@Geniustechw The culture, the state of mind, the education. When you actually see the difference between their neighborhoods and let's say other's neighborhoods you know there's nothing to do but segregate.
@Agenzia_Ansa Finché si rispettano le regole del gioco! Come uomo capisci subito se una donna ti risponde o no all'approccio gentile, tipo battute, risate, inviti, sguardi. Quando non lo fa, insistere porta sempre a situazioni problematiche
@AzzurraBarbuto Non se ne andranno e continuano ad arrivare se lo stato non si fa sentire con forza e decisione. Stiamo ancora discutendo se i carabinieri possono usare o no le armi in dotazione.
UN TEDESCO IN POLONIA RESTA SCONVOLTO DALLA SICUREZZA CHE REGNA NEL PAESE GRAZIE ALLE POLITICHE ANTI-ACCOGLIENZA. ECCO LE SUE PAROLE:
“Corro di notte attraverso un parco cittadino in Polonia. Giovani donne mi vengono incontro, vestite con minigonne. Sono già passate le 22:00. Sembra che sia l’assoluta normalità. Vengo dalla Germania e riesco a malapena a comprendere questa normalità. Anche un bambino gioca con la palla, mentre la mamma si rallegra. Il parco cittadino è pulito e sicuro. Ripenso a qualche giorno fa in Germania. Che cosa, per favore, abbiamo fatto della Germania? Che cosa, per favore, abbiamo fatto della nostra patria?”
Elon Musk just asked the question every wealthy member of Congress hopes nobody ever asks out loud.
$200,000 salary. $20 million net worth. Nobody has ever had to account for that gap.
Musk: “How’d they get $20 million if they’re earning $200,000 a year? Nobody can explain that.”
Not one committee. Not one hearing. Not once.
Here’s why. The people vote. The bureaucracy decides.
Musk: “We really have here rule of the bureaucracy as opposed to rule of the people.”
And bureaucracy protects itself. The money leaves the Treasury and lands in a nonprofit built the year before.
Musk: “If you have a government-funded nongovernmental organization, you’re simply a government-funded organization.”
Then it crosses a border. It moves through NGOs, other countries, other currencies.
Musk: “NGOs are a way to do things that would be illegal if they were the government, but are somehow made legal if it’s sent to a so-called nonprofit.”
A human tracing that chain gives up around the hundredth transfer.
A machine doesn’t stop at one hundred. Or one hundred thousand.
The Pentagon has failed every financial audit since 2018. Eight years straight. The budget went up anyway. Bureaucracy doesn’t get punished. It gets funded again.
Musk: “Normally, the bureaucracy eats revolutions for breakfast. This is the first time the revolution might actually succeed.”
Not because Washington got honest.
Because something showed up that doesn’t get tired, doesn’t get paid off, and doesn’t stop counting.
Complexity was never a hiding place. It just hadn’t been read yet.
At this tiny prison in Greenland, literally the edge of the world, there are only 12 inmates: 1 Palestinian and 11 Algerians.
It must be Islamophobia, and definitely nothing to do with their disproportionately high crime rate.
🚨🇳🇱 Geert Wilders :
« Le wokisme est terminé. Le multiculturalisme et l’immigration massive se sont révélés être un échec complet.
Tous les illégaux doivent être expulsés et les frontières sécurisées. Nous allons rendre à l’Europe sa grandeur. »
Que pensez-vous des propos de Geert Wilders ?
A. Il a entièrement raison
B. Wilders est l’avenir de l’Europe
C. Ses idées sont extrêmes
D. C’est une bonne intention
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Muslim propagandists are losing their minds over Citizen Vigilante.
For three years they spread the most disgusting lies about October 7th, celebrated the massacre of Jews, demonized Israel with blood libels, and weaponized every false accusation they could find.
Now that a movie is showing the truth about what their communities are actually doing in Europe, grooming gangs, violence, and crime, they’re suddenly screaming about “incitement” and “far-right propaganda.”
Cry me a fucking river.
You spent years bullying and dehumanizing a religious minority based on lies. Now the same energy is coming back at you based on truth, and you can’t handle it.
You abused Western freedom of speech to spread hatred. Now you’re tasting the consequences.
This is just the beginning. Drink from the same cup.
