Insomma raga, parliamoci chiaro serve una certa professionalità anche a leccare i culi.
Come italiani vantiamo una tradizione storica in lecca culo, la Meloni non può svilire questa enorme tradizione con il suo pressapochismo.
@lageloni@Zerovirgola2 Se ne sono accorti anche Conte e Fratoianni che la sinistra da sola non vince. Noi siamo e saremo sempre una minoranza. Quando Prodi vinse nella coalizione c'erano politici anche di centrodestra
@lenuccia82 Prince. Negli anni 80 c'era tanta bella musica ma le radio facevano sentire solo porcherie. I nirvana, i red hot chili peppers, i rem e molti altri gruppi sono nati negli anni 80.
La foto di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non mi fa un effetto particolare, quello è un perimetro di sinistra che ha una sintonia spiccata su molti temi.
Io penso che le forze liberal-democratiche, riformiste, europeiste debbano unirsi in un “polo non terzo”, cioè in un’aggregazione che punti a costruire le condizioni per un'alleanza con la sinistra, così che si possa offrire un’alternativa vincente al governo Meloni - Salvini, con Vannacci o senza Vannacci.
Ho sentito Fratoianni dire che Pd, 5S e Avs rappresentano il 42%: se la loro strategia è quella dell’autosufficienza, auguri, ce ne faremo una ragione. Io auspico invece
che in particolare il Pd di Elly Schlein avverta, come nella tradizione del partito, la necessità di un'alleanza politica e elettorale con le forze liberali e riformiste.
"El racismo es una excusa utilizada por el capitalismo para dividir a los trabajadores, el racismo es un subproducto del capitalismo. Quieren a la gente atrapada en el racismo para que no vean que hay 2 clases, para que peleemos entre nosotros y no contra ellos".
Fred Hampton, líder de los Panteras Negras, sobre como el capitalismo usa el racismo para dividir a la clase trabajadora.
@laura_ceruti@24Mattino@paolomieli Se i liberali non si alleano con la sinistra le elezioni del 2027 le vincerà Giorgia Meloni ma dopo sarà Vannacci il presidente del consiglio.
Goffredo Fofi ha detto:
Faccio parte di minoranze attive – politiche, sociali, pedagogiche, culturali – da quando avevo 18 anni; sono vicino a quelle religiose e ad alcune grandi organizzazioni (la chiesa cattolica, i socialisti fino al 1963), ma mi definisco da tempo, con Silone, cristiano senza chiesa, socialista senza partito.
Sono convinto che le minoranze eticamente determinate (insisto sull'etiche) sono, debbono essere, il sale di ogni società, ma lo sono solo se operano per la liberazione di “tutti”, combattendo le idee, non le persone.
Un tutti che comprenda e rispetti gli umani e il vivente, non accettando il mondo così com'è, operando per la sua trasformazione, aprendosi e non chiudendosi verso l'altro.
Solo così riesco a sentirmi non inutile e (egoisticamente) sereno.
Avevo appena sette anni, nel lontano 1997, quando scrissi la prima lettera al Presidente Moratti, dove, già lì, gli esprimevo la mia riconoscenza e il mio amore interista. Eppure mai avrei pensato che a distanza di quasi trent’anni il Presidente mi avrebbe donato il suo affetto e le sue parole, così divenendo l’Autore della prefazione di un mio scritto.
L’impatto che un libro può avere sulla vita di qualcuno è, spesso, immane. Perché un libro ti smuove, ti scombussola e ti fa riflettere. È la manifestazione più intima, profonda e personale di una presa di coscienza che ti mette a nudo con te stesso. Ed è questo il motivo per cui ho voluto trasporre in pagine tutto ciò che, per l’Inter e per il modo interista di vivere in società, ho dentro: per offrire un’intimissima visione socio-interista del mondo.
Dall’Inter, alla new wave e a Inter Campus come strumento di inclusione sociale del prossimo, questo mio piccolo e intimo testamento socio-satirico-sportivo si pone l'arduo obiettivo di indicare la strada per la costruzione di una terza via all'Interismo: una via che segni nettamente la differenza tra tutti coloro i quali ritengono che vincere sia l’unica cosa che conta e coloro per i quali, invece, vincere è sì importante ma non sarà mai l’unica cosa che conta. Financo nella vita. Perché, in fin dei conti, il modo in cui un tifoso vive e si rapporta con lo sport - con il calcio, in tal caso - è lo specchio della propria esistenza.
Spero, di cuore, che questo manifesto d'Interismo piaccia a tutti voi.
Domani sarà disponibile il link per ordinarlo.
❤️🌹🖤💙✊🏻
❤️ “Salesman Saint”: l’omaggio di Paul McCartney ai suoi genitori
Tra i brani più belli, personali e toccanti di The Boys of Dungeon Lane spicca Salesman Saint, una canzone profondamente autobiografica dedicata ai genitori di Paul McCartney.
Nel brano, il “salesman” del titolo è suo padre James McCartney, mentre la “saint” è sua madre Mary, infermiera e ostetrica. I due si conobbero durante la Seconda Guerra Mondiale, anni difficili in cui il padre di Paul svolgeva anche il ruolo di pompiere volontario, intervenendo per spegnere gli incendi provocati dai bombardamenti tedeschi su Liverpool.
Presentando la canzone, McCartney ha ricordato con affetto i sacrifici compiuti dalla sua famiglia durante quegli anni difficili.
“Ci trasferimmo fuori da Liverpool mentre i nostri genitori facevano di tutto per assicurarsi che io e mio fratello Mike stessimo bene”, ha raccontato Paul, lodando la straordinaria resilienza della generazione dei suoi genitori, costretta ad affrontare la guerra e le sue conseguenze senza mai arrendersi.
Dal punto di vista musicale, Salesman Saint si apre con una suggestiva tromba che introduce un brano intenso e potente. La composizione cresce progressivamente, arricchendosi di cambi di tempo e atmosfere sempre più drammatiche, fino a trasmettere il cuore del messaggio contenuto nel testo: “Non potevano sopportarne di più, ma dovevano andare avanti”.
È una dichiarazione d’amore verso una generazione che ha saputo affrontare enormi difficoltà con coraggio e dignità, ma anche un sentito tributo ai genitori di Paul, figure che hanno profondamente influenzato la sua vita e la sua sensibilità artistica.
da “Billboard”
#paulmccartney #theboysofdungeonlane #yesterdaypills #beatles
Quelli celebrano Giorgio Almirante, che fu segretario di redazione della rivista “La difesa della razza”, ma gli antisemiti siamo noi che difendiamo il diritto dei Palestinesi a non morire. Ma certo