Indossando una maglietta di Prada da 1.100 euro, l’attrice Jasmine Trinca proclama: “Io sono contro il capitalismo”.
Questa “durissima” presa di posizione è avvenuta durante il Festival del Cinema di Venezia, noto tempio del proletariato.
Ineccepibile #Cacciari, con la consueta lucidità che lo contraddistingue: “Ma smettetela con queste ideologie! I voti vanno a AfD e Vannacci perché la gente in Europa non ne può più. È un’Europa in briciole. La gente protesta contro questa politica sciagurata.”
Report deve andare avanti e darò anche io la mia mano come autore (volontario) per le prime puntate della ripresa:
1. Lavitola era in rapporti con il clan Senese? Due puntate, metà e fine ottobre.
2. Le aziende che commercializzano pesce a Roma si interfacciano tra loro, quali rapporti ha avuto la Delimed, amministratore unico Sigfrido Ranucci, e quali clienti serviva? Una puntata dedicata a novembre.
3. Il fratello di Sigfrido, Massimiliano Ranucci, ha aperto e chiuso 19 aziende in pochi anni. Tutte nella stessa area, ma di natura diversa. Chiediamo a Bellavia una perizia sui movimenti di denaro? Due puntate. Nell'ultima, raccontiamo a bassa voce ma con la musica giusta questo schema. Lo schema Ranucci:
molte società → molte cancellazioni → ruoli amministrativi/liquidatori ricorrenti → soggetti che riappaiono in società collegate → sostituzioni nella fase terminale delle società.
Nel caso DELIMED, per esempio, la sostituzione di Massimiliano Ranucci con Creppy avviene il 23 novembre 2015; il 16 dicembre, appena 23 giorni dopo, viene approvato il bilancio finale; il 7 gennaio la società viene cancellata.
Anche solo pochi anni fa, se qualcuno dell’organizzazione giovanile del PD ( i Giovani Democratici) si fosse azzardato a celebrare pubblicamente Fidel Castro - un dittatore che ha ucciso, torturato e imprigionato chi non la pensava come lui - sarebbe stato dolcemente invitato ad iscriversi a Rifondazione Comunista.
Oggi invece, che il Pd in sostanza È DIVENTATO Rifondazione Comunista, c’è da scommettere che costoro verranno invece premiati.
La Camera di Commercio della Florida ha pagato uno spazio pubblicitario a Times Square per celebrare lo sviluppatore economico dell’anno. Chi è? Il sindaco di New York Mamdani. La motivazione? “Volevamo ringraziarlo per i posti di lavoro, le aziende, le persone che sta spingendo fuori da New York e stanno venendo in Florida”.
Peggio della indignata che ha abbandonato il concerto in onore di De Andrè perché c’era Salvini, c’è solo la nipote di De Andrè, Alice de Andrè, (che non ha mai conosciuto suo nonno in quanto morto prima che nascesse lei) che, per 5 minuti di visibilità, è salita in cattedra e ci ha detto che il nonno gli avrebbe risposto per le rime a Salvini. Peccato che De Andrè è stato spesso duramente contestato durante i suoi concerti e LUI NON HA MAI CACCIATO NESSUNO, semmai ha cercato il confronto. Adesso non solo puoi fare l’artista solo se sei di sinistra, ma anche per ASCOLTARE UN CONCERTO TE DEVI PORTA LA TESSERA DEL PD, AVS o quella di antifascista. E poi voi sareste gli APERTI DI MENTE?!🤡
Ho passato tutta la mia vita a sostenere la necessità dell’apertura, dello scambio, della crescita inesauribile che deriva dal contatto e confronto con culture differenti.
Lo capii a 19 anni, quando feci l’Erasmus in Gran Bretagna e capii quanto pericoloso possa essere il chiudersi e rifiutare il confronto con altre culture, altri modi di vivere altri pensieri.
E ancora lo penso. Anzi è una delle convinzioni più radicate che ho.
Ma se mi venite a raccontare che la vittoria di Abdul El-Sayed alle primarie democratiche del Michigan per il Senato rappresenta tutto questo, ho davvero seri dubbi.
Questo signore - la cui vittoria è stata appena festeggiata online dai Fratelli Musulmani - rappresenta infatti la negazione completa dei princìpi a cui accennavo in apertura.
E il fatto che sia o si avvii a diventare il nuovo eroe della sinistra italiana la dice molto lunga su come davvero, in questi anni, tutto si sia completamente capovolto.
Il Paese più indebitato, quello che ha preso più soldi europei per investimenti, ora chiede di potere fare più debito per riuscire a realizzare gli investimenti. È anche per questa ragione che l’Italia cresce pochissimo: vuoto di idee e consapevolezza.
Il Teorema di Gratteri alla prova dei dati.
Nei 273 comuni sciolti per mafia dal 1991, il No ha vinto in 199 casi: 3 su 4 (72,9%). In termini di voti complessivi, in questi 273 comuni il No ha raccolto il 60,2% contro il 39,8% del Sì.
Con @DavideMattone. https://t.co/oKfGkLkDZJ
Giorgio Mule’ non è indagato.
Negli atti c’è solo una persona che lo nomina (“si diceva che qualcuno diceva che si era interessato, ma non so”).
Atti che, comunque, non avrebbero potuto per legge entrare in possesso dei giornalisti.
Tuttavia ecco l’articolo che un quotidiano ne tira fuori.
Con tanto di sottotitolo “Mule’: non ricordo”, che nelle scuole di merda nel ventilatore si insegna essere perfetto per instillare il dubbio nel lettore.
@giorgiomule ovviamente, paga soltanto l’aver sostenuto con l’efficacia maggiore, tra tutti noi, le ragioni del SÌ al referendum.
E per questo, deve essere punito da quello stesso “complesso giudiziario-giornalistico” (semi-cit) di cui spesso abbiamo parlato.
Questa è l’Italia del 2026, signore e signori.
Se voi dite che va tutto bene così, che questo è il massimo della liberal-democrazia a cui possiamo aspirare, beh allora anche questo weekend - come lo scorso - ci inchiniamo alla volontà popolare.
Il paradossale referendum di domenica. Una destra che rischia proponendo una riforma liberale e una sinistra a testa bassa a difesa di un ordinamento fascista. E l'Italia va a rotoli
72 minuti. 72 minuti di delirio in diretta mondiale.
72 minuti in cui il Presidente degli Stati Uniti ha confuso la Groenlandia con l’Islanda. Più volte. Mentre spiegava perché vuole comprarla.
72 minuti in cui ha minacciato un alleato NATO, la Danimarca, con queste parole: “Potete dire di sì, e lo apprezzeremo. Potete dire di no, e ce lo ricorderemo”.
72 minuti in cui ha definito la Groenlandia “un pezzo di ghiaccio” da cui dipenderebbero i destini della Terra: “Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
72 minuti in cui ha dichiarato di avere “100% sangue scozzese e 100% sangue tedesco”. Che farebbe 200%. Ma la matematica, evidentemente, non è il suo forte.
72 minuti in cui ha affermato che gli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale, avrebbero “restituito la Groenlandia alla Danimarca”. Peccato che sia falso. Gli Stati Uniti non hanno mai posseduto la Groenlandia. Mai. Nel 1916 riconobbero ufficialmente la sovranità danese. Durante la guerra ottennero solo basi militari temporanee. E nel 1946 provarono a comprarla offrendo 100 milioni di dollari. La Danimarca disse no. Non c’è stata nessuna “restituzione”.
72 minuti in cui ha sostenuto che “la Cina non ha pale eoliche”. La Cina. Il Paese che da 15 anni consecutivi è il primo produttore mondiale di energia eolica. Quello che costruisce il 45% di tutti i progetti eolici del pianeta.
Ma per Trump, “non hanno campi di mulini a vento”. Li vendono “agli stupidi”.
72 minuti in cui ha detto che “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela”. Peccato che il CEO di ExxonMobil, tre giorni prima, gli avesse detto in faccia che il Venezuela è “non investibile”. Peccato che Trump si sia infuriato e abbia minacciato di escludere Exxon. Peccato che le altre compagnie stiano alla finestra, terrorizzate.
Ma lui, a Davos, ha detto che “stanno venendo tutte”.
72 minuti in cui ha affermato che “praticamente non c’è inflazione” negli Stati Uniti. L’inflazione americana è al 2,7%. Superiore all’obiettivo della Fed. In aumento, secondo le previsioni, a causa dei suoi stessi dazi.
Ma per lui, “praticamente non c’è”.
72 minuti in cui ha attaccato il presidente della Federal Reserve chiamandolo “stupido” e “Jerome troppo-tardi Powell”. In diretta. Davanti ai leader economici mondiali.
72 minuti in cui ha raccontato di aver messo dazi alla Svizzera per ripicca, perché “una donna” di cui non ricorda il nome “lo aveva accarezzato per il verso sbagliato”.
72 minuti in cui ha detto che “ieri il mercato è crollato a causa dell’Islanda”. L’Islanda. Un Paese con 380.000 abitanti. Che avrebbe fatto crollare Wall Street.
72 minuti in cui ha sostenuto che gli Stati Uniti “hanno pagato il 100% della NATO”. Il 100%. Quando la quota americana del budget NATO è circa il 16%.
Ma per lui, il 100%.
72 minuti in cui ha confuso l’Azerbaigian in “Aber-bajian”.
72 minuti di flusso di coscienza. Di bugie verificabili. Di numeri inventati. Di minacce ad alleati. Di insulti a funzionari. Di gaffe geografiche. Di millanterie smentite dai fatti.
E il mondo, in silenzio, ha guardato.
Ha guardato il Presidente della più grande potenza mondiale confondere due nazioni, minacciare la Danimarca, insultare la Fed, mentire sul Venezuela, inventarsi dati sull’inflazione, negare l’esistenza dell’industria eolica cinese.
72 minuti.
E pensare che una volta, per molto meno, le carriere politiche finivano.
Oggi, invece, si va avanti verso il prossimo delirio.
Benvenuti nel 2026.
#Davos #Trump
Visto che Gratteri è diventato il principale volto del "no" alla riforma della giustizia è giusto ricordare il suo curriculum, fatto di maxi indagini con decine/centinaia di arresti ingiusti. Alcuni esempi: la maxi operazione contro la ’ndrangheta del 2003 a Platì, nella Locride, con 125 misure di custodia cautelare (alla fine solo in 8 vennero condannati); l’operazione “Circolo formato” del 2011, con l’arresto di 40 persone, tra cui il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e diversi assessori (gli amministratori locali poi vennero assolti); la maxi operazione "Stige", con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati poi assolti - all'epoca degli arresti Gratteri la definì "la più grande operazione degli ultimi 23 anni" e "un’indagine da portare nella scuola della magistratura"); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 persone destinatarie di misure cautelari (in primo grado sono stati assolti 131 imputati su 338, praticamente uno su tre); l’inchiesta del dicembre 2018 che sconvolse la politica calabrese, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio contro l’allora presidente della regione, Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l'azienda è fallita); l'indagine contro Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, accusato e poi assolto definitivamente dalle accuse infamanti di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso (accuse che gli costarono anche un mese ai domiciliari). Eccetera eccetera.
Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni. Dal 2018 al 2024 lo Stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35% della spesa nazionale (220 milioni).
Quando sul Foglio pubblicai questi numeri, Gratteri mi accusò di riportare “dati totalmente falsi” (peccato siano tratti dalla relazione del ministero della Giustizia). Poi, parlando di sé in terza persona, disse che “non c’è una sola ingiusta detenzione attribuibile a Nicola Gratteri”. Un’altra bufala, come spiegai raccontando la storia dell’imprenditore Francesco Zito, arrestato nella maxi operazione “Stige” condotta proprio da Gratteri, recluso per 26 giorni in carcere, ristretto altri 152 giorni ai domiciliari, infine assolto e indennizzato per l’ingiusta detenzione con 47 mila euro.
Bufale, come quelle che ora Gratteri racconta contro la riforma Nordio, accusandola di sottomettere il pm all'esecutivo (falso: l'articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire autonomia e indipendenza all'intera magistratura, giudici e pm).
Eppure Gratteri continua a essere intervistato ogni giorni, senza contraddittorio, da tv e giornali, per commentare la riforma costituzionale e per parlare di "giustizia giusta". Lui.
Il peggior nemico della democrazia è la disinformazione. Visto che ci attendono mesi di dibattito sul referendum fate girare, se volete
“Where’s the aid?”
🎥 Footage from just 4 days ago shows Hamas terrorists looting an aid truck, this is the same organization spreading false claims about a deliberate starvation campaign in Gaza. Make it make sense.