"Leggere Islam – Una guida chiara e semplice di Paola Kafira non è affatto semplice. Non perché il libro sia oscuro, ma perché è limpido. E talvolta la limpidezza non consola: costringe a guardare. Queste pagine non conducono verso la serenità della conoscenza, ma verso domande inquietanti sulla natura umana, sul rapporto tra ideologia, potere e violenza. Il lettore vi si affaccia come sul bordo di un precipizio, scoprendo che il male non appartiene soltanto alla storia o agli altri, ma è una possibilità inscritta nell’essere umano stesso. Si scopre così che il cuore dell’uomo — quel luogo che vorremmo custodire come intatto — può essere deformato, corrotto ed abitato dal male.
Se il contenuto del libro preoccupa per ciò che rivela, non si può non riconoscere l’eccezionale sforzo compiuto dall’autrice per raggiungere una sintesi così tanto lucida. Dietro la scorrevolezza della lettura si intravedono anni di studio, di confronto e di ricerca dei testi ufficiali, di paziente lavoro di selezione e comprensione delle fonti. Tra le pagine si cela anche l’inquietudine dell’autrice stessa; tra le parole trapela la sofferenza di chi ha guardato il male senza distogliere lo sguardo. Si avverte il peso di una conoscenza che non lascia indenni, l’incontro con forme di malvagità che, una volta comprese, impediscono di osservare il mondo con la stessa innocenza di prima.
La maggior parte ritiene l’Islam una semplice religione tra le altre, riducibile a un diverso insieme di rituali, precetti o preghiere. Si tende a pensare che le religioni si distinguano soltanto per il nome attribuito a Dio o per alcune pratiche esteriori, mentre il loro fine ultimo sarebbe comunque orientato al bene.
Non è così per l’Islam!
Proprio nella premessa Paola Kafira definisce l’Islam come «…un’ideologia che si prefigge di gestire la vita sia dei musulmani che dei non musulmani». È una definizione che orienta il lettore fin dalle prime pagine. Se l’obiettivo è governare integralmente la vita dell’uomo, non siamo più di fronte a una semplice esperienza religiosa, ma a un’ideologia totalizzante. Una visione che, attraverso la sottomissione a regole e comportamenti, finisce per sacrificare quei principi di libertà e di uguaglianza che costituiscono uno dei fondamenti della civiltà occidentale. Se una dottrina prevede, prescrive o consente la pena di morte, anche mediante lapidazione per adulterio, lo stupro, le mutilazioni genitali femminili, l’obbligo del velo, la violenza domestica, la menzogna, la schiavitù, la tortura e l’assassinio degli infedeli e degli apostati, allora ci troviamo dinanzi a una concezione della vita che finisce per annientare la vita stessa e, quindi, ad un’ideologia della morte.
Se da una parte abbiamo il profeta dell’Islam Maometto, diretta espressione di Allah, il quale afferma: «il terrore mi ha reso vittorioso», dall’altra c’è Gesù che invita ad amare anche chi ci odia: «Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male» (Luca 6,27-28). Gesù, ebreo, si colloca pienamente nella tradizione ebraica, dalla quale attinge e che porta a compimento attraverso un messaggio fondato sulla misericordia, sul perdono e sull’amore universale. Mentre l’ebraismo e il cristianesimo insegnano il comandamento dell’amore, l’Islam considera proprio gli ebrei e i cristiani i principali nemici e fin dall’infanzia insegna non ad amarli, ma a odiarli e combatterli. Qui non si tratta di contrapporre un “noi” migliore a un “loro” peggiore. Si tratta, piuttosto, di analizzare con attenzione le ricadute concrete che l’ideologia islamica produce all’interno di una società. Il punto centrale è che l’Islam non separa la dimensione religiosa da quella politica e giuridica: al contrario, tende a concepirsi come sistema complessivo, pervasivo, destinato a orientare non solo la fede individuale, ma anche la legge, i comportamenti sociali e l’organizzazione stessa della vita collettiva. Lo si osserva con particolare evidenza negli Stati a guida islamica, dove il confine tra diritto e religione tende a dissolversi fino a scomparire. La legge dello Stato non si limita a convivere con i precetti religiosi, ma spesso ne diventa espressione diretta, traducendo i dettami islamici in norme giuridiche vincolanti. È proprio questa sovrapposizione tra religione, diritto e potere politico che rende l’Islam non soltanto una fede, ma un sistema ideologico-politico destinato a permeare ogni ambito della vita individuale e collettiva.
Questa impostazione si distingue profondamente dal percorso storico seguito all’Occidente. Attraverso un lungo processo di secolarizzazione, le democrazie occidentali hanno progressivamente distinto la sfera religiosa da quella politica e giuridica, affermando il principio di laicità dello Stato. La religione continua a rappresentare un elemento essenziale della vita di molti individui, ma non costituisce più la fonte diretta della produzione normativa né il fondamento dell’organizzazione del potere pubblico. È proprio questa distinzione tra autorità religiosa e autorità civile che ha consentito lo sviluppo di ordinamenti fondati sul pluralismo, sulla libertà di coscienza e sull’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.
