Sto ricevendo tanti commenti dopo la trasmissione di ieri a #InOnda su La7. Su YouTube trovate i miei interventi. Voglio ribadirlo anche qui: io non amo Trump, i suoi metodi e le sue idee. Ma sono FELICISSIMO che Maduro non sia più il Presidente del Venenzuela, ok? Maduro ha fatto uccidere I suoi oppositori e impoverito i suoi cittadini dopo aver truffato le Elezioni. Quando sento in TV qualcuno che dice che il presidente degli Stati Uniti è come il Dittatore del Venezuela mi indigno e replico. E a quelli che parlano di diritto internazionale (senza conoscerlo) o di politica europea senza riconoscere nemmeno i volti dei capi di Stato dico che prima di fare gli esperti di geopolitica bisogna almeno studiare. E non è facile, lo so. Infine: c’è un pezzo di sinistra che odia gli
USA da sempre. Io invece sono cresciuto sognando Kennedy, Clinton, Obama: lo vedo quanto è diverso Trump da quell’idea là. Ma non amare Trump non significa diventare tutti antiamericani. Anzi: si potrà dire che le sue sparate servono solo a non parlare dei file Epstein e di inflazione e ci stiamo cascando tutti? La partita su Trump non si gioca in TV ma nei seggi delle elezioni midterm tra dieci mesi.
Poi certo il problema è anche che in Europa dormono tutti. O quasi. Ne riparliamo presto
L’indagine sui fondi raccolti in Italia e finiti nelle mani di Hamas merita la massima attenzione. Noi siamo garantisti, sempre, e dunque attendiamo che le accuse siano provate. Ma anche oggi - come facciamo da anni - chiediamo a gran voce che si faccia luce sui finanziamenti perché sarebbe assurdo e gravissimo se una parte dei soldi raccolti da cittadini italiani in buona fede finisse nelle mani dei terroristi islamici. Qui non si tratta del legittimo confronto su singole posizioni politiche ma di una vicenda ben più grave: occorre essere netti e risoluti sul fatto che la prossimità con chi organizza e dirige strutture terroristiche va combattuta senza se e senza ma. Grazie dunque ai giornalisti, alle forze dell’ordine e ai magistrati che hanno seguito e stanno seguendo il caso. Italia Viva continuerà questa battaglia di civiltà contro il terrorismo e contro Hamas
Ho fatto delle domande alla Presidente del Consiglio. Si è inspiegabilmente innervosita e la maggioranza ha provato a interrompere coi soliti ululati. Ma non ci fanno paura: più provano a zittirci, più noi rilanciamo sui contenuti. Avete seguito? https://t.co/GFe5USYnYc
Il Presidente @ZelenskyyUa ha difeso il suo Paese, ha resistito all’invasione russa quando tutti lo ritenevano impossibile. Si batte per la libertà e per i comuni valori europei. #Zelensky merita rispetto.
«Dite No al debito pubblico, dite NO al mercato unico, dite NO alla creazione dell’Unione del mercato dei capitali. Non potete dire NO a tutto! Diversamente, per essere coerenti, dovete ammettere di non essere in grado di rispettare i valori fondamentali per cui questa Unione Europea è stata creata. Per cui, quando mi chiedete “Qual è la cosa migliore da fare adesso?”, io vi dico: non ne ho idea, ma FATE QUALCOSA!”».
Così oggi Mario #Draghi a Bruxelles.
Non c’è una parola da aggiungere.
Fermata l’estrema destra.
Il centro riformista decisivo oggi in Francia come nel Regno Unito qualche giorno fa. Un segnale di speranza per la politica europea. Ora vediamo che governo nascerà ma intanto Macron ha vinto la prima partita
Avevamo sul campo un assist perfetto per mandare Giorgia Meloni in minoranza: coalizione di governo spaccata, e numeri a favore delle minoranze se si fossero presentate compatte sulla vicenda del terzo mandato.
Invece di pensare a battere la destra, come al solito è partita la competizione a sinistra. E così, rifiutando addirittura la nostra proposta di tavolo di lavoro congiunto, si è pensato bene di far giocare sul piano della tattica interna una partita nella quale Giorgia Meloni è stata graziata dall’insipienza del cosiddetto campo largo.
E quindi il saldo di una giornata che avrebbe potuto essere di sconfitta totale della Premier, diventa una sciarada nella quale la Meloni schiaffeggia Salvini, Salvini a sua volta tumula politicamente Zaia sfiduciato dalla destra, Conte -siamo alle solite- corre in soccorso alla Presidente del Consiglio, ed Elly Schlein manda a fondo Vincenzo De Luca, Stefano Bonaccini e il presidente dell’Anci Antonio Decaro , lanciando un evidente messaggio in bottiglia ai riformisti interni, che si apprestano a fare la fine dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
Noi eravamo pronti a lavorare in nome del principio superiore del governo da battere. Altri hanno preferito giocare le loro piccole battaglie di posizionamento, e di consociativismo. Almeno speriamo che in futuro ci evitino di fare la morale sull’unità delle opposizioni contro la Meloni, e la finiscano di accusare gli altri di essere la stampella del governo quando nei passaggi decisivi del potere si ritrovano sempre al fianco del governo. Perchè questo sgolarsi nelle piazze contro il governo , e poi nel palazzo votare insieme per regolare i conti al proprio interno non è certo un spettacolo edificante.
