@VinnieVegaPF Da demolire,
un commissario alla volta
Un europarlamentare alla volta
un portaborse alla volta
E tutto il loro sottobosco di dipendenti e servi
Tempo di far dimagrire questo apparato grasso e dannoso in modo drastico e definitivo
Oggi Galli della Loggia sul Corriere cestina quel poco che resta dell’identità culturale del nostro Paese.
Non c’è nulla di cui discutere, caro Galli della Loggia: nelle scuole italiane si insegna la cultura italiana e la sua storia e l’immigrato si adegua. Punto.
Spostare il carico fiscale indiretto? Non ci crede davvero neanche lui
🎯 è solo aumentare le tasse. Una volta che le alzi non sono mai tornate indietro
Nuove tasse = minori consumi = stesso gettito
ma anche minore potere d'acquisto e ulteriore aumento della press fiscale
L’Italia ha le accise più basse in Europa su superalcolici e sigarette e le più alte sui carburanti. È un paradosso assurdo.
Da fumatore penso che i consumi voluttuari e dannosi per il SSN debbano essere tassati più dei consumi indispensabili. Questo abbiamo proposto al governo. Diminuire le accise su carburanti e aumentare quelle su tabacchi e superalcolici. A parità di gettito e di pressione fiscale. Lobby permettendo…
Former British Diplomat Alastair Crooke on the true aim behind the Ukraine-Russia war:
"What is the aim of this war for America? It's the same aim that's been there for nearly 200 years: to break up Russia, to partition it into its separate parts, and to steal its resources."
Che non fanno che renderci inutili e odiosi nello scacchiere internazionale
Non li nomino perché non meritano, ma con la loro penosa caccia alle streghe dimostrano che non hanno mai capito la Storia
D'altronde viviamo nella stagione dei nani e buffoni al potere
C'é una soluzione? Assolutamente sì.
I privati devono inizare a coordinarsi e versare meno soldi alla PA. La scarsità(meno soldi) porta all'oculatezza, al risparmio, all'ottimizzazione delle risorse. Tutte cose alle quali il paese "che paga" é abituato. Da sempre.
Vi dovrete abituare anche voi.
Saluti,
Pirlo, NOTAV, incendi e terroristi vari sono come sempre il test perfetto per capire se la gente ci è o ci fa.
E a vedere la reazioni tocca aspettare il prossimo test
Su impegnatevi un po' di più
22 de enero de 2026. En el Foro de Davos, el consejero delegado de Tesla y SpaceX, Elon Musk, propone convertir la España vaciada en la «central eléctrica de Europa». Fascinante. Mientras aquí todavía creemos que el territorio pertenece a los españoles, allí ya lo reparten por usos: esta zona para placas solares, aquella para corredores verdes, la otra para reservas naturales. Ya ni colonizan países. Ahora los planifican desde un auditorio suizo y lo llaman transición ecológica. Luego dicen que el globalismo es una teoría de la conspiración.
Israel is the only country in the world that can bomb 9 countries and invade 3 neighboring countries in one year; kill 100,000 people—including 25,000 children—in 1,000 days; displace nearly 6 million people in 3 countries; starve 2 million people in Gaza; violate Geneva and Vienna Conventions, international law, human rights, and state sovereignty; kidnap, rape and torture children and women; shoot, imprison and murdering; and still be perceived as the victim.
"Questo autunno, per la prima volta da 250 anni, la mia famiglia non raccoglierà olive in Libano.
I nostri 600 ulivi sono stati sradicati dal suolo dall'esercito israeliano, radici comprese, e portati via. I più vecchi avevano 500 anni!
Questa terra, mio nonno la teneva da suo nonno. In due secoli e mezzo, la mia famiglia ha comprato terra. Non ne ha mai venduto un metro, non un solo giorno. Da noi, non si costruisce sulla terra. Ci si pianta. Questi alberi hanno sopravvissuto a diverse guerre. Hanno sopravvissuto a tutto.
Guardate le due foto. A sinistra, la nostra terra il 25 giugno, alla vigilia della firma dell'accordo tra Libano e Israele. A destra, la stessa terra il 20 luglio.
Non resta niente. Ed è proprio questo, la prova. Un incendio lascia tronchi neri in piedi. Un colpo lascia crateri. Qui, non un tronco bruciato, non una ceppaia, non un detrito. Una terra nuda, raschiata, graffiata dalle ruspe. Sradicare un ulivo di 500 anni senza ucciderlo richiede escavatori, competenza, camion e una destinazione. Non è un danno di guerra. È un'operazione, su una terra dove non c'erano né armi, né combattenti, né presenza militare. La mia famiglia non è mai stata legata, né da vicino né da lontano, a Hezbollah, e non lo sarà mai. C'erano solo alberi, e persone che li potano da otto generazioni.
Secondo le testimonianze che ci arrivano, questi alberi sarebbero stati portati dall'altra parte del confine, verso Israele.
