Domani chi si ricorderà di noi? Chi farà celebrare qualcosa S. Messa per le nostre anime? A volte ci penso al dopo di noi... La cosa migliore è lasciare una traccia santa di come abbiamo vissuto, solo così potremmo essere ricordati..
*SANTI CARLO LWANGA e 12 compagni Martiri*⛪
*3 GIUGNO*
*† Namugongo, Uganda*
*3 GIUGNO 1886*
*La Chiesa cattolica venera quali Santi Martiri Ugandesi un gruppo di ventidue servitori, paggi e funzionari del re di Buganda, nell’odierna Uganda,* convertiti al cattolicesimo dai missionari d'Africa del cardinale Charles Lavigerie, i cosiddetti “padri bianchi”, che vennero fatti uccidere in quanto cristiani sotto il regno di Mwanga II (1884-1903) tra il 15 novembre 1885 ed il 27 gennaio 1887. Inizialmente l’opera dei missionari, avviata nel 1879, venne ben accolta dal re Mutesa così come dal successore Muanga, che però si fece influenzare dal cancelliere del regno e dal capotribù, decidendo la soppressione fisica dei cristiani, alcuni dei quali uccise addirittura con le proprie mani. Questa violenta persecuzione vide in totale un centinaio di vittime. in Uganda i cristiani subirono una violenta persecuzione. Tra loro Carlo Lwanga, capo dei paggi del re Muanga, bruciato vivo insieme a dodici compagni il 3 giugno 1886. Papa Benedetto XV beatificò i ventidue gloriosi martiri il 6 giugno 1920 ed infine furono canonizzati l’8 ottobre 1964 dal pontefice San Paolo VI. Questi, durante il suo viaggio in Africa del 1969, intitolò loro anche il grande santuario di Namugongo, eretto sul luogo del martirio di San Carlo Lwanga e dei suoi compagni. Questi martiri costituiscono il primo caso di fedeli cattolici dell’Africa sub-sahariana ad essere proclamati santi. Il Martyrologium Romanum pone le commemorazioni dei singoli martiri nei rispettivi anniversari di morte: ne consegue che al 3 giugno ricorre la memoria comune di Carlo Lwanga e 12 compagni, i più celebri tra gli appartenenti al gruppo, inseriti anche nel calendario liturgico latino. La data del 3 giugno ha una valenza doppia: è l’anniversario, ricordato dal Martirologio Romano, del martirio di Carlo Lwanga con 12 compagni; inoltre nel Calendario generale è la memoria liturgica comune di tutti i ventidue martiri ugandesi.
*Patronato:* UGANDA
*COMMENTO VANGELO*
📖
Se non puoi fare fuori una persona con le buone, e hai paura di farlo fuori con le cattive per non incappare nelle conseguenze, allora l’unica cosa che ti rimane è mettere quella persona contro i poteri forti:
_“Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?»”._
Mettere Gesù contro i Romani avrebbe comportato un rischio enorme per la sua vita, ma anche mettere Gesù dalla parte dei Romani avrebbe avuto delle conseguenze nefaste. Infatti tutto il popolo che fino ad allora lo seguiva, lo avrebbe cominciato a lasciare perché connivente con l’oppressore. *Cosa può fare Gesù davanti a una situazione simile?*
_“Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio»”._
Ecco la genialità di Cristo: per quanto i Romani possano risultare fastidiosi, oppressori e ingiusti, non si deve a loro la parte più essenziale di noi. Ai Romani gli si può dare i soldi ma non ciò che conta, la propria coscienza, la libertà radicale che ognuno si porta addosso come immagine e somiglianza di Dio. *Ognuno di noi ha i suoi Romani: una malattia, una situazione, un problema; ma ognuna di queste cose può prendersi molto ma non ciò che conta, perché ciò che conta è di Dio.* E questa è davvero una buona notizia, perché nelle situazioni di ingiustizia e oppressione che ciascuno vive, dobbiamo sempre ricordarci che rimaniamo radicalmente liberi anche quando ci sembra che ci viene tolto tutto. E davanti a una risposta del genere, anche i nemici rimangono a bocca aperta:
_“E rimasero ammirati di lui”._
*VANGELO*
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
*Dal Vangelo secondo Marco*
Mc 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
Parola del Signore
*Lode a te, o Cristo*
Carissimi amici e fratelli e sorelle vi ricordo il programma di Domenica 31 maggio 2026.
