A volte quando racconto cose di me, io stesso credo di essermele inventate.
Tipo che nel 2003 ho preso sei voti nelle liste di Rifondazione, e invece è stato vero:
https://t.co/bfeUyEHrzB
@riccardopolesel Forse hai ragione, forse no :-)
Comunque quello che volevo dire è che a Mestre la gente ci passa mille volte e non si ferma mai, da sempre, da quando è nata. Non ha mai attirato attenzioni né investimenti né arte.
Per quanto le si voglia bene.
@riccardopolesel Beh Mestre è la banlieu di Venezia.
Pure St. Denis, se chiedi, ti dicono che fa cagare.
Credo che l'errore sia considerare Mestre come una città, quando per me è una periferia di passaggio. E su questo che si basa il giudizio di molti, che poi lascia il tempo che trova.
Di tanto in tanto da quando abito a Parigi scrivo cose sul un blog. Che a quanto pare nemmeno la mia fidanzata lo sapeva.
https://t.co/fT9Qbqd58k , nel caso.
Ieri ho visitato degli uffici a Parigi.
E mi dico ma come cazzo fa la gente a lavorare in ’sti posti tristi e disordinati?
E spendili ’sti due soldi in più per stare bene nel posto in cui passi la maggior parte della giornata.
Non era né un esempio né qualcuno a cui è facile a voler bene.
Quelle persone che si dimenticano. Che non mancano a nessuno. Che gli epitaffi se ne vergognano.
Eppure ogni tanto capitava nei miei racconti. E ieri, quando ho saputo della sua morte, mi è dispiaciuto.
Loredana vent'anni fa era una cara amica. Ho saputo ieri, per caso, che qualche mese fa è morta.
Non è facile parlare di lei perché non è stata né un esempio, né qualcuno a cui è facile voler bene.
Fu lì che, un po' per volta, la persi di vista. Io andai a vivere in un'altra città, poi in un altro paese, allontanandomi da quei contesti squallidi. Lei viveva in povertà. Scrisse qualche libro delirante.
Smisi di farmi sentire e di andarla a salutare quando passavo di lì.