La nostra blogger Sasha è stata sanzionata dall'UE.
Sono stata sanzionata dall'Unione Europea.
Potete congratularvi con me 😁
Non che avessi intenzione di andare lì comunque... Ma ho una domanda: l'UE non ha davvero niente di meglio da fare? Aggiungere nomi alle liste delle sanzioni contro giornalisti, blogger e persino un prete?
Per me questo significa solo una cosa: sto andando nella giusta direzione.
Le persone ascoltano quello che dico, vedono la verità sulla Russia, e nell'Unione Europea questo li spaventa davvero.
Quindi continuerò la mia missione. Perché, a quanto pare, sta funzionando! 🇷🇺
E a Kaka Kallas consiglierei di trovarsi un hobby.
Perché per partecipare a un evento pubblico devo possedere un greenpass rilasciato da te ma tu non puoi accettare che degli studenti dicano "Italia agli italiani"?
La Costituzione non implica forse la legittimità della frase: "Italia agli italiani"?
Voi immaginatevi se la Meloni si fosse fatta immortalare mentre si inginocchiava davanti la tomba di Mussolini cosa sarebbe successo... Bene, l'equivalente della cosa l'ha fatta Zelensky con un criminale nazista e noi gli regaliamo miliardi... E il PD plaude
Belfast brucia. E presto le fiamme potrebbero arrivare alle nostre case, accese da chi ha reso l’immigrazione incontrollata un affare di soldi e politica.
Torniamo in Ulster per vedere il nostro futuro prossimo. Sessantadue incendi in cinque ore, autobus rovesciati, case di minoranze etniche date alle fiamme, famiglie con neonati in fuga scortate dai vigili del fuoco.
Uomini mascherati che sfondano porte e gridano "stranieri fuori" in quartieri dove trent'anni fa si sparava tra cattolici e protestanti.
La miccia, lunedì notte: Hadi Alodid, trent'anni, sudanese, richiedente asilo con status di rifugiato, ha aggredito un ignaro passante con un coltello da cucina colpendolo alla schiena, al volto e agli occhi.
Poi, come mostra il video visto da milioni di persone, ha portato la lama a ripetizione al collo della vittima. Solo le bastonate dei passanti hanno impedito la decapitazione.
Una settimana prima l'Inghilterra aveva guardato attonita le immagini di Henry Nowak, diciotto anni, ammanettato dagli agenti mentre moriva dissanguato, perché il suo assassino, inglese di seconda generazione, aveva gridato al razzismo e la parola era pesata più del sangue.
Il pogrom è barbarie. Ma la domanda vera non è chi ha acceso il fuoco. È chi ha accatastato la legna per trent'anni.
Chi liquida le fiamme come "violenza dell'estrema destra" racconta una cronaca falsata, perché in piazza sono scese persone che mai si sarebbero sognate persino di sfilare con un cartello di protesta.
Chi cerca la causa deve guardare altrove: alla sistematica inversione dell'integrazione che la sinistra europea ha imposto come dottrina per un ventennio.
Non sono gli ultimi venuti a doversi integrare, ma chi è nato nella nazione ospitante deve assimilare le loro regole e abitudini e soddisfare le loro richieste. Una follia incredibile.
E non si parli di integrazione mancata come se fosse un processo ancora in corso.
Nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze del sabato sera, i maranza hanno già risposto: rapine di branco, aggressioni gratuite, devastazioni per noia e per odio. Non sono emarginati in cerca di riscatto.
Sono seconde e terze generazioni che rifiutano il Paese dove sono nate, ne disprezzano le regole, ne aggrediscono i coetanei. Non chiedono inclusione: rivendicano territorio.
Chi liquida tutto questo come cronaca straniera non ha letto la cronaca italiana.
Modena, 16 maggio. Un italo-marocchino lancia l'auto contro la folla e ferisce sette persone. La risposta della sinistra che governa la città arriva puntuale come un riflesso condizionato: caso isolato, gesto di uno squilibrato, nessuna matrice.
