Dal palco dell’Auditorium della Conciliazione a Roma, Giorgia Meloni ha messo in fila due frasi a pochi minuti di distanza. La prima, dedicata alle attività commerciali fittizie: «Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole». La seconda, dedicata al fisco: «Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici». L’assemblea di Confcommercio ha applaudito e l’accostamento è rimasto lì, sospeso eppure nitido: anche chi propone un’imposta sulla ricchezza spingerebbe l’Italia verso il tropico delle repubbliche improvvisate. Conviene allora aprire la mappa di chi una patrimoniale ce l’ha davvero.
La mappa la disegna un think tank liberista
A compilarla è la Tax Foundation, centro studi americano contrarissimo a queste imposte, che pure, nei suoi rapporti, la definisce una delle imposte più dannose mai inventate. È quel centro studi a certificare la geografia: nel 2025 i Paesi Ocse con un prelievo sul patrimonio netto delle persone fisiche sono 4, Colombia, Norvegia, Spagna e Svizzera. L’austera Svizzera, anzi, lo applica dal 1840 e oggi in tutti i 26 cantoni: a Zurigo scatta sopra una franchigia di 82.200 franchi ad adulto, secondo i dati PwC, e nel 2022 valeva il 4,35% del gettito fiscale complessivo, la quota più alta dell’area Ocse. Da vent’anni, registra la Wealth Tax Commission, manca qualsiasi tentativo serio di abolirla. Perfino il Liechtenstein, un paradiso fiscale, assoggetta le persone fisiche a un’imposta sul patrimonio accanto a quella sul reddito.
La Norvegia la riscuote dal 1892: aliquota dell’1% sopra 1,7 milioni di corone, circa 146.000 euro, e dell’1,1% oltre i 20 milioni; la pagano circa 655.000 contribuenti, per un gettito intorno ai 32 miliardi di corone nel 2023. Gli otto anni di governo conservatore di Erna Solberg (Høyre), dal 2013 al 2021, l’hanno alleggerita, mai cancellata. La Spagna poi è il caso di scuola: il prelievo, reintrodotto nel settembre 2011, è stato prorogato anno dopo anno proprio dai governi del Partido popular di Mariano Rajoy (PP), dalla legge 16/2012 in avanti, fino a diventare permanente nel 2021. Sopra i 700.000 euro di patrimonio netto le aliquote salgono fino al 3,5%, e dal 2022 si aggiunge l’imposta di solidarietà sulle grandi fortune oltre i 3 milioni. La Francia di Emmanuel Macron, nel 2018, ha sostituito la vecchia imposta generale con un prelievo patrimoniale mirato sugli immobili, l’Ifi. E la Colombia ha appena allargato la platea: dal 1° gennaio 2026 la soglia scende a circa 530.000 dollari, con 102.000 contribuenti attesi alla cassa.
Le patrimoniali che gli italiani già pagano
Poi c’è il dettaglio che il palco di Confcommercio ha taciuto: l’Italia le patrimoniali le ha già, e le incassa ogni anno. L’Osservatorio sui conti pubblici italiani ne ha contate per 40,1 miliardi di gettito nel 2020: l’Imu da sola vale circa 21 miliardi, con un’aliquota di base dello 0,86% che i comuni possono spingere fino all’1,06%; l’imposta di bollo dello 0,2% sui prodotti finanziari è in vigore dal dicembre 2011; l’Ivie colpisce gli immobili all’estero con un’aliquota dell’1,06%, l’Ivafe le attività finanziarie fuori confine. Sono imposte sul possesso a tutti gli effetti, le riscuote pure il governo in carica, e finora nessuno ha avvistato banane sul lungotevere.