IL PECCATO ORIGINALE
Della trasmissione di ieri sera su La7, nella quale una Lilly Gruber generalmente sussiegosa al dogma del politicamente corretto al punto da aver elevato al rango di ospiti fissi esponenti della destra e del pensiero anti occidentale ha dato invece vita ad un inedito “tre contro uno” per dare la caccia a Renzi, colpisce la riflessione politica di fondo. Che è tutta dentro la riflessione di Massimo Giannini.
Riassumibile più o meno così: siccome Renzi e Italia Viva osano ragionare con la loro testa, sono di destra. Siccome non ratificano la linea del progressismo puro e dogmatico, sono fuori dall’ opposizione.
E’ una radice culturale antica, nella sinistra, che affonda le sue radici nello scontro all’interno del movimento operaio di fine Ottocento tra massimalisti e riformisti e che ha visto pagine non particolarmente brillanti.
A tratti sembra di dover rivivere la teoria secondo cui la socialdemocrazia "è l'ala sinistra del fascismo”. Lungo questo versante, tutto ciò che si discosta da una precisa idea di sinistra, è di default di destra. Come erano di destra i fratelli Rosselli, la Dc, ovviamente Craxi. E oggi Renzi. Dentro la miopia di questa lettura, si omette di guardare in faccia alla realtà. Che è duplice. Primo: la sinistra italiana ha vinto le elezioni solo quando esprimeva la leadership di due centristi riformisti come Prodi e Renzi.
Secondo: a furia di demonizzare Renzi, le anime belle del salotto buono del progressismo stanno portando la sinistra italiana dritta dritta a fare da chierichetto al più clamoroso caso di trasformismo italiano, Giuseppe Conte, preclaro caso di camaleontismo politico post-ideologico e genericamente ambivalente, e certamente non di sinistra.
“La vera ragione di tutto questo odio verso Renzi -scriveva Massimo Recalcati nel 2017- e’ l’incapacità della vecchia sinistra di elaborare il lutto della sua fine storica”.
Ecco, siamo ancora lì. E il risultato di questa filosofia sono stati i 5 stelle prima, e Giorgia Meloni oggi.
Ci pensino, prima di soloneggiare.
Mettere insieme, nella giornata della memoria, la Shoah con la situazione a Gaza di questi giorni è di un'ipocrisia unica. Un modo volgare per svilire lo sterminio di 6 milioni di ebrei ( e non solo!). Vergognoso!
https://t.co/7GYH0EzqpK
Colpo di scena (si fa per dire) sullo sparo al veglione di Capodanno dei pistoleri del partito della Meloni. Il deputato FDI, Pozzolo, aveva detto che avrebbe fatto il nome di chi ha sparato davanti al PM. Oggi c’era l’interrogatorio davanti al PM. E che ha fatto Pozzolo? Ha detto che non risponde, che si avvale della facoltà di non rispondere. Ragazzi, questa cosa è incredibile e passa sotto silenzio. Da due settimane si stanno scambiando pizzini per trovare una ricostruzione plausibile perché sanno che in questa storia qualcuno sta mentendo. Troppi stanno mentendo. E il sottosegretario alla giustizia è il più reticente di tutti. Io sono garantista. Ma proprio perche sono garantista voglio sapere chi è che ha sparato a una festa dove c’erano dei bambini! Davvero un parlamentare ha sparato a una festa con dei bambini rischiando di uccidere un uomo? E perche tutta questa omertà? C’è qualcosa che non torna. Questa storia puzza sempre di più. E io sono sconvolto che dei parlamentari non dicano tutta la verità su un fatto di cronaca così grave: qualcuno giocava con le pistole, un uomo si è salvato per miracolo, c’erano bambini. E questi che fanno? Tacciono o mentono?
C'è un problema: gli italiani non arrivano alla fine del mese! L’inflazione è cresciuta del 18% in quattro anni, gli stipendi no. Dobbiamo agire: serve la partecipazione dei lavoratori agli utili e la detassazione degli straordinari.
Sto ricevendo tanti messaggi per il mio editoriale di oggi. Eccolo qui, sono curioso di leggere i vostri commenti.
Dieci domande e un consiglio alla Premier: mandali a casa.
Superati i malanni fisici (a proposito: auguri!) la nostra Presidente del Consiglio rientra in campo dopo giorni di forzata assenza e di comprensibili vacanze. E siamo sicuri che domani ella saprà affrontare da par suo i giornalisti che la attendono per la tradizionale conferenza stampa. In attesa di sentire le risposte alle domande che i giornalisti faranno (noi intanto ci siamo avvantaggiati proponendone alcune in questo numero), aggiungo da parte mia un consiglio.
Cara Presidente, è l’ora di farla finita con il vittimismo. Il tuo problema non sono i poteri forti di questo Paese: magari ci fossero dei poteri forti in grado di bilanciare una politica debole e inconcludente.
Il primo problema, cara Giorgia, sono i collaboratori che hai scelto e che continui a difendere, contro tutto e contro tutti.
Ma come puoi consentire a questo Paese di essere governato da Lollo, il cognato-che-ferma-i-treni, da Giovanni Donzelli detto Minnie, da Andrea Delmastro che organizza i veglioni di capodanno dove ci si spara addosso colpi di rivoltella anziché i soliti banalissimi petardi, da Adolfo Urso detto Urss che fa la guerra alle multinazionali ed è convinto di aver sconfitto l’inflazione. Quando finalmente si sveglierà tutto sudato gli diranno: tranquillo Adolfo è solo un brutto sogno, almeno tu non hai sparato a nessuno. Almeno tu.
La classe dirigente di Giorgia Meloni è imbarazzante. Impressionante. Impresentabile. Ci sono delle scelte di merito a spiegarlo meglio di qualsiasi altra riflessione. Piccole cifre che però rappresentano simboli. Quest’anno tolgono il finanziamento di un milione al centro di ricerca voluto da Rita Levi Montalcini per darne due allo staff del Cognato in Capo. Fare la segretaria di Lollobrigida, insomma, è più incentivato di studiare il cervello come faceva il premio Nobel della Medicina. A meno che non si voglia studiare il cervello nella segreteria di Lollobrigida ma l’impresa sarebbe stata ardua persino per la Montalcini. Lo scorso anno hanno azzerato i soldi della card culturale per i diciottenni per dare respiro finanziario alle società di serie A impiccate dai debiti dei loro presidenti irresponsabili: chissenefrega se un diciottenne legge meno o ascolta meno musica, l’importante era far contenti Lotito e compagnia cantante.
Cara Giorgia, ecco il consiglio: mandali a casa, prima della conferenza stampa. Caccia chi ti fa fare queste figuracce. Rimanda Lollo a occuparsi del partito così lo ricongiungi con tua sorella e liberi l’agricoltura italiana da questo problema. Regala a Delmastro due biglietti per il poligono, così si esercita con i suoi amici e lascia il Ministero della Giustizia.
Spiega a Donzelli di giocare al telefono senza filo vestito da Minni a Disneyland e non in Parlamento.
E gli italiani ti giudicheranno per quello che davvero vali. E non per gli incapaci che ti sei messa accanto.
Meloni, Salvini e Conte si confermano populisti e dicono NO al Mes.
Forza Italia sempre più imbarazzante si astiene come la sinistra radicale.
C’è un grande spazio per chi ancora crede nell’Europa, nel riformismo, nella politica. Avanti!
Nelle prossime ore Giorgia Meloni dovrà ratificare il MES, come aveva sempre negato di voler fare. Faccio un appello: visto che sta cambiando idea per la ventiduesima volta in quattordici mesi, perché, già che c’è, non chiede anche di riaprire i termini per avere il Mes sanitario? Sono soldi che servono per la sanità italiana, anche alla luce dello sciopero di ieri.
#enews
Rispondo volentieri.
Se il principio è questo, allora perché non applicarlo a tutti gli altri mercati concorrenziali?
Nel mercato dei computer ad esempio, dovremmo avere da un lato i diversi produttori in concorrenza e dall’altro altri soggetti ad un prezzo amministrato.
Oppure le biciclette. Da un lato ci sono i negozi che cercano di venderti quella migliore al prezzo più basso, dall’altro alcuni che hanno un prezzo deciso da un’autorita di regolamentazione.
È questo il mercato secondo il @pdnetwork ?
Era dal settembre del 2011 che Novak Djokovic non perdeva in singolare una partita in Coppa Davis.
Dopo 3 matchpoint annullati e una partita spaziale, Jannik #Sinner ci regala una speranza.
CAMPIONE 🇮🇹 ♥️
Oggi ho fatto un question time con la Presidente Meloni. Le ho fatto notare che da quando lei è premier è aumentato il costo del pane, dei trasporti, della benzina, del riso, della frutta. E le ho fatto notare la sua incoerenza su euro, trivelle, giustizia, PNRR. La Premier ha mentito sull’Euro e poi non ha potuto rispondere nel merito e si e concentrata sullo spread e l’Arabia Saudita. Le ho replicato dicendo che lei gioca a fare Cenerentola ma la sua squadra non è all’altezza e che gli italiani stanno peggio di un anno fa. Peccato che la Meloni continui a fare comizi da opposizione e non rispondere mai nel merito. Ma la realtà sta per presentarle il conto. Buona serata