Poi, però, è calato un silenzio assoluto quando dai dispositivi elettronici di El Koudri sono emerse ricerche su attentati commessi in Europa, scaricamento di materiale jihadista.
E lo schema si è ricomposto: non l'esplosione improvvisa di un folle, lo studio paziente di un modello.
È la macchina della derubricazione, oliata da anni di esercizio: ogni attentatore diventa un pazzo, ogni allarme diventa razzismo, ogni critica diventa islamofobia.
È lo stesso copione recitato per ogni episodio che la sinistra non vuole vedere. Quando il fatto è innegabile, si cerca la causa nella vittima o nel contesto. Lo stupratore non sapeva.
L'accoltellatore era fragile. L'investitore era abbandonato dai servizi sociali. La colpa non è mai di chi agisce: è di chi non ha saputo accogliere, includere.
Diciannove giorni dopo, nella stessa Modena, lo stesso sindaco che aveva minimizzato ha accompagnato nelle scuole elementari un indagato per associazione con finalità di terrorismo, braccio destro dell'uomo ritenuto il vertice di Hamas in Italia.
Davanti a lui, bambini di sei anni battevano le mani al ritmo di cori per la Palestina. Non sanno cosa sia il 270 bis. Sanno già da che parte stare: qualcuno ha deciso al posto loro.
Perché l'indottrinamento non è un incidente, è un metodo. Scolaresche in ginocchio verso la Mecca, guidate nella preghiera da un imam. Piani dell'offerta formativa che fissano tra gli obiettivi didattici il riconoscimento dei Cinque Pilastri dell'Islam.
Nel Trevigiano, una scuola cattolica ha portato bambini di tre anni in moschea, dove sono stati fotografati inginocchiati sul tappeto della preghiera rivolti verso la Mecca, con le maestre velate "per rispetto".
Tutto in assenza di qualsiasi intesa tra lo Stato e le comunità islamiche, dunque senza alcuna base giuridica. Quale altra confessione entrerebbe nelle aule pubbliche da una porta che la legge non ha mai aperto?
Laura Boldrini era stata profetica parlando degli immigrati. Riletta con gli occhi di oggi, più che una profezia fu una fatwa. Affermò che "I migranti sono l'avanguardia di quello stile di vita che presto sarà lo stile di vita di moltissimi di noi".
E qualcuno la ha presa sul serio e, nell’attesa di arrenderci, ha iniziato a giustificarli un po’ troppo.
Quando la resa culturale arriva nei palazzi di giustizia, il cerchio si chiude.
Il vertice di questa parabola giudiziaria si è toccato due volte. La prima a Rimini, dove nel 2017 quattro stranieri stuprarono in gruppo una turista polacca e una transessuale peruviana su una spiaggia.
La consulente psicologa nominata dal tribunale ha scritto che l'imputato congolese non aveva "piena consapevolezza della gravità del reato" perché "nel suo contesto di provenienza il rispetto per l'autodeterminazione sessuale della donna non era adeguatamente acquisito".
Tradotto: nel suo Paese si stupra, dunque non poteva sapere che qui non si fa.
La seconda a Salerno, dove l'avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d'Appello, ha dichiarato testualmente: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare."
Sono parole pronunciate dentro le aule di giustizia. Non da commentatori anonimi. Lo stupro diventa "incomprensione culturale".
Il resto è contorno grottesco: a Padova un maiale di plastica in vetrina diventa un'offesa da rimuovere, nel Paese della mortadella. Si sorride, ma è il sorriso di chi misura quanto il terreno sia già morbido.
La sinistra minimizza perché ammettere significherebbe processarsi: ha spalancato le porte, scritto le regole deboli, ha aperto le aule, ha coltivato la dottrina dell'integrazione rovesciata.
Ma la legna accatastata non smette di essere legna perché qualcuno vieta di nominarla. Belfast ha mostrato il finale del film. L'Italia sta ancora girando le scene che lo preparano.
Belfast non è lontana. È soltanto in anticipo.
A #Belfast esplode la rivolta popolare.
