And just like that, drivers crossed the finish of the 2026 @millemiglialive.
Five days of some of the most scenic routes across the Bel Paese in some of the most beautiful Maserati ever built.
We’d call that Grand Touring at its absolute finest.
#Maserati#MaseratiGranTurismo #MaseratiGranCabrio #1000Miglia2026
Ieri sera da Mentana, Giorgia Meloni ha detto una cosa enorme. Ha trovato “orrendo il fatto di dover mentire per essere convincenti”. Parole sue. Poi ha fatto quello che fa sempre: ha scaricato la colpa sul fronte del No. Salvo aggiungere, quasi sottovoce, che anche nella sua “metà campo” ci sono stati “falli di reazione”. Tradotto dal linguaggio meloniano: ha ammesso che si è mentito. Da entrambe le parti. Compresa la sua.
Solo che le menzogne documentabili sono le sue. Al Teatro Franco Parenti di Milano, pochi giorni fa, ha guardato la platea negli occhi e ha detto che se vince il No usciranno dal carcere stupratori, pedofili, spacciatori. Una falsità totale. La separazione delle carriere non ha nulla a che fare con la custodia cautelare, con i processi penali, con chi entra e chi esce di galera. Lo sanno i giuristi, lo sanno i costituzionalisti, lo sa chiunque abbia letto il testo della riforma. Lo ha ricordato persino il presidente delle Acli: una bugia usata per spaventare le persone in buona fede e offendere le vittime.
Per mesi ha costruito la campagna del Sì su casi di cronaca che non c’entrano nulla con il quesito referendario. Garlasco, la famiglia nel bosco, Tortora. Li ha citati ovunque, in ogni comizio, in ogni intervista. Ha mentito con tale sfrontatezza, con tale costanza, che la bugia è diventata insostenibile persino dentro la sua maggioranza. I suoi stessi alleati hanno dovuto ammettere in pubblico che quei casi non c’entravano niente con il referendum. Non per un sussulto di onestà. Perché la menzogna gli stava crollando addosso.
Ieri sera da Mentana ha provato a fare la faccia pulita. Io trovo orrende le bugie, ha detto. La stessa persona che per settimane ha terrorizzato gli italiani con lo spauracchio di stupratori liberi per le strade. La stessa persona che ha agitato pedofili e spacciatori come spettri per piegare il voto dei cittadini. Quella persona si è seduta davanti alle telecamere e ha detto che mentire le fa schifo. È oscena questa scena. È la beffa dopo il danno. Una presidente del Consiglio che mente sapendo di mentire, poi va in televisione a indignarsi per le menzogne altrui. Sapendo che non c’era nesso tra Garlasco e la separazione delle carriere. Sapendo che nessuno stupratore sarebbe uscito di galera con la vittoria del No. Sapendo che l’unico stupratore rimesso in libertà in questa legislatura si chiama Almasri, e lo ha liberato il suo governo con un volo di Stato.
Una premier che mente al proprio popolo per vincere un referendum non sta facendo politica. Sta truffando la democrazia. Una premier che poi si siede davanti a Mentana e dice di trovare orrende le menzogne altrui, dopo averle praticate lei stessa per mesi, non merita indulgenza. Merita che qualcuno glielo dica in faccia: sei tu che hai mentito. Tu. Non il fronte del No. Tu.
La menzogna non è un incidente. Per Meloni è un metodo di governo. Ha mentito su Garlasco, ha mentito sugli stupratori, ha mentito sul nesso tra la riforma e i casi di cronaca. Lo ha ammesso lei stessa, ieri sera, senza nemmeno rendersene conto.
Chi usa la menzogna per convincerti a cambiare la Costituzione non merita la tua fiducia. Non merita il tuo Sì.
Vota No.
La vicenda Delmastro è incredibile, forse addirittura più grave di quanto sembri (e non è che lo sembri poco).
Provo a spiegarvi perchè.
Il sottosegretario alla giustizia fa una società con una ragazza diciottenne per gestire un ristorante a Roma.
La va però a fare in Piemonte, immagino per dare meno nell'occhio e si scorda di comunicarlo al Parlamento, come invece prevederebbero le regole.
Già qui viene da pensar male,ma non basta.
La ragazza con cui Delmastro fa la società è figlia di Caroccia, condannato in una inchiesta di mafia che riguarda il potente clan Senese.
Uscita la notizia grazie a una inchiesta del Fatto, Delmastro spiega che non conosceva il padre della ragazza e che appena saputo è uscito dalla società.
Ovviamente è una bugia, tanto che subito da una ricerca sui social emerge una foto di Delmastro abbracciato al padre della ragazza nel ristorante di famiglia.
E non appare nemmeno vero che il sottosegretario abbia subito preso le distanze dalla famiglia Caroccia dato che oggi emerge un'altra foto di un paio di mesi fa in cui Delmastro cena nel ristorante di Caroccia insieme alla Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio. Lo fa quindi tempo dopo essere uscito dalla società.
