A proposito di francobolli: a me piange il cuore per il mio Paese, ma purtroppo con Meloni "la centralità" dell’Italia la vediamo solo in cartolina. Ci mancavano anche ritardi e assenze ai vertici europei... ma l'aereo lo guidava Salvini?
Stanno toccando il fondo.
Zero risultati dalla trattativa con l'Ue per aiuti a famiglie e imprese.
Assenti da tutti i tavoli che contano sulla fine della guerra in Ucraina dopo aver scommesso sulla “vittoria militare” sulla Russia a suon di invii di armi.
Fanalino di coda su crescita e stipendi in Europa.
Finora le firme messe nero su bianco da Meloni ci hanno portato vincoli di bilancio europei che ci strangolano, spese militari folli e conseguenze economiche devastanti anche per le guerre di Netanyahu, un criminale che il nostro Governo in questi anni ha protetto di fronte a un genocidio, scegliendo di non rompere accordi e non battersi per comminare sanzioni.
Dobbiamo voltare pagina per rialzare l'Italia.
Le priorità del governo.
Immaginatevela, Giorgia Meloni, che si sveglia di soprassalto nel cuore della notte e inizia a urlare: “Oddio, la a!”.
Post integrale di @AUniversale 👇
Siccome Meloni non è in grado di fare nulla per ridurre i costi dell’elettricità, ecco la storica battaglia del Governo: aggiungere una vocale.
Una “a”.
Il sottosegretario Alessio Butti, come riportato dalla testata Politico, vola al G7 del Digitale per conto del Governo. Intorno a lui funzionari che parlano di intelligenza artificiale, microchip, quantistica.
Butti incontra la direttrice generale dell’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure e le presenta la proposta più urgente del Paese: cambiare nome all’unità di misura del potenziale elettrico. Da “volt” a “volta”. In onore di Alessandro Volta, per i duecento anni dalla sua morte.
La motivazione è seria: gli altri scienziati hanno tenuto il cognome intero (ampere, ohm, watt, newton, hertz) mentre a Volta hanno mangiato la “a”. Una “negligenza etimologica”, la chiamano.
Va riparata.
Intanto, fuori, nel mondo reale: l’Italia ha l’elettricità all’ingrosso più cara d’Europa. Le bollette delle famiglie tra le più salate del continente.
Ma adesso, finalmente, la pagheremo in volta.
E a questo punto, scusate: perché fermarsi a una a? Se la missione è ripulire il vocabolario dalle storpiature straniere, allora andiamo fino in fondo. Come ai tempi del Ventennio, quando le parole forestiere le vietavano per legge.
Da lunedì, quindi:
il cocktail diventa “bevanda arlecchina”;
il bar diventa “quisibeve”;
il whisky, “acquavite”;
il tennis, “pallacorda”;
il toast, “pantosto”;
Davanti a questa roba persino Achille Starace, segretario del Partito fascista, recordman assoluto della categoria si affaccerebbe dall’aldilà, darebbe una pacca sulla spalla a Butti e Meloni e direbbe loro: “Ragazzi, avete talento.”
La grande battaglia del governo Meloni, dopo quattro anni: una a.
Buona luce a tutti. Finché ve la potete permettere.
Stasera tutti sintonizzati su Canale 5 per rivivere le emozioni dei due concerti del 2025 allo Stadio Maradona di Napoli 🏟️
Ci sarò io, ci saranno tanti ospiti come Alessandra Amoroso, Clementino, Elodie, Elena D'Amario, Geolier, LDA…!
Il Birrificio METZGER torna a vivere l’estate tra città, territorio e nuove esperienze presentando la sua nuova Summer IPA a soli 3,8% vol.
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Elettrica, costosissima (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola... Sembra tutto fuorché un'auto del Cavallino. E questa sarebbe “innovazione”? Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe...
“Mio papà Piero e mia mamma si sono conosciuti qui a Torino. Lei all’epoca era ballerina e lavorava in Rai, stiamo parlando degli anni ’50, e mio padre stava facendo i suoi primi servizi come inviato di provincia. A un certo punto lei esce dalle prove e lui, in quel momento, arriva con la macchina da un servizio e si trovano davanti l’uno all’altra”. Così Alberto Angela, intervistato da Alberto Infelise al Salone del Libro, parla del primo incontro tra i suoi genitori.
#SalTo26 #albertoangela
Caso Bertini, il whistleblower del caso diamanti: dopo quattro anni dalla sua segnalazione l’Anac non è ancora intervenuta
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Frodi e abusi in #sanità non sono soltanto i fenomeni di grave corruzione. Ma distorsioni amministrative, conflitti di interesse, opacità organizzative, pratiche opportunistiche e condotte non etiche
Che ogni giorno erodono risorse e diritti
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#SalviamoSSN
Borghezio, il topo che lascia la nave
Da qualche mese Mario Borghezio milita in Futuro Nazionale. Salvini gli aveva già tolto la tessera della Lega, e il rancido arnese razzista di Torino si è offerto di guidare la sezione piemontese del nuovo partito di Vannacci. Il generale lo ha accolto sorridendo.
Ricordiamo chi è. Borghezio nella Lega ha fatto per trent’anni il lavoro più sporco, il razzismo gridato, lo sputo in faccia a chi non aveva la pelle giusta. Una vita a fomentare odio contro rom, neri, ebrei, musulmani.
Nel 2011, con i ragazzi di Utøya ancora insepolti, disse in radio che le idee di Breivik erano “sicuramente condivisibili, in qualche caso ottime”. Settantasette morti, quasi tutti adolescenti, e lui parlava di “crociata sacrosanta”. Nel 2013 definì il governo Letta “bonga bonga” e accusò Cécile Kyenge di voler imporre “tradizioni tribali”: condannato in Cassazione per diffamazione aggravata da odio razziale. Prima della Lega militava in Ordine Nuovo, neofascisti sciolti per decreto nel 1973 dopo la condanna di trenta dirigenti per ricostituzione del partito fascista.
Un uomo così, altrove, lo avrebbero processato, condannato, cancellato dalla vita pubblica. In Germania sarebbe finito in galera. In Italia siede accanto a un generale che si candida a guidare l’estrema destra italiana.
Vannacci lo accoglie, lo ringrazia, lo arruola. Borghezio ha fiutato il parente giusto, e il parente lo ha riconosciuto.