Il popolo scende in strada a riaffermare i propri diritti sul territorio, calpestati, come da noi, da classi dirigenti apolidi, corrotte e viziate.
Perché proprio ora?
Dopo incalcolabili stupri, rapine, omicidi, commessi dall'orda straniera, ieri un filmato ha aperto gli occhi a tutti.
L'immagine di un africano che sgozza un bianco, lavorandogli il collo come fosse un maiale, ha rivelato che questa gente non ci considera umani.
Ci considera animali perché siamo di etnia diversa dalla loro.
Ciò, mentre le classi arroganti e viziose che li hanno introdotti ci dicono che l'etnia non esiste e che ritenerla esistente è fascismo.
Lo shock di un uomo macellato come un maiale perché appartenente alla nostra razza.
Questo ha acceso l'ira popolare.
Il cui prossimo bersaglio, dopo lo straniero invasore, sarà il potere traditore e corrotto che gli ha spalancato i mari.
"Illegittimo sospendere i non vaccinati"
"L’obbligo vaccinale non poteva ledere i diritti dei lavoratori. La sentenza della Corte di Appello di Bologna, sezione Lavoro.
👇🏻👇🏻👇🏻
https://t.co/sDJLveFkCH
@matteorenzi Ah perché quattro bandiere sarebbero la parte rilevante dell’Europa?? Ma poi il Regno Unito che ha votato la brexit dive sarebbe la sua rilevanza?!
È MORTO MA NON SI LAMENTA
Voi lo sapete, vero, che se qualcuno è ucciso dagli israeliani non si può dire "ucciso" bisogna dire "morto". Solo per gli israeliani si può dire che vengono "uccisi" e quindi i sopravvissuti possono fare le vittime come gli riesce benissimo da molti anni a questa parte, con un'interpretazione mediorientale e geopolitica del nostro "chiagni e fotti".
Ebbene, fedele alla regola che ucciso diventa morto, in auge anche presso i giornali europei e americani, La Stampa oggi ci racconta che un casco blu dell'ONU in Libano non è stato ucciso ma è senza vita. Sì, proprio senza vita. È stato trovato così e non si lamentava neppure. Zitto, composto, senza fare una piega. Deve essere stato colpito da un malore mentre guidava dopo una serata al pub, forse un colpo di sonno per cui ha perso il controllo dell'autoblindo, oppure un guasto ai freni, o magari anche azzannato da un coccodrillo mentre attraversava "la palude Libano"... Insomma, tante ipotesi, ma che l'abbia ucciso un soldato israeliano no, questo no.
Paolo Di Mizio
Ahahah 😂😂😂
🇷🇺 "Come la tollerano, semplicemente non lo so.
È una vergogna e una farsa."
#Lavrov sull'imbarazzo che crea con la sua esistenza la rappresentante per la politica estera dell'#UE kagna Kallas.
🤣🤣🤣
👇👇👇
Vorrei sommessamente fare notare che il fatto che i vaccini dei polli e tacchini, che usano un herpes virus a tecnologia ricombinante, siano stati autorizzati dalle autorità regolatorie, non solo non tranquillizza nessuno, ma se possibile aggrava la percezione di pericolosità, considerando quanto fatto con il COVID
Henry jest nieuzbrojony. Jest trzeźwy. Nie zrobił nic złego. Zostaje zaatakowany nożem przez Sikha, dźgnięty pięć razy. Woła, że jest ranny. Przybywa policja. Słuchają jego mordercy. Zakuwają go w kajdanki. Umiera w tych kajdankach, mówiąc im, że nie może oddychać.
"Wyobraź sobie, że premier nigdy nie wymawia jego imienia. Wyobraź sobie, że BBC nigdy nie domaga się filmu. Wyobraź sobie, że mija sześć miesięcy, a jedyna sprawiedliwość przyszła od obcych ludzi w internecie i w realu...