L'accordo firmato tra Libano e Israele, che dovrebbe preparare la pace, protegge i beni dei civili. Chiedo semplicemente che venga applicato: che si stabilisca la sorte degli alberi sradicati, che quelli ancora vivi vengano restituiti. Se i nostri alberi sono vivi da qualche parte, possono tornare. Non cerco vendetta. Cerco un indirizzo!
Ho esitato a scrivere queste righe, per non provocare reazioni da una parte o dall'altra. Ma rifiuto di fare il lutto per questi ulivi. In questi alberi vive l'anima di mio nonno, ex generale della polizia libanese, un uomo che ha sempre creduto nella pace, negli umani e nella luce. Potava questi alberi a mani nude. Ripeteva: “la terra non si vende, si tramanda”.
In 2015 Lenovo shipped laptops with software that broke HTTPS for every user.
Installed deliberately for ad revenue.
Lenovo pre-installed a piece of adware called Superfish on consumer laptops starting September 2014. Its purpose was to scan every image you view on the internet and inject ads for similar products.
To do that on HTTPS pages, it needed to intercept your encrypted traffic.
So it did something catastrophic.
it installed itself as a trusted root certificate authority on your laptop. Meaning your browser treated Superfish as a trusted source of certificates, the same level of trust as VeriSign, DigiCert, or your bank's own certificate authority.
Everything you did over HTTPS- banking, email. shopping. medical records was being decrypted by Superfish, analyzed for images, and re-encrypted before it reached you.
then it got worse.
Every Lenovo laptop shipped with the exact same certificate and the exact same private key.
The password protecting that private key was cracked in three hours by Security researcher, Rob Graham (Errata Security).
The password was "komodia."
The name of the Israeli company that made the code.
Once cracked, anyone with that private key could impersonate any website to any Lenovo user on earth. your bank. your email. any HTTPS site. a fake page would show a valid padlock and your browser would trust it completely.
Lenovo's initial response: "we have thoroughly investigated this technology and do not find any evidence to substantiate security concerns."
Then the password was posted publicly online.
Lenovo paid $7.3 million to settle the class action lawsuit.
The EFF called it "catastrophically irresponsible."
Crazy stuff.
Quello che aveva diffuso l'audio privato di Gennaro Sangiuliano ora frigna per la diffusione di un suo audio privato in cui definiva la Rai popolata da mafiosi e massoni. 🤡
@Pinperepette Benefattore 😂👏🏻👏🏻👏🏻
Aspettiamo il plugin
Scherzi a parte, il lavoro di interagire con gli agent ha un costo temporale sempre maggiore, ottima intuizione 😉
Ipocriti
Basta che rinuncino ai trucchi e alla montagna di società vuote in nazioni compiacenti e pagassero le tasse
Chiedere di pagare poco più delle briciole senza mettere in vera discussione la ricchezza dovuta a elusione non li rende meno parassiti di quello che sono
Ci mancavano i super-ricchi patriottici. E invece, forse, dovremmo ascoltarli.
Nel Regno Unito 120 persone molto ricche hanno chiesto al governo di introdurre un’imposta del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline.
La misura colpirebbe meno dello 0,04% della popolazione e potrebbe generare, secondo i promotori, circa 24 miliardi di sterline l’anno.
La proposta ricorda quella avanzata da Oxfam per l’Italia: un’imposta progressiva sulla ricchezza netta individuale oltre una franchigia di 5,4 milioni di euro. Riguarderebbe circa 50.000 persone, lo 0,1% più ricco, e potrebbe produrre tra 13 e 16 miliardi di euro l’anno.
Non si tratta di punire la ricchezza. Si tratta di correggere una distorsione cresciuta negli ultimi quarant’anni: il progressivo spostamento del carico fiscale dai patrimoni e dai redditi da capitale verso il lavoro e i consumi.
In Italia la progressività dell’Irpef si arresta già a 50.000 euro di reddito lordo, mentre una quota crescente di redditi finanziari, immobiliari e autonomi è tassata con regimi proporzionali o sostitutivi. Il risultato paradossale è che, al vertice della distribuzione, il sistema fiscale diventa regressivo.
Nel pezzo pubblicato oggi rifletto su una domanda semplice: perché una proposta che trasferisce risorse dallo 0,1% più ricco al restante 99,9% non riesce a produrre un consenso politico quasi unanime?
Il problema politico è evidente. Molti cittadini temono che una tassa sui super-ricchi finisca prima o poi per colpire anche i patrimoni della classe media.
Per uscire da questa impasse propongo due mosse.
La prima: trasformare il contributo dei grandi patrimoni in una tassa di scopo, vincolata al finanziamento di un’assicurazione nazionale contro la non autosufficienza. Una delle più grandi emergenze sociali dei prossimi decenni, che coinvolge ormai quasi tutte le famiglie.
La seconda: costruire un patto tra tutte le forze dell’arco costituzionale, con l’impegno formale a non abbassare in futuro la soglia patrimoniale prevista.
La filantropia è importante, ma non può sostituire un sistema fiscale equo, democraticamente deciso e capace di finanziare sanità, istruzione, infrastrutture, cura e transizione ecologica.
https://t.co/OSIF5CgJRu
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