che avevano rischiato la vita.
Quella tessera era qualcosa di importante, vero, serio, perché era un pezzo di storia vissuta .
Mai a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di allontanare dalla cerimonia, che facevamo davanti al municipio, la bandiera di qualcuno che stava combattendo per la propria libertà, come avevano fatto loro.
Perché loro declinavano la parola Liberazione in senso universale: la liberazione italiana dal nazifascismo come pezzo della lotta più grande di tutta l’umanità contro la violenza, la sopraffazione, la follia della guerra, l’ingiustizia, l’invasione.
Mai nessuno di loro avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata Ebraica che era stata al loro fianco a combattere.
Quelli però erano Uomini veri, persone vere, con valori veri, che avevano vissuto la Resistenza e credevano nella Giustizia e nei valori fondanti della Repubblica, non intollerante ed illiberale gentaglia come quella che abbiamo visto all’opera per reprimere la libertà di espressione: Ieri gente che forse non ha mai combattuto per altro che non fosse il proprio interesse individuale ha sputato sullo spirito del 25 aprile, senza nemmeno capirlo, senza rendersene conto.
Hanno mancato di rispetto agli Uomini ed alle Donne che hanno perso la vita nella Resistenza perché chiunque potesse manifestare la propria idea in libertà, perché gli invasori fossero respinti, perché la violenza e la forza bruta trovassero chi aveva il coraggio di fermarle.
Mi spiace per queste “persone” ma ci sarà sempre gente che invece continuerà a combattere e morire per la libertà e la giustizia, nonostante quello che persone come loro continueranno a fare per prevaricare.
Ho scritto una lettera aperta alla Presidente @GiorgiaMeloni, al Ministro @Antonio_Tajani e al Ministro @Piantedosim, per l’inaccettabile e gravissima mancanza di un quadro normativo nazionale in applicazione delle sanzioni Ue.
Qui il testo.
l'Italia non sta applicando in modo efficace le sanzioni europee contro i media controllati dalla Federazione russa. Il quadro normativo è chiaro: il Regolamento (UE) 2022/350 e le modifiche al Regolamento (UE) n. 833/2014 vietano la trasmissione, la distribuzione e qualsiasi forma di aggiramento delle attività di emittenti come RT, Sputnik e altri organi di informazione sanzionati.
Eppure, nel nostro Paese, queste norme restano in gran parte inapplicate. Eventi, iniziative editoriali e attività pubbliche riconducibili a questi soggetti continuano a svolgersi, anche sul territorio nazionale.
Il recente festival legato a Russia Today a Bologna lo dimostra. Il problema è semplice: manca un decreto attuativo e mancano circolari operative perché dal 2022 ad oggi il Governo italiano che voi rappresentate ha scelto di non scegliere.
Senza questi strumenti, questure, prefetture e Polizia di Stato sono lasciate senza indicazioni chiare. Devono decidere caso per caso, senza una cornice uniforme.
Il risultato è che le sanzioni restano sulla carta.
Nel frattempo, queste attività si intensificano proprio in prossimità delle scadenze elettorali, con una presenza sempre più strutturata sul territorio e nei circuiti culturali.
Il festival di Bologna, organizzato da RT, ha ricevuto pubblicamente i complimenti di Margarita Simonyan, direttrice di Russia Today e figura centrale dell’apparato propagandistico del Cremlino, che ha rilanciato contenuti e partecipanti attraverso i propri canali ufficiali.
L’Italia è, insieme all’Ungheria, tra i pochi Paesi europei a non aver definito strumenti operativi per rendere effettive queste sanzioni.
Altrove si interviene. Qui si lascia correre. Questo indebolisce le istituzioni e rende inutile il lavoro delle forze di sicurezza. E apre un problema politico più ampio, che riguarda tutte le istituzioni della Repubblica, chiamate a garantire il rispetto degli obblighi europei e la tutela dello spazio democratico che oggi passa anche dalla capacità di non continuare ad essere il ventre molle dell’Occidente.
@maurorizzi_mr Ma si. E perché negare un bel sussidio ai condecenti di calesse r ai venditori di gazzosa. Tanto Lagarde ha la macchinetta per stampare gli euro
Stamattina ospite di @FredianoFinucci a #omnibusla7 su @La7tv Qua affronto il tema della disinformazione in Italia e il modo in cui essa si diffonde anche attraverso i media tradizionali. Parlo inoltre di come siano state travisate le parole di Ammiraglio Cavo Dragone
@IAIonline