To jest kraj, w którym żył Henry Nowak: Wielka Brytania"
Pd vs. Ruggeri: “È anti-vaccini, non suoni a Codogno”
di Il Fatto Quotidiano
Non c’è soltanto il caso West. C’è anche quello di Enrico Ruggeri. Reo, non di posizioni pro Hitler, ma di essere stato critico nei confronti del Green pass e dei vaccini. Siamo a Codogno (in provincia di Lodi, Lombardia). E la polemica ha preso le mosse dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito democratico. Il concerto di Ruggeri è in calendario per la “notte bianca” del prossimo 4 luglio. Sulla partecipazione del due volte vincitore di Sanremo nella città simbolo del Covid (qui nel febbraio 2020 ci fu il primo caso accertato in Italia), la capogruppo del Pd in consiglio comunale, Maria Cristina Baggi, ha espresso perplessità, ricordando come in passato, più volte, Ruggeri abbia espresso critiche appunto sul Green pass e sui vaccini. “Recentemente l’artista ha ribadito quelle convinzioni, confermando di non aver preso le distanze dalle posizioni sostenute negli anni del Covid”, ha spiegato Baggi. Ha aggiunto: “Non si tratta quindi di dichiarazioni appartenenti a una fase ormai superata”. Una forma di censura artistica? “La questione non riguarda la legittimità delle opinioni. Riguarda la coerenza delle istituzioni. Perché se la memoria del Covid viene richiamata per giustificare il mancato patrocinio di alcuni eventi, non dovrebbe essere accantonata quando si scelgono le persone chiamate a rappresentare la città o a caratterizzare le sue manifestazioni più importanti. Quando la coerenza lascia spazio all’opportunità, il problema non è più chi viene invitato o chi riceve un incarico, ma la credibilità delle scelte di chi governa la città”. Immediata la replica del sindaco della città, Francesco Passerini (centrodestra): “Non crediamo vi sia bisogno di spiegare alla consigliera Baggi la differenza tra un dibattito e il concerto di un artista tra i più grandi della musica italiana, che ripercorre le canzoni che hanno fatto la storia del nostro Paese. L’arte, come lo sport, non dovrebbe essere soggetta a censure, come invece il Pd pare auspicare contestando la presenza di Ruggeri a Codogno”.
Ci ha provato anche Ruggeri a raffreddare la polemica: “È un concerto, non un dibattito. E quando sono sul palco suono”.
🇺🇸LA TRUFFA CLIMATICA È UFFICIALMENTE MORTA!
- GIORNALISTA:
"Oggi, le Nazioni Unite hanno RITIRATO la loro conclusione la più pessimista sul clima.
Pensavano che le temperature sarebbero aumentate di 8 gradi fahrenheit da qui la fine del secolo, e che le calotte glaciali polari si sarebbero sciolte completamente."
- DANIEL TURNER, POWER THE FUTURE FOUNDER & EXECUTIVE DIRECTOR:
"È vero, penso che giustizia deve essere fatta, perché non si tratta solo di un errore nel calcolo climatico o nella scienza.
Dei Paesi interi hanno distrutto la loro economia.
Il Regno Unito ha chiuso le installazioni di petrolio e gas, nel mare del Nord.
Delle Nazioni intere si sono paralizzate e sono diventate povere in energia, a causa del "cambiamento climatico".
Inoltre, sul piano generazionale, quanti giovani bambini sono cresciuti con una vera angoscia climatica e si sono convinti che moriranno?
Questi 'scienziati' criminali,
per dei motivi politici, hanno causato dei danni considerevoli al mondo.
E non è sufficiente dire:
"Ops, abbiamo fatto un errore".
Giustizia deve essere fatta!
Ritirandogli tutti i loro finanziamenti.
Devono essere discreditati.
Devono fare delle dichiarazioni ufficiali.
Dovrebbero essere obbligati ad andare nelle scuole per dire ai giovani che non c'è nessun motivo per preoccuparsi del cambiamento climatico.
Non lo faranno, ma non basta dire che "abbiamo fatto un errore".
Loro hanno agito per calcolo politico! E non va bene!"
👇🏻👇🏻👇🏻