Il libro di Paola Kafira squarcia il velo dell’ipocrisia e del politicamente corretto. È una lettura che dovrebbe indurre tutti noi a interrogarci, con sconcerto, sul ruolo delle istituzioni e della comunicazione mainstream, troppo spesso impegnate ad attenuare, sfumare o offuscare l’ideologia islamica che, invece, dovrebbe essere osservata e giudicata per ciò che realmente è: un nemico del bene! Anziché fare chiarezza, finiscono per gettare una cortina di fumo su questioni che richiederebbero il coraggio della verità e della trasparenza.
Il pensiero di Paola Kafira richiama inevitabilmente quello di Oriana Fallaci ne La rabbia e l’orgoglio. Pur con percorsi, esperienze e linguaggi differenti, entrambe rappresentano la voce di donne che hanno scelto di non tacere di fronte a una realtà incompatibile con la libertà e la dignità femminile, perché è soprattutto la donna in tutte le sue espressioni ad essere il bersaglio principale della sottomissione islamica. La sottomissione della donna da parte dell’Islam non rappresenta soltanto la negazione della sua libertà. È la sottomissione della vita stessa. La donna è il grembo da cui nasce ogni essere umano, il primo luogo della cura, della relazione e della trasmissione della cultura. Umiliarla, ridurla a strumento o privarla della sua dignità significa impoverire l’intera umanità.
«Per il bene della società italiana e per il bene degli stessi musulmani, che non meritano di vivere intrappolati e manipolati da questa ideologia»; con queste parole Paola Kafira conclude il suo libro, affidando al lettore un invito alla riflessione che va ben oltre la semplice denuncia".
La splendida recensione dell'avvocato Domenico Conversa, anche sul suo blog, che non potevo non condividere 🥹🙏
https://t.co/asQWMF3mLq
@incel_aidigino Nel nostro contratto sociale i cittadini hanno delegato, non in totalità, allo Stato il diritto di usare la violenza per mantenere un sistema giusto, funzionale, di diritto. Quanto lo stato fallisce la società collassa ed ecco i vari predatori
England is safer for rapists than for Christians.
One of the leaders of the muslim rape gangs is being set free after raping more than 30 children.
The UK government did more against me, than against that rapist.
‼️ Io non mollo e non arretro di un centimetro! Gli islamisti mi denunciano: vogliono portarmi in tribunale, vogliono imbavagliarmi, vogliono zittirmi, vogliono bloccare le mie battaglie contro l'islamizzazione e per la libertà delle donne.
Non mi faccio intimidire!
@Agenzia_Ansa Quindi alla fine Hamas sono terroristi? Voi, BBC, Albanese e tanti altri avete sostenuto che erano lottatori per la libertà! Questo tizio è musulmano? Meglio chiedere agli ebrei chi è esattamente questo Moumen, perché potrebbe essere un'altro giornalista/attivista col mitra
Da ricordare: il governo Conte II, nel 2020, spese 1.25 miliardi di euro per 880 milioni di mascherine non idonee, acquistate da fornitori cinesi a un prezzo 3-4 volte superiore a quello di mercato. Esse sono finite in discarica, assieme al denaro pubblico usato per comprarle.
🚨🇬🇧 "A gang of POLICE OFFICERS would take it in turns to RAPE the children."
VPs @WillColeshill interviews @officialsammyuk about the Rape Gang Inquiry
A reminder that the highly successful 2008 film Taken, starring Liam Neeson, followed a retired CIA operative hunting down the men who abducted his daughter during a trip to Paris.
The gang he fought were Albanian sex traffickers.
This wasn't some bigoted fantasy. France has long been a destination and transit country for human trafficking, including sex trafficking, and Albanian organised crime groups have operated there for decades.
Citizen Vigilante, starring Armie Hammer, follows a similar premise by tackling a real-world issue. In fact, it was inspired by a case in Germany where the perpetrators of a horrific crime walked free.
Yet now the left wants you to believe Citizen Vigilante is somehow "racist" or "far right". Funny how nobody had that complaint about Taken back in 2008.
The Fact that ALL Feminists have been completely silent over the Rape of the UK should tell you all you need to know about Feminism.
It’s another Social Engineering Scam.