È morta Marjane Satrapi, fumettista franco-iraniana nota in tutto il mondo per “Persepolis”, romanzo poi diventato film che racconta la sua vita in Iran durante la Rivoluzione islamica e il suo successivo esilio in Europa. Aveva 56 anni
"Marjane è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita", si legge in una dichiarazione della famiglia inviata all'AFP
VORREI SAPERE PERCHÉ NEI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO FEMMINILE TUTTI I MAGLIONI SONO CORTI LE GIACCHE SONO CORTE LE MAGLIETTE SONO CORTE I DOLCEVITA SONO CORTI CHE NON POSSO MANCO METTERLI DENTRO AI JEANS I JEANS CORTI MADONNA SMETTETELA CON STA ROBA CORTA
B A S T A
Il sindaco di Inverigo, che ha fatto togliere dalle elementari lo striscione con scritto PACE, ha detto al TG3 che lo ha fatto perché devono essere espresse tutte le posizioni. Si aspettava uno striscione con scritto GUERRA. Io penso che la deriva di sto paese è terrificante.
Francesca Albanese e la dignità del sapere: quando la competenza viene scambiata per arroganza.
Usare il proprio trauma o quello altrui come scudo ideologico per negare la realtà di Gaza è la forma più vile di manipolazione morale.
L’uscita di Francesca Albanese dallo studio di In Onda su La7 non è stato un gesto impulsivo né un capriccio da “maestrina”, come qualcuno ha tentato di ridicolizzare. È stato un atto di coerenza, di dignità e di rispetto verso la verità, la conoscenza e il principio stesso di competenza.
La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, giurista di fama internazionale, ha deciso di lasciare la trasmissione dopo essersi trovata costretta a discutere con interlocutori completamente privi di preparazione sul tema del genocidio a Gaza. Un gesto raro in un Paese che confonde il diritto alla parola con il diritto all’improvvisazione.
Francesca Albanese ha detto chiaramente: “Sono una giurista, una tecnica. L’interlocuzione con chi non ha conoscenze del tema è impossibile.” Ha perfettamente ragione.
In Italia, quando si parla di Palestina, diritto internazionale o crimini di guerra, il dibattito è ormai in mano a giornalisti economici, opinionisti di salotto e sedicenti esperti che non distinguono una Convenzione di Ginevra da un comunicato stampa. Gli stessi che, pur non sapendo nulla, pretendono di “discutere” con chi ha dedicato la vita allo studio del diritto umanitario. In questo contesto, la lucidità diventa un atto di resistenza.
Le parole di Francesca Albanese sulla senatrice Liliana Segre sono state volutamente travisate da chi non vuole capire. Albanese ha espresso profondo rispetto per la vicenda umana della senatrice, ma ha avuto il coraggio di denunciare la sistematica strumentalizzazione della sua figura da parte di chi usa il suo dolore per giustificare l’ingiustificabile: la negazione di un genocidio in corso.
Non è mancanza di rispetto, è lucidità morale. Il dolore, per quanto sacro, non può sostituire la competenza. La testimonianza di una tragedia non può diventare un lasciapassare per negare un’altra. Come ha spiegato Albanese con una chiarezza disarmante: “Se una persona ha una malattia, non va da un sopravvissuto per farsi diagnosticare, ma da un oncologo.”
Il dolore di Segre è incommensurabile, ma chi ne abusa per legittimare la violenza contro un altro popolo non lo onora: lo tradisce. È un insulto alla memoria dell’Olocausto, che non può essere piegata a coprire altri crimini contro l’umanità. Usare il proprio trauma o quello altrui come scudo ideologico per negare la realtà di Gaza è la forma più vile di manipolazione morale.
L’episodio di In Onda ha messo in luce una verità che molti fingono di ignorare: il dibattito pubblico italiano è prigioniero dell’analfabetismo funzionale. La gente non capisce ciò che legge e non ha gli strumenti per comprendere ciò che accade nel mondo. Così, l’emozione sostituisce la logica, la propaganda prende il posto della conoscenza e chi parla di diritto viene accusato di “fare politica”.
Quando una relatrice ONU con anni di esperienza viene messa sullo stesso piano di opinionisti che non conoscono nemmeno le basi del diritto internazionale, non siamo davanti a un confronto, ma a una caricatura della democrazia. È la messa in scena dell’ignoranza travestita da pluralismo. Questo Paese ha trasformato la superficialità in virtù e l’incompetenza in libertà d’opinione. Chi studia viene deriso, chi ignora viene esaltato. È un trionfo della mediocrità, che rende impossibile qualsiasi discussione seria sulla verità e sulla giustizia.
Le accuse di propaganda rivolte a Francesca Albanese sono il riflesso della disperazione di chi non ha argomenti. La sua voce è scomoda perché non si piega, non recita copioni e non serve nessun potere.
Continua nel commento…
- Recentemente hai detto che Hamas ha riportato la questione palestinese al centro del dibattito, queste parole qualcuno le ha interpretate come un lasciapassare nei confronti del terrorismo, tu cosa gli rispondi a chi le ha interpretate in questo modo?
- Non è quello che volevo dire... Mi piacerebbe vedere la liberazione di un popolo oppresso senza la violenza.. I palestinesi 30 anni fa hanno rinunciato alla lotta armata, si sono accordati, hanno accettato di avere uno stato su quella terra ma quella terra ha continuato ad essere divorata dalla colonizzazione israeliana... Ma come si fa ad immaginare che non si crei risentimento? Per questo io dico, è stato violentissimo quello che ha fatto Hamas. I crimini di Hamas vanno giudicati e puniti... Quell'attacco violentissimo, brutale, quello squarcio, ha riportato la questione al centro del dibattito internazionale e sta facendo vedere a tutti cos'è la vita dei palestinesi e mi dispiace, ma purtroppo quello che ci dice la comunità internazionale è che ai popoli oppressi non rimane che la violenza per liberarsi ed è gravissimo.
sono venticinque anni che una nazione intera è incollata alla tv per vedere una fiction in cui un prete risolve casi al posto dei carabinieri in piccole città dell’Umbria. La nostra zona di comfort ❤️
#donmatteo14
le settimane di attesa per scoprire il m0rto della stagione, i flash-forward sparsi in ogni puntata che non ti facevano capire niente, l'iconicità di annalise keating, le scene in tribunale, i keating 5, il caos, buon compleanno htgawm