La sorellanza fra realtà autonomiste, civiche, territorialiste - EFA partner nella Repubblica Italiana - radicata nei valori della Carta di Chivasso del 1943
🇪🇺Dena prest @EFAparty|ren Batzar Orokorra hasteko Valentziar Herriko Gandian.
@BlancoEba gure idazkari nagusiak trantsizio energetikoaren eta klima aldaketaren buruzko mozioa aurkeztuko du.
Last night, our public event focused on peace, self-determination and Europe’s future.
In the face of rising extremism, one idea stood out: real strength lies with people and communities. No more wars only dialogue, democracy and respect. 🇪🇺 #ForAll#Gandia#UnitedforPeace
@EFAparty president @lorenalacalleA at #Gandia#EFA public event: unlike many #UE leaders, regional parties do listen ordinary people, and local communities. And we leave no room for extremism, populism.
Now “Positioning the EFA Family in a changing EU”.
With moderator Alicia Izquierdo and the 4 of 5 EFA Family Presidents, reflecting on EU crises, the rise of populism, and how limited powers affect local economies and the allocation of funds.
United we make a difference 💜🇪🇺
In times of democratic backsliding, @EFAparty is standing up for strong local democracies that serve our communities, #Gandia General Assembly has started 💜🇪🇺🧡
Ma chi pensa globale, agisce locale. Qui il mio impegno per la mia città, #Prato, e per la nuova amministrazione di @MattBiff : https://t.co/IMyNKni00U
Suffragio universale, ovvero la possibilità che tutti i cittadini possano andare al voto e scegliere il destino del proprio Paese. Compie in queste ore 80 anni, qui in Italia. Era il 2 giugno del 1946 quando donne e uomini si recarono alle urne e decisero che l’Italia doveva essere una Repubblica.
Lo decisero con una partecipazione straordinaria: si recò alle urne l’89% degli aventi diritto, poco meno di 25 milioni di persone. Una pietra miliare intorno a cui abbiamo costruito il nostro tessuto civile.
Gli italiani decisero di voltar pagina, dopo che la monarchia era stata al fianco della dittatura fascista. Lo fecero con lo strumento più potente: il voto.
In quel 2 giugno non si votò solamente per la forma di governo. Si votò anche per l’Assemblea costituente, che avrebbe poi scritto la nostra Costituzione. Erano ventuno le Madri Costituenti.
Sono questi i loro nomi: Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici Agamben, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra Verzotto, Vittoria Titomanlio, Adele Bej Ciufoli, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Teresa Noce Longo, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Angelina Merlin, Bianca Bianchi e Ottavia Penna Buscemi.
Cinque di loro sarebbero entrate nella “Commissione dei 75”, incaricata di scrivere materialmente la Carta costituzionale: Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti.
A tutte loro oggi va il nostro riconoscente omaggio.
Oghje sessione straordinaria di l’Assemblea di a Giuventù per un dibattitu annant’à à l’emancipazione di a Corsica è a reforma instituziunale. Sta giuventù ci hà fattu sapè u so parè, i so dubitti è a so voglia di participà à a cunstruzione di stu paese.
Ié ! Un populu c’hè !