Istanbul celebrates the Italian National Day 🇮🇹
We express our gratitude to the Turkish Authorities for this beautiful tribute to the 80th anniversary of the Italian Republic. ✨
#2giugno#FestadellaRepubblica@ItalyMFA@ItalyinTurkiye
ma ieri in Turchia hanno illuminato il ponte del Bosforo con i colori della bandiera italiana in occasione della festa della nostra Repubblica🥹🥹🥹
che bello che è😍
🇮🇹❤️🇹🇷
@ItalyinTurkiye
Dall'anno scorso, a Memphis, centinaia di famiglie indigenti, hanno ricevuto aiuti economici, cibo, e scuola gratuita per i figli, grazie ad una fondazione: la "Brandon Clarke Foundation".
La fondazione porta il nome di un giocatore NBA, uno che da sette stagioni gioca con la maglia dei Memphis Grizzlies, uno che nonostante goda di una vita agiata, ha sempre avuto, sin da piccolo, il desiderio di aiutare gli altri.
Brandon partecipa spesso agli incontri con le famiglie, è stato a cena a casa di alcune famiglie, ha portato di persona ad alcuni bambini dei regali il giorno di Natale, ha organizzato incontri per sensibilizzare i giovanissimi e le famiglie soprattutto sulla scuola: "Ogni volta che parlo con i bambini, cerco di far entrare nella loro mente che la scuola è importante, gli insegnanti sono importanti e i voti contano. Non sarei arrivato dove sono arrivato senza concentrarmi sulla lettura, sulla scrittura e sull’educazione".
Brandon Clarke è stato ritrovato ieri senza vita nel suo appartamento. Pare si sia tolto la vita con un mix di sostanze. Si parla di depressione. Aveva 29 anni.
Tutto ciò che abbiamo scritto nelle prime righe di questo post, nelle ultime ore, è stato infangato da un'ondata di giudizi, accuse, cattiverie, che spesso leggiamo quando accadono tragedie come questa. Soprattutto sui media generalisti si possono leggere giudizi sul fatto che un ricco non possa e non debba soffrire di alcun problema. Troviamo un'invasione di emoticons con la siringa associate alla parola "vaccino". Da più parti c'è una rincorsa alla minimizzazione della faccenda perchè tanto "è morto solo un tossico". E tante altre sciocchezze.
Brandon Clarke, prima di essere un giocatore NBA, era una persona. Una persona che dal marzo del 2023, quando ha subito la rottura del tendine d'Achille, e ha faticato moltissimo a tornare in campo e si è accorto di non essere più il giocatore pre-infortunio, si è vista cadere il mondo addosso ed è tornata a sprofondare in quell'abisso che probabilmente era dietro l'angolo da tempo.
Brandon Clarke aveva dei problemi, e soffriva di una brutta, subdola, schifosa e pericolosa malattia.
Kevin Love, famosissimo giocatore NBA, ma anche Juan Fernandez ex giocatore di Venezia, Trieste e Brescia che abbiamo intervistato l'anno scorso, hanno detto che la cosa più difficile in questi casi è trovare il coraggio di chiedere aiuto. E soprattutto che i supereroi non esistono: ci sono solo persone che di fronte ai problemi e alla malattie che colpiscono la mente, non vanno giudicate ma aiutate.
Ci ha lasciato un giocatore di basket.
Ci ha lasciato un ragazzo di soli 29 anni.
Ci ha lasciato una persona buona.
Ciao Brandon.