👉🏻 Chi ha paura del Fascicolo Sanitario Elettronico?
C'è una sorta di patina unta sul #FSE, con due fazioni opposte: i "NO MAI" e i "DEO GRATIAS".
Solo che nel mezzo ci sono un sacco di altre cose, che spesso vengono trascurate.
Proviamo a fare il punto della situazione, qualche giorno prima della termine per fare opposizione al pregresso.
1️�� a cosa serve il FSE
2️⃣ perché "NO MAI"
3️⃣ perché "DEO GRATIAS"
4️⃣ sicurezza dei dati
5️⃣ conclusioni
📰 curiosity (didn't) killed the cat
🤝🏻 @prevenzione @sonoclaudio
📸 @midjourney
#GAZA
🔴Da sabato sera non riusciamo più a metterci in contatto con i nostri operatori che lavorano all’ospedale di #AlShifa.
Il personale medico, compreso quello di MSF, i pazienti in condizioni critiche e i civili sfollati sono ancora all'interno dell'ospedale Al Shifa.
In tutta la Striscia, persone indifese continuano a perdere familiari e abitazioni, mentre i leader mondiali non riescono a intraprendere un'azione significativa.
CONTINUIAMO A CHIEDERE IL CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E INCONDIZIONATO
⚫️SIAMO ADDOLORATI
Un nostro collega a #Gaza è stato ucciso insieme a diversi membri della sua famiglia il 6 novembre. Mohammed Al Ahel lavorava come tecnico di laboratorio per MSF da oltre 2 anni e si trovava nella sua casa nel campo di Al Shati quando l'area è stata bombardata
" DIAMO I NUMERI?!? "
#Gaza, 10 mila morti in un mese come in 2 anni di #Ucraina. Dal via libera alla reazione militare israeliana hanno perso la vita 9.485 persone di cui 3.900 bambini e 2.430 donne. I feriti sono oltre 24 mila
(Il Fatto Quotidiano)
#laDomenicaSenzaBlob...
GAZA "ULTIM'ORA"
"Siamo qui senza speranza, aspettiamo di morire". E' l'accorato messaggio del giornalista palestinese da Gaza in collegamento con lo studio "Questo giubbotto non ci protegge, questo casco non ci protegge. Non ce la facciamo più, siamo sfiniti, siamo esausti.
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🔴#Gaza
Chiediamo a #Israele di dimostrare un minimo di umanità.
NON ESISTONO LUOGHI SICURI a Gaza: la popolazione intrappolata rimane esposta ai bombardamenti in tutto il territorio, compreso il sud della Striscia di Gaza.
"A 40 anni Franz Kafka, che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. La bambina e Kafka cercarono la bambola senza successo. Kafka le propose di incontrarsi di nuovo lì il giorno dopo, per tornare a cercarla insieme.
Il giorno seguente, non avendo ancora trovato la bambola, Kafka consegnò alla bambina una lettera "scritta" dalla bambola che diceva: "per favore, non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."
Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka. Durante i loro incontri, Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Alla fine Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.
“Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina. Kafka le consegnò allora un'altra lettera in cui la bambola scriveva: "i miei viaggi mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò a casa tutta felice.
L’anno seguente Kafka morì.
Molti anni dopo la bambina, oramai adulta, trovò un messaggio dentro la bambola. Nella breve lettera firmata da Kafka c‘era scritto: "tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo."
("Kafka e la bambola viaggiatrice”, di Jordi Sierra I Fabra)
#Kafka #letture #bellezza