D'altra parte non è nemmeno credibile che Delmastro non sapesse chi fosse Caroccia. Chiunque di voi lo avrebbe potuto scoprire semplicemente cercando il nome su google. Un sottosegretario alla giustizia ha diversi strumenti anche più efficaci per verificare. E per quanto Delmastro non appaia esattamente un genio, escluderei decida di mettersi in società con qualcuno senza fare alcuna verifica.
Già così siamo di fronte a una cosa enorme: un sottosegretario alla giustizia che si mette in società con la figlia di un condannato per mafia, poi esce dalla società ma continua a frequentare il ristorante di quei personaggi e ci porta anche la capo di gabinetto del ministro alla giustizia. E quando viene scoperto mente ripetutamente al paese.
Ma non basta. Ieri sia Giorgia che Arianna Meloni cosa fanno? Lo fanno dimettere? No, lo difendono. E spiegano che non si deve assolutamente dimettere perché è stato solo un po' incauto.
Una tesi semplicemente ridicola e imbarazzante.
Qui forse giova ricordare che Delmastro è stato anche avvocato di Giorgia e Arianna ed è un esponente di rilievo di FdI.
Ma c'è un'altra cosa che vale la pena di ricordare.
Qualche tempo fa Signorelli, il portavoce di Lollobrigida, fu costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di sue chat in cui si abbandonava a orribili commenti antisemiti.
In quelle chat Signorelli dialogava con Piscitelli, in arte Diabolik, capo degli ultras della Lazio nonché personalità di spicco della criminalità romana ucciso in pieno giorno in un parco romano.
In quegli illuminanti dialoghi tra il portavoce di Lollobrigida e Diabolik, tra le altre amenità, si festeggiava l'assoluzione di uno dei più feroci capi della mafia albanese a Roma. E lo stesso Diabolik è stato al centro di inchieste sulla mafia romana che ne hanno approfondito il ruolo.
Aggiungiamo un ulteriore elemento: Diabolik ovviamente conosceva e frequentava la famiglia Caroccia, come emerso in una precedente inchiesta.
Perché ricordo queste vicende?
Perché siamo già alla seconda volta in pochi mesi in cui emerge una frequentazione inquietante tra ambienti della criminalità organizzata romana e esponenti rilevanti di FdI. Esponenti molto vicini a Giorgia e Arianna Meloni.
Il mondo è sempre quello: clan Senese, Diabolik, curva della Lazio, lo stesso quadrante di Roma, gli stessi ristoranti.
Che Delmastro debba dimettersi è abbastanza evidente. E al netto delle difese di queste ore credo avverrà, magari dopo il referendum.
Ma non penso sia sufficiente, credo che a spiegare qualcosa su queste relazioni pericolose debba essere la presidente Meloni.
I politici protagonisti di queste vicende sono parte del suo cerchio magico. E il fatto che abbiano frequentazioni di questa natura è un problema. Per loro, per lei ma anche per il nostro paese.
A notte fonda Brunori ti piazza "La verità" all'impronta. Roy Paci si alza e improvvisa con la tromba. Un bel momento sublimato dalla standing ovation finale, e Brunori che commenta "come è giusto che sia" #DopoFestival
@strumentiumani Si… Ma se la Roma a Dybala, El shaarawy e Celik il rinnovo non vuole farlo, o non vuole farlo a cifre alte? Non è che li devi rinnovare per forza perché altrimenti è difficile motivarli a fine stagione…
This exchange with @elonmusk from 2013, years after it was known Epstein was a pedophile and trafficker, is pretty damning. Why is he so eager to get to the island?
Epstein's response: "always space for you"
Last year, Elon Musk said Jeffrey Epstein tried to get him to go to his island but he "REFUSED."
New emails show Elon Musk actively asking Epstein "what day/night will be the wildest party on =our island?"
And the next year, Musk asked again if there was a "good time to visit."
@danielelozzi Se rientra gioca lui braccetto, Ghilardi dall’altra parte e Mancini centrale. Ndika svagatissimo da quando è rientrato dalla coppa d’africa
@danielelozzi In Italia quando mai c’è stata una destra di mercato? In Italia solo nel csx c’è una storia di approccio riformista in senso liberale, persino le liberalizzazioni e privatizzazioni arrivano coi governi Amato socialista (IRI), Prodi, democratico (Telecom), Renzi (Poste italiane)
"In #ArabiaSaudita ci sono 2 milioni di operai che lavorano con 3 turni al giorno, 24 ore su 24. Mi piacerebbe che accadesse anche in Italia" ha detto il presidente del Napoli De Laurentiis.
Gli operai in Arabia Saudita sono per lo più immigrati sfruttati e senza diritti.
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@danielelozzi Zio da centrale spero sia più concentrato che col plzen da braccetto.
Rensch come gamba forse puo’ reggere Conceicao
A me preoccupa tanto, ma ancora di più Dybala titolare se gioca non accorciando come dovrebbe e senza riuscire a calciare forte
E qui siamo ancora discutere della “famiglia nel Bosco”, di Garlasco, dei confronti ad Atreju e della rivalità Conte/Schlein. La politica italiana vive in un mondo distopico.