Come era ovvio da sempre.
Ma chi odia il nucleare è dispostissimo a dissanguare gli italiani pur di soddisfare la sua ferocia ideologica contro una tecnologia in grado di coniugare abbondanza e sostenibilità.
Nuclear power would push down Italian wholesale electricity prices over the long term by displacing costly gas as the price-setting fuel, bringing them in line with France’s, experts told Montel this week. https://t.co/1V3M3g19r4
Il controllo della stampa e dello spin dell'informazione da parte della sinistra è spaventoso e se non ve ne accorgete dopo Modena siete ciechi.
Dopo il referendum credono di poter vincere alle elezioni quindi sono tutti mobilitati.
L'attentatore di Modena era italiano bergamasco, pazzo (così esce subito), è stato fermato da eroi stranieri e la colpa è di Salvini che fa lo sciacallo.
Non deve esistere altra verità.
Siamo oltre Orwell.
Pazzesco. Impressionante. Irrealizzabile senza un'infiltrazione totale e militante durata decenni di ogni angolo informativo da parte di chi "sa cosa si deve fare". Manifesto di Ventotene per la sovversione della democrazia in assoluta purezza.
Incidentalmente, certo non per disonestà intellettuale ma per i fisiologici tempi della pubblicazione di un articolo, al grafico dei gentili colleghi manca un pezzo, che solo per puro caso, come vi spiegavo, è quello che mostra come sotto il "fascismo" (governo Meloni) ci sia stato il recupero di quota salari più rapido da quello successivo all'autunno caldo (e quello odierno non è certo merito degli attuali sindacati gialli, che di tutto si occupano tranne che dei diritti dei lavoratori). Lo evidenzio qui.
Una riflessione sul concetto di comunità scientifica.
La comunità scientifica non è (solo) quattro provinciali conformisti e in conflitto di interessi, che lottano in modo più o meno trasparente per accaparrarsi risorse più o meno scarse e rafforzare la propria tribù. Oggi (come ieri) la comunità scientifica è internazionale, ha sostituito il latino con l’inglese, ma per il resto funziona più o meno come sempre: se hai qualcosa da dire lo dici, se agli altri interessa ne tengono conto.
Quello che colpisce nell’attacco ad personam di questo sociologo, cui le mie osservazioni evidentemente hanno toccato un nervo scoperto, è che avendo più del doppio dei miei lavori pubblicati su rivista internazionale (e questo ci sta, perché è uno che ha fatto solo questo nella vita, e io ho smesso di farlo da otto anni), abbia solo 11 documenti con almeno 11 citazioni, praticamente come me che ne ho solo 10 con almeno 10 citazioni. Questo significa che quanto ha fatto non era poi così interessante per la vera comunità scientifica (quella internazionale), o almeno non significativamente di più di quello che ho fatto io, che in più ho dedicato 15 anni a un lavoro di divulgazione inconcepibile per questi abitanti della torre d’avorio, e che comunque ha sottratto tempo a quel meraviglioso esercizio di “complimenti a vicenda” (cit. Pulp fiction) noto come “peer review”!
Fa anche sorridere che, sapendo di perdere sul terreno degli argomenti (dove farei notare che non tener conto del ruolo del vincolo esterno in una analisi simile la svuota sostanzialmente di significato), certa gente voglia attaccare sul piano personale, ignorando che “oggi è facile documentarsi”. Sarebbe anche facile, ad esempio, sapere che se non sono diventato ordinario è perché purtroppo sono diventato presidente della commissione finanze del Senato della Repubblica, dove sono giunto in virtù del mio impegno civile (vedi alla voce divulgazione) e dove ho imparato cose che un operatore accademico non avrà mai l’opportunità di apprendere.
Insisto sul mio punto: i pavidi che nei corridoi dei dipartimenti mi aspettavano dietro l’angolo per stringermi la mano e incoraggiarmi ad andare avanti per me valgono quanto questi tronfi assertori dell’ovvio. Entrambi sono un pezzo del problema, come abbiamo visto recentemente in altri settori disciplinari.
🗣 “Venezia non ha mai chiesto al mondo di essere puro per entrare”
Il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco smonta le polemiche sulla presenza della Russia
Il Quirinale non può chiamarsi fuori dal “caso” Minetti (che è ancora tutto da verificare)
Se è vero che il compito di istruire le pratiche di grazia spetta ai magistrati e al ministero della Giustizia, è altrettanto vero che dal 2006 la presidenza della Repubblica si è dotata di un ufficio “Comparto grazie”, incaricato di studiare le pratiche di grazie. In altre parole, il capo dello stato non è un passacarte delle proposte avanzate dal Guardasigilli, tant’è che in passato, proprio sulla base dello studio dei dossier trasmessi da Via Arenula, non ha accolto alcune proposte di grazia.
A ricordare il ruolo centrale svolto dal Quirinale nelle procedure di grazia è stato proprio il magistrato che dal 2006 è responsabile dell’ufficio “Comparto grazie”, Enrico Gallucci. In un capitolo scritto per un libro pubblicato nel 2018. Gallucci spiega che “l’esercizio del potere di grazia ha subito un significativo mutamento per effetto della sentenza n. 200/2006” della Corte costituzionale, che “ha affermato che la titolarità sostanziale del potere di grazia compete al presidente della Repubblica”. In questo quadro, ferma la competenza del ministro della Giustizia in merito allo svolgimento dell’attività istruttoria, “l’affermazione circa la titolarità presidenziale del potere sostanziale di concedere la clemenza individuale ha spostato il baricentro decisionale sulla presidenza della Repubblica, imponendo all’ufficio di supporto al capo dello stato l’esame e la valutazione di tutte le pratiche di grazia”.
Non a caso, ricorda il magistrato, negli anni successivi alla sentenza della Consulta si sono registrati casi in cui il capo dello stato (Giorgio Napolitano e poi Sergio Mattarella) “ha ritenuto di non adottare un provvedimento di grazia”, nonostante l’avviso favorevole del Guardasigilli. Questo per motivi sia “di natura tecnica o procedurale”, sia per un “dissenso di merito”.
Insomma, sostenere che il presidente della Repubblica sia un semplice “passacarte” delle proposte di grazia avanzate dal ministro della Giustizia è sbagliato. Di fronte a una richiesta di grazia riguardante una personalità particolarmente nota ed esposta come Nicole Minetti, anche il Quirinale avrebbe potuto svolgere ulteriori accertamenti o chiederne altri al ministero, qualora lo avesse ritenuto necessario.
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Spagna, il gip chiude inchiesta e chiede il rinvio a giudizio per la moglie di Sanchez. Per presunti reati di traffico influenze, corruzione, malversazione e appropriazione indebita #ANSA https://t.co/tcSWQLhyPj
@Lauraar71@Origa9@Newprompt@solitosbronzo Cosa mi tocca leggere… sei una abbonata di Repubblica o di Fanpage per caso? O stai trollando? In entrambi i casi ti compatisco
@CCv7356@ItalianPolitics Mi sfugge il motivo per cui Meloni vorrebbe disfarsi di Cingolani, troppo filo-europeista? Si può ricondurre qualcosa al Michelangelo Dome?
@Rick_Verz@CarloCalenda@AvvocatoAtomico@GiZollino Per lo stesso motivo per cui si sta finalmente iniziando a parlare di sicurezza energetica, pensiamo di vivere nel mondo delle favole dove tutti si vogliono bene e poi arriva la prima guerra di turno e riscopriamo l’importanza di produrre a casa propria il necessario.