Resta una domanda da girare a chi quella battuta l’ha pronunciata: se tassare la ricchezza è roba da repubblica delle banane, in quale tropico vanno collocate Zurigo, Oslo e Vaduz? La mappa dice il contrario esatto: il prelievo sul patrimonio vive nei Paesi più ordinati e più ricchi d’Europa, votato da destre di governo, certificato dai think tank che lo detestano. Le banane, semmai, crescono dove il dibattito fiscale si riduce a continue battute e frasi fatte.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Magari un giorno Lilli Gruber spiegherà perché a @OttoemezzoTW può invitare Omer Bartov, uno dei maggiori storici al mondo dell’Olocausto degli ebrei ed autore di “Nell’abisso” che parla chiaramente di genocidio a Gaza, e perché non ha mai invitato @FranceskAlbs
Disamina molto attenta e profonda di @AUniversale su Vannacci a ottoemezzo:
Premetto che mi sono risparmiato l'orrore a quanto vedo.
🤦
"Pensavamo che con Salvini avessimo toccato il fondo. Poi la Lega ha impugnato la trivella: e dal sottosuolo, sull'attenti, è spuntato Vannacci.
Questa sera, a Otto e Mezzo, Lilli Gruber e Lina Palmerini hanno fatto una cosa semplicissima: hanno lasciato parlare Roberto Vannacci.
È bastato quello.
Sui diritti civili, il vicesegretario della Lega ha spiegato: "I gay hanno tutti i diritti in Italia: se vanno in ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare".
I gay possono guidare. E in ospedale li curano pure. Per il generale l'uguaglianza è tutta qui: patente e pronto soccorso. Praticamente la Svezia.
Poi ha voluto citare il vocabolario della lingua italiana, lo Zingarelli. Lo ha chiamato "Zingaretti". Il dizionario scambiato per l'ex segretario del PD e Nicola Zingaretti e per l'attore. Da un europarlamentare che si presenta come uomo di cultura e vende libri a centinaia di migliaia di copie.
Sul Ponte sullo Stretto: "L'importante è che l'infrastruttura vada avanti e il ponte si faccia, poi se ci sono stati reati di corruzione si vedrà dopo". Prima il cemento, la legalità a fine cantiere. Quella vale solo per i migranti.
Sul caporalato: "Se non ci fossero i clandestini, nessuno li sfrutterebbe". La colpa dello sfruttamento ricade così sugli sfruttati. Lo schiavo diventa responsabile delle proprie catene. E meno male che è cattolico.
Poi la perla: "Non sono in cerca di poltrone". Detto da uno che in meno di due anni è passato da generale a europarlamentare a vicesegretario della Lega. E che ora sta imbarcando la qualunque nel proprio partito. Le poltrone, evidentemente, cercano lui.
E sui rimpatri, il gran finale: "Se non ci sono accordi bilaterali con i paesi d'origine, li portiamo in un paese terzo sicuro". Quale paese, con quali accordi, a quali costi: particolari. L'importante è dirlo con il tono di chi ha tutto sotto controllo.
Peccato che l'Italia abbia accordi di rimpatrio soltanto con una parte di quei paesi. E peccato che, per trasferire i migranti in paesi terzi sicuri, il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo richieda comunque degli accordi. Accordi che a oggi mancano. Un cerchio perfetto: per rimediare agli accordi che mancano, servono altri accordi. Che mancano.
Gruber prova a chiedergli come funzionerebbe, in pratica. E va in scena questo:
Gruber: "Come rimpatriamo i migranti se non c'è l'accordo con i paesi di origine?"
Vannacci: "Paesi terzi sicuri".
Gruber: "Ma in concreto?"
Vannacci: "Li deportiamo".
Gruber: "Ma dove?"
Fine.
Per tutta la puntata ha girato a vuoto, si è smentito da solo, ha arrancato dietro alle domande più normali del mondo, mentre due giornaliste lo smontavano pezzo per pezzo semplicemente chiedendogli di argomentare.
Lo chiamano il fenomeno da mezzo milione di preferenze, l'uomo forte, il futuro della destra.
Stasera, in diretta, ha dimostrato solo che la destra non conosce limiti e può ancora continuare a scavare."
#vannacci
@AUniversale
#futuronazionale"
Devo confessare che l’affare Minetti non mi ha mai appassionato più di tanto. Quello che però mi appassiona e mi riempie anche di sdegno è il vergognoso attacