People who spend long periods of time at home and slowly lose the desire to go outside often think they're just resting. But psychologically, many of them are experiencing something called mental rumination. It's a state where the brain starts slowing down while the number of thoughts inside keeps increasing and the motivation to do anything slowly disappears. The mind gets stuck in the past, worries about the future and burns itself out. This isn't laziness, it's a nervous system stuck in survival mode. And the longer it lasts, the more distant normal life begins to feel. And the difficult part is that you usually can't escape it through one massive burst of motivation. And sometimes,recovery starts with just one small step.
the privilege to call italian life "slow" is so ironic. you are privileged to sit down and sip your coffee in comfort somewhere in italy because you are a wealthy man, not because you're in italy. dumbass
This poor angel had come to America to escape the war in Ukraine. She was viciously murdered by a DEMON who had been released by the same Judge multiple times! We must honor her by passing this Law!
I media continuano a santificare il ladro sinti “morto sul lavoro” e mostrano continuamente la casa di Jonathan, il suo volto e quello dei familiari, mettendoli così in pericolo ed esponendoli a ripercussioni.
Invece non dicono una parola sul resto dei criminali della banda sinti, per loro vale la privacy?
Questi sono i media italiani.
Il curriculum del criminale sinti Adamo Massa:
- furti in abitazione
- truffe agli anziani
- resistenze
- danneggiamenti
- nel corso degli anni è stato trovato in possesso di auto e moto truccate, targhe clonate, sirene e distintivi falsi.
Lo straniero era noto per le truffe ai danni di persone anziane: fingeva di essere un poliziotto, entrava nelle abitazioni e le derubava.
Io sto dalla parte di Jonathan, che si è difeso in casa propria da una banda di ladri rom, gli stessi che ora vorrebbero ucciderlo per vendicarsi.
Siamo alla follia. Questi sarebbero i personaggi che bisogna integrare nella nostra società?
Chi ci guadagna a mettere gli italiani nel mirino?
C’è una domanda che nessuno sembra voler fare fino in fondo:
a chi conviene trasformare in bersaglio chi subisce un reato?
Ogni volta che un cittadino si trova i ladri in casa, ogni volta che reagisce per paura, istinto o disperazione, parte un meccanismo perfetto:
• il derubato diventa imputato morale (anche quando non è inquisito),
• il contesto sparisce,
• la delinquenza diventa uno sfondo secondario.
E allora viene spontaneo chiederselo:
è solo informazione distorta o c’è una scelta politica precisa?
Perché questo schema produce effetti molto chiari:
• divide l’opinione pubblica,
• intimidisce chi si difende,
• manda un messaggio implicito: “stai zitto, subisci e spera di cavartela”.
Nel frattempo:
• i ladri restano un problema “complesso”,
• la sicurezza diventa un tema imbarazzante,
• chi chiede regole chiare viene accusato di “tifo”, “odio”, “semplificazione”.
E magari razzismo!
Ma chi tira i fili lassù, nei palazzi, nelle redazioni, nei salotti dove non entrano i ladri?
Chi ha interesse a non avere un fronte comune contro la delinquenza, ma mille fazioni che litigano su tutto tranne che sul problema reale?
Non serve un grande complotto.
Basta l’ipocrisia sistemica:
• non disturbare equilibri,
• non assumersi responsabilità,
• non dire parole chiare.
E così succede l’assurdo:
gli onesti si sentono in colpa,
i delinquenti diventano un “tema”,
la sicurezza non è mai una priorità condivisa.
Finché non saremo capaci di dire, tutti insieme, che chi ruba, aggredisce e viola le case altrui è il problema, e non chi si trova dall’altra parte della porta, continueremo a vivere divisi, impauriti e ricattabili.
E questo, più di ogni altra cosa, fa molto comodo a qualcuno.
- Massimo Bolla
Non chiedermi perché mi sono allontanato dalla sinistra.
Ho visto difendere i diritti solo quando conveniva.
Ho visto tacere davanti alle dittature “giuste”.
Ho visto l’ipocrisia diventare linea politica.
Quando l’ipocrisia diventa insopportabile, andarsene è igiene morale.
Quando c’è un’emergenza sicurezza come quella dei maranza, da destra dicono faremo nuove leggi, da sinistra non bisogna criminalizzare un’etnia.
Il modo migliore per non risolvere niente. Non servono nuove leggi e non si tratta di criminalizzare un’etnia. Serve rimuovere chi delinque con certezza delle pene e dei rimpatri. Con fermezza, basta giustificazionismo e buonismo ipocrita.