Poiché il prezzo di benzina e gasolio non viene controllato e a breve sfonderà il muro dei 2,50€ per litro, occorre trovare un sistema che ci consenta di far capire ai CIALTRONI al governo che siamo stanchi.
Propongo, per sabato 29 agosto una giornata #SENZABENZA.
Nessuno dovrà fare rifornimento in quel giorno, dobbiamo lanciare un messaggio potente, ossia che siamo noi a comandare.
Non ci permettono di farlo con la politica e con l’informazione? Lo faremo con i loro soldi.
Se vi piace questa idea condividetela ovunque.
#SENZABENZA
#GIORNATASENZABENZA
#SENZABENZA29082026
#GIORNATASENZABENZA29082026
@inprimopiano
NO, NON CE LO CHIEDEVA IL PNRR.
Da qualche giorno circola una spiegazione piuttosto comoda: a Roma si sarebbero abbattuti e sostituiti in fretta migliaia di alberi perché “c’erano i fondi del PNRR”, con scadenze strette e poco margine di scelta.
Peccato che, 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗤𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼, 𝗶𝗹 𝗣𝗡𝗥𝗥 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶.
Valutazioni, potature, abbattimenti, deceppamenti e nuove messe a dimora ricadono in larga parte nell’Accordo Quadro triennale da 100 milioni per la cura del verde di Roma finanziato dal Dipartimento Tutela Ambientale.
Il PNRR finanzia invece – fra le altre cose – progetti di forestazione urbana e periurbana: altra storia, altri luoghi, altri obiettivi.
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Quindi: Roma era costretta dal PNRR ad abbattere e ripiantare in fretta? No. Come ha scelto di programmare il rinnovo delle proprie alberature stradali?
Una strada diversa era già scritta nel Regolamento del Verde di Roma Capitale: programmazione pluriennale, verifica scientifica delle condizioni degli alberi, rinnovo graduale e conservazione degli esemplari ancora sicuri, vitali e stabili.
In altre parole: conoscere prima, conservare dove possibile, mettere in sicurezza, sostituire progressivamente ciò che davvero non è recuperabile e programmare per tempo il nuovo impianto.
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Quando però si è trattato di conoscere e gestire lo stato delle alberature, 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼: a valutare gli alberi sono tecnici incaricati dagli stessi operatori economici che eseguono poi gli interventi, contabilizzati e remunerati a misura.
Certo questo non dimostra che una singola perizia sia sbagliata o che un singolo abbattimento sia ingiustificato. Ma pone una domanda molto semplice che stupisce dover esplicitare:
dov’è la verifica dall’impresa esecutrice, se chi valuta opera per chi eseguirà l’intervento e le lavorazioni vengono pagate a misura?
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Quando i cittadini chiedono di vedere le perizie viene spiegato loro che devono fidarsi dei tecnici. Quando invece si tratta di mantenere dentro l’Amministrazione la conoscenza necessaria a governare il proprio patrimonio, quella competenza diventa improvvisamente qualcosa da appaltare.
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E arrivano gli effetti.
Gli alberi adulti scompaiono in poche ore. I nuovi esemplari avranno bisogno di molti anni per costruire una chioma comparabile, sempre ammesso che attecchiscano: nei casi che stiamo osservando compaiono molte fallanze, sostituzioni reiterate e giovani alberi in sofferenza o con criticità evidenti fin dalla messa a dimora.
Piantare però non equivale a far crescere, e mettere a dimora un nuovo albero non significa aver compensato quello che si è perso. Un giovane albero e una grande chioma adulta potranno valere entrambi “1” in una tabella, ma non restituiscono la stessa ombra, lo stesso raffrescamento, lo stesso habitat, lo stesso paesaggio, e soprattutto non li restituiscono nello stesso tempo.
Un albero, e ancor più un’alberata, sono strutture dello spazio urbano: danno forma alla strada, ne cambiano la percezione e nel tempo entrano nella memoria del quartiere. Quando non ci sono più non si perde solo una certa quantità di verde. Si cambia quel paesaggio per decenni, talvolta in modo irreversibile.
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Quindi il punto non è essere “contro gli abbattimenti”: gli alberi realmente pericolosi vanno messi in sicurezza e, quando non esistono alternative ragionevoli, rimossi.
Il punto è sapere:
quanti alberi potevano essere conservati o messi in sicurezza?
quali richiedevano davvero una sostituzione immediata?
chi lo ha stabilito e controllato?
Quale paesaggio futuro stiamo costruendo?
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Aldo Maria Valli, [18 Ago 2026 alle 17:19]
Lourdes: quando i cattolici non sono più benvenuti a casa loro | Aldo Maria Valli
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