Ore 10.30 S. Messa
Ore 16.00 Ritiro spirituale mariano
Ore 18.00 Adorazione Eucaristica
Ore 19.00 S. Messa a seguire fiaccolata con il Quadro della Madonna del Soccorso.
Il ritiro spirituale è aperto a tutti.
Vi aspetto...
Infernale impurità!
Che cosa dolorosa è il pensare alle degradazioni impure nelle quali s’è gettata l’umanità con un’incoscienza che sconcerta!
L’impurità è come un baratro oscuro e profondo dal quale esalano miasmi letali; ci sono tre voragini in questa profondità tenebrosa che è abisso che chiama l’abisso, tre corruzioni una peggiore dell’altra. Quando si corrompe un frutto fermenta, si putrefà e vermina. Avviene qualche cosa di simile nell’impurità: l’umanità assetata di bellezza e di amore, lontana dal suo vero e divino oggetto, devia verso le creature e fermenta quasi nelle sregolate passioni. La familiarità con le creature genera il disgusto, poiché quale creatura può saziare un cuore umano? Allora si ricercano le emozioni più scellerate e funeste, e il fermento si putrefà. Nasce cosi l’erotismo, la ricerca del piacere per il piacere, con tutte le sue conseguenze degradanti e contro natura.
L’impuro è come un bevitore: più beve e più brucia, poiché il liquore lo accende, lo inaridisce, lo congestiona e lo sconvolge. La passione cresce quando è appagata, perché non è mai soddisfatta; nell’incontentabilità diventa più imperiosa, più prepotente, e precipita negli abissi della degenerazione con sua somma infelicità. È uno stato di dannazione anticipata. I dannati, infatti, sono creature deviate dal loro fine, immerse nel pantano delle loro iniquità, inabissate nel fuoco eterno in un’eterna ansietà, senza riposo né pace. Essi tendono all’Amore Eterno, perché creature sue, ma ne rifuggono, perché incapaci di amore. Egli non può attrarli con la forza, perché non sarebbero vivificati dall’amore; rimangono perciò nelle loro fiamme in un’eterna infelicità. L’impuro non è più di Dio, è immerso nel fango delle proprie passioni, è bruciato dal loro fuoco, ci si dibatte disperatamente, e poiché è ancora viatore, cerca nuovi abissi di male e raffina la propria malizia nella speranza d’intensificare un piacere e una voluttà che non trova. Satana così sazia la sua sete di odio contro gli uomini che debbono prendere il suo posto nelle eterne sedi: invidioso della loro felicità, li allontana da Dio dando loro in pascolo la carne.
Padre Dolindo – Servo di Dio
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*Buongiorno nell'amore del Fiat di Maria*
*Ogni nostro Atto nella luce dell' alba Divina.. si trasformi in Atto di amore...*
*Perché solo vissuto nell' amore può essere abbracciato da Dio e essere dimora Divina..*
*Dobbiamo essere luce e amore anche per chi ci odia e ci disprezza....*
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❤️Che belle parole ha rivolto il nostro Papa Leone XIV alle donne anziane!
Un breve estratto...
"Voi, relegate al silenzio... Oggi vi dico che la vostra preghiera non è stata vana, il vostro rosario non è una reliquia del passato, ma una chiave viva che apre le porte del presente. Voi siete l'esercito nascosto del cielo. Voi siete pilastri invisibili che sostengono intere famiglie. Voi siete ponti tra generazioni spezzate, e ogni Ave Maria che recitate può salvare un'anima dall'abisso... e voi, mie care donne anziane, avete un posto privilegiato nel piano di salvezza. Attraverso di voi, Dio continua a riversare grazie sulle generazioni future, anche quando queste non credono più, non pregano più, non cercano più... Quando una nonna prega, l'inferno trema. Quando una nonna offre la sua stanchezza in sacrificio, gli angeli si inchinano... Dite loro che la loro preghiera è santa e che il Papa le benedice."
Grazie