Nel messaggio d'addio a Franco Baresi, Alessandro Del Piero ha aggiunto una frase che ha incuriosito tutti: "39 volte grazie. Gli juventini capiranno". 🌹🙏🏻
Il riferimento va dritto al 1990. Il Milan è a Bruxelles per l'andata dei quarti di Coppa dei Campioni contro il Malines. Lo stadio scelto è l'Heysel, lo stesso della tragedia del 1985, quando persero la vita 39 tifosi della Juventus.
Nonostante il divieto di qualsiasi cerimonia ufficiale, Baresi decise, insieme all'allora direttore organizzativo Paolo Taveggia, di far preparare 39 rose e portarle sotto la Curva Z, tra i fischi del pubblico belga. Nessun proclama, nessuna telecamera: solo una breve preghiera e il silenzio di chi capiva davvero il peso di quel momento.
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Ecco a cosa si riferiva Del Piero. Ecco perché un capitano juventino, a distanza di 36 anni, ha voluto ricordarlo proprio così. 💙
#Calcio #SerieA #FrancoBaresi
“Servono investimenti su salute e sicurezza, più strumenti contro la povertà, sostegno a disabilità e non autosufficienza, più risorse sui centri anti violenza per contrastare le discriminazioni”:#LuigiSbarra su Il Mattino, La Sicilia, Conquiste del Lavoro
#PartecipareXCrescere
Fa riflettere, oggi, la posizione di Boeri sul Corriere, quando dice che quella sul salario minimo è una decisione tutta politica e che quello che manca è solo un approfondimento tecnico sulla tariffa oraria da fissare per legge.
Questa visione svela la radice dei tanti equivoci che condizionano il dibattito pubblico e anche quello tra gli esperti della materia.
Che quella sul salario minimo sia una questione politica è evidente. Non è però allora possibile, soprattutto per chi studia l'economia politica, identificare meccanicamente la decisione politica con quella dei partiti politici. E pensare poi che la fissazione della tariffa sia una questione puramente tecnica da "appaltare" a qualcuno di "esperto".
Il punto della questione, se si va oltre le banalizzazioni / semplificazioni del dibattito pubblico, è proprio questo: chi è il soggetto che è meglio indicato per decidere, in termini di scelta politica, la tariffa minima adeguata? Una commissione di esperti che poi non si assume la responsabilità della decisione? Questo o quel governo che poi imposta la questione in funzione del consenso elettorale? Oppure chi rappresenta, assumendosene la responsabilità, gli interessi della domanda e della offerta di lavoro? La contrattazione collettiva, in particolare, è l'equivalente di una contrattazione economica individuale o non è, piuttosto, una vera e propria istituzione politica che che concorre alla compensazione tra domanda e offerta di lavoro?
Identificare "oggettivamente" un salario minimo adeguato non è possibile proprio perché la questione è tutta politica e solo apparentemente tecnica. La questione allora non è tanto o solo la tariffa ma a chi vogliamo affidare la sua determinazione nel tempo. E questo, ovviamente, dipende dalla visione di società e di economia che abbiamo