La periodista Hannah Natanson, del @washingtonpost, fue víctima de un asalto de oficiales del FBI que registraron su casa y le quitaron sus equipos electrónicos, como teléfonos móviles y computadoras. Natanson había publicado un potente reportaje que mostraba las consecuencias del desmantelamiento del Estado bajo Trump y su entonces lugarteniente Elon Musk. La periodista habló con al menos 1.000 personas, algunas fuentes sensibles del Gobierno, para contar su historia. Mientras el 'Post' mantiene un juicio en las cortes por la acción del FBI contra su reportera, hoy los Pulitzer le entregan a Natanson su premio más prestigioso: el de servicio público. https://t.co/0hwweWP1OK
INCREDIBLE!
Washington Post journalist Hannah Natanson who had Trump’s FBI raid her home and take her phones and laptops, just won the Pulitzer Prize with the Washington Post.
Congrats!!
Fa tenerezza vedere con quante ingenue speranze gli oppositori di Trump immaginano di complicargli la vita con le carte di Epstein: bisognerebbe raccontargli bene come andò agli oppositori italiani di Berlusconi.
🎂 Happy birthday to the European flag! 🇪🇺
🗓️ In 1985, it became the EU’s emblem, but did you know it was first adopted 70 years ago today by the Council of Europe?
Learn more about the EU flag facts and figures ➡️ https://t.co/OqLGZ6nkCG
Gli antagonisti che devastano la redazione della #Stampa esprimono la stessa cultura totalitaria dei fascisti che assaltavano le sedi dei giornali socialisti.
E che #Albanese, pur condannandolo a mezza bocca, definisca il loro gesto “un monito alla stampa” è quasi altrettanto grave.
È il tempo del coraggio, è il tempo dell’azione.
È il momento di una grande manifestazione europea per l’Ucraina, per la pace, per la libertà e per la democrazia, insieme alle energie migliori del sindacato, della società civile, della cultura e del mondo sociale.
Per un’Europa libera e forte.
Per un’Ucraina libera e sovrana.
#StandWithUkraine #europe
Il documento circolato come presunto “piano di pace” dell’entourage di Donald Trump non ha nulla a che vedere con la pace. È un piano che prepara l’aggressione all’Europa, costruito per legittimare l’espansionismo russo e rimettere in discussione l’architettura di sicurezza che ha garantito stabilità al continente per decenni.
La storia recente è fin troppo chiara: le “garanzie” offerte da Mosca si sono sempre rivelate scritte sulla sabbia. Lo abbiamo visto con il Memorandum di Budapest del 1994, con gli accordi di Minsk violati sistematicamente, con le promesse di non militarizzare Crimea e Donbass puntualmente disattese, fino all’invasione su larga scala del 2022. Affidare la sicurezza europea a impegni unilaterali russi significa ignorare vent’anni di prove documentate e dimenticare il volto e la natura del regime di Vladimir Putin.
Questo testo è l’ennesimo tentativo del Cremlino di guadagnare tempo. Ogni clausola è calibrata per congelare il fronte, proteggere le conquiste territoriali e consentire alla macchina bellica russa e ai suoi alleati Iran, Cina e Corea del Nord di espandere capacità produttive, logistiche e missilistiche. Non è un equilibrio: è una finestra operativa pensata per preparare la prossima fase del conflitto.
Il documento propone di limitare l’esercito ucraino, di imporre neutralità obbligatoria, di ostacolare l’ingresso nella NATO e di legittimare l’annessione di territori occupati. Sono tutte richieste che coincidono con gli obiettivi strategici del Cremlino e che, se accettate, esporrebbero non solo Kyiv ma l’intera Europa orientale a nuove aggressioni.
È inoltre inaccettabile l’idea che la Russia possa tornare sui mercati globali come se nulla fosse, ottenendo la rimozione delle sanzioni senza alcun ritiro, senza responsabilità, senza riparazioni. È una normalizzazione dell’aggressione che cancellerebbe il principio fondamentale secondo cui chi attacca un Paese sovrano deve risponderne davanti alla comunità internazionale.
In controluce, emerge anche un altro elemento: una pericolosa deriva mercantilista, secondo cui la sicurezza europea diventa merce di scambio nei rapporti tra Washington e Mosca. La logica del “sovranismo economico” americano, che ignora le conseguenze geopolitiche pur di ridurre i costi strategici interni, rischia di scaricare sull’Europa un prezzo altissimo in termini di stabilità.
Sostenere questo piano significa accettare un continente più debole, più vulnerabile e più esposto alle minacce autoritarie. L’Ucraina sta difendendo non solo la propria libertà, ma il principio che in Europa i confini non si cambiano con la forza. Ogni proposta che contraddice questo principio non costruisce la pace: prepara la prossima guerra.
L’Europa deve restare unita e ferma: la pace duratura nasce dal diritto, non dalla resa diplomatica. E nessuno può chiederci di accettare un testo che tratta la sicurezza europea come una variabile negoziabile e l’aggressione russa come un dettaglio da archiviare.
#europe #russia #Ukraine #usa
Come verrà raccontata nel futuro l’era patriarcale?
Arriva in anteprima assoluta il MUPA – Museo del Patriarcato, con reperti,opere e testimonianze per raccontare assurdità,violenza e ingiustizie della società patriarcale del XXI secolo.
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They are trying to silence us,!! visibility is almost zero!!
let's break it🙌
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