Sono zio della regina degli elfi,di folletto del bosco l'ho più volte invocati alle riunioni del Pd, tifoso interista,ho un libro nel cassetto dal titolo goloso
Quindi in sostanza c'è stato un giudizio di merito su #Almasri ?! Non è stato un errore, ma voluto. Grazie #Nordio , per farmi capire ancora una volta da che parte stare...
Molti di voi riconosceranno subito il giocatore in maglia bianca: Denis Marconato, il gigante della Nazionale che vinse l'argento olimpico nel 2004, grande giocatore soprattutto a Treviso e Barcellona. Questa foto risale agli Europei del 2005, durante il match che l'Italia vinse contro l'Ucraina. Il giocatore che cerca di sfuggire alle lunghe leve di Denis si chiama Viktor Kobzysty. In questa azione riuscì a non farsi stoppare da Marconato, andando a concludere in sottomano.
Diciotto anni dopo questo scatto, precisamente ieri mattina, l'esercito russo ha sferrato uno dei più grandi attacchi sul territorio ucraino dall'inizio della guerra. Circa 160 missili hanno colpito varie zone della nazione, tra cui un reparto maternità, delle strutture educative, un centro commerciale, edifici residenziali, case private, un deposito commerciale e un parcheggio. Proprio in una di quelle case, tra gli oltre 200 feriti e 30 morti fin qui registrati, viveva Viktor Kobzysty.
Lascia un figlio, Oleksandr, inserito tra i migliori 10 giocatori all'ultimo Europeo under 20.
Quando la sua casa è stata sepolta dal missile, Viktor stava dormendo.
Il mondo del basket perde un fratello. Uno dei tantissimi innocenti che ogni giorno, in più parti del mondo, perde la vita a causa della follia di qualche potente.
Riposa in pace Viktor.
Kevin è un giocatore della squadra under 15 del Modena Basket: i suoi compagni lo chiamano "Antetokounmpo", sia perchè gli somiglia, sia perchè è molto bravo e ha dei mezzi atletici pazzeschi, sia perchè è il suo idolo. Kevin ha una famiglia con problemi economici, e ultimamente stava giocando con delle scarpe mezze rotte. Per questo motivo i suoi compagni hanno deciso di fargli una sorpresa per Natale: tramite una colletta di squadra gli hanno comprato le scarpe nuove, ovviamente le "Nike Freak".
La semplicità del gesto, il senso di appartenenza ad una squadra così forte e genuino da parte di ragazzi di 15 anni, e il suo "grazie veramente", rendono secondo noi questo video veramente bello.
Cominciamo dal primo: un anno e mezzo fa era il numero 363 al mondo, all'inizio del 2023 era numero 134 e ha vinto il primo match ATP della sua vita a metà aprile. Sette mesi fa avrebbe pensato che questa sera sarebbe stato davanti alla tv, in pantofole, con una Peroni da 66 in mano, a tifare per i suoi compagni tra un rutto e una grattata di maroni sul divano. Invece, ha disputato una stagione pazzesca, e in uno dei momenti più importanti nella storia del tennis italiano è stato schierato titolare in finale, ha vinto la sua partita, e alla fine si è commosso. Perchè non ci credeva, e perchè nessuno gli ha portato una Peroni.
Il secondo: è l'amico che tutti vorrebbero. Tennista esemplare, con un cuore grande come il debito pubblico italiano, doppista perfetto, hooligan sugli spalti quando giocano gli altri, idolo a prescindere da qualsiasi cosa.
Il terzo: poco più di due mesi fa è stato spiattellato in prima pagina per il suo presunto non attaccamento alla maglia azzurra, poi per il suo accento altoatesino, poi per il suo essere un po' freddo, poi per il suo non essere troppo esagerato nelle esultanze, poi per non incarnare alla perfezione l'italiano-medio chiassoso e caciarone, poi per come ride, poi per come respira, poi, alla fine, s'è rotto le palle, ha battuto due volte Djokovic in una settimana, tre se si conta anche il doppio, è diventato il numero 4 del mondo, e a 22 anni rappresenta già il futuro, ma anche il presente del tennis mondiale. Il tutto senza mai una singola parola fuori posto. Nonostante i 128623785 sassolini nelle scarpe. Un ragazzo straordinario per educazione, stile e classe. Un semplice ragazzo italiano.
Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner (senza dimenticare Berrettini infortunato, Musetti e Bolelli) hanno appena riscritto la storia del tennis italiano in 24 ore. Ieri battendo la Serbia in semifinale, adesso battendo l'Australia in finale.
L'Italia vince la Coppa Davis dopo 47 anni