Al momento dell'annessione il Regno delle Due Sicilie possedeva 443.200.000 di Lire-oro, mentre tutti gli altri stati preunitari insieme 225.200.000; il Regno dei Savoia appena 27.000.000 di Lire-oro e, le riserve auree, garantivano solo un terzo della carta moneta circolante.
📌📒La storia nascosta
Benito Li Vigni (1935 - 2008), giornalista e libero docente di geopolitica è stato uno stretto collaboratore di Enrico Mattei ricoprendo importanti incarichi nel gruppo Eni.
This is what Bolivia's highways look like at the moment.
Each town & village blocks their stretch, and the union members in each community take turns at the barricades. This is part of the general strike against neoliberalism. Now entering week 3.
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼 𝗔𝗹𝗺𝗶𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶
In questi giorni, è tutta una glorificazione di Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano. Come è ovvio, sono soprattutto le pagine dei sostenitori della destra bluette neoliberale e atlantista a celebrarlo nell'anniversario della morte. Noi che, seguaci di Gramsci, non apparteniamo alla parrocchia della destra bluette neoliberale, né ci riconosciamo in alcun modo nella storia e nelle idee del fascismo (che comunque riconosciamo come più serio delle odierne destre bluette neoliberali e atlantiste), possiamo forse più liberamente provare a tracciare un profilo oggettivo. Se volessimo formulare un giudizio sintetico sulla figura di Almirante, potremmo ragionevolmente asserire che egli non fu il continuatore del fascismo di Mussolini nel dopoguerra, ma ne fu invece il traditore, spianando la strada alla metamorfosi kafkiana della destra postfascista, divenuta già con Almirante semplice avamposto dell'atlantismo. Come è noto, Mussolini, quando ormai il fascismo stava per cadere, disse inequivocabilmente che, una volta che il fascismo si fosse esaurito, i suoi uomini avrebbero dovuto sostenere senza esitazioni il Partito Socialista di Nenni: insomma esaurito il fascismo, era per Mussolini necessario tornare direttamente al socialismo, da cui il fascismo era nato. Lo disse, tra gli altri, anche allo stesso Almirante. Mussolini disse anche, con eguale chiarezza, che, dovendo scegliere tra un'Italia vicina alle potenze angloamericane, alla Germania di Hitler o alla Unione Sovietica di Stalin, non vi era dubbio che la scelta preferibile fosse l'ultima. Proprio così, Mussolini scelse Stalin, non Hitler e non le potenze "demoplutocratiche", come egli le appellava. Ora, Almirante non fece altro che tradire su tutta la linea il programma di Mussolini. Il Movimento Sociale Italiano, infatti, non soltanto non si schierò al fianco del Partito Socialista, ma scelse sempre la destra radicale, non solo quella filomonarchica, ma perfino la destra della Democrazia Cristiana. Per quel che riguarda la politica estera, Almirante fu sempre spietatamente antisovietico e nemmeno troppo obliquamente filoatlantista, avventurandosi perfino a candidare un generale della NATO, Birindelli. Come bene disse Costanzo Preve, il postfascismo fu sostanzialmente un fenomeno di normalizzazione atlantista dell'Italia. Le odierne destre bluette neoliberali e atlantiste sono solo il tragicomico precipitato ultimo di questo tradimento ed è un pittoresco episodio di superficialità e di fraintendimenti il fatto che molto spesso si pensino come continuatrici del fascismo mussoliniano e come tali vengano goffamente additate dagli avversari politici.
"By getting rid of paper archives and replacing them with digital archives, they can erase history. One day, you'll encounter the message "the page does not exist," and the next day, you'll see them deny that it ever really happened. " - Julian Assange
Per migliorare la società andrebbe riconosciuto immediatamente un salario a tutte le donne e mamme che decidono di non lavorare per crescere i propri figli.
Berlin police forced the German Communist Party to censor the most famous picture of the liberation from fascism because it shows a soviet flag. This state enforced historical revisionism is cartoonishly dystopian and dangerous.
During the Nuremberg Trials, Hermann Göring gave an interview to psychologist Gustave Gilbert and said:
“Of course the people don’t want war. Why would some poor farmer want to risk his life in a war when the best he can hope for is to come back to his farm in one piece?
Naturally, people don’t want war. No one wants war in Russia, England, America — not even in Germany. That’s obvious.
But in the end, it’s the leaders of a country who determine policy. And it’s always a simple matter to drag the people along, whether it’s a democracy, a communist state, a parliament, or a fascist dictatorship.”
Gilbert objected:
“But there is one difference in a democracy — the people have a voice through their elected representatives.”
To which Göring replied:
“That’s all well and good, but whether the people have a voice or not, they can always be brought to the bidding of the leaders. That is easy. All you have to do is tell them they are being attacked, and denounce the pacifists for lack of patriotism and for exposing the country to danger. It works the same in any country.”
— Nuremberg Diary, April 18, 1946
Doesn’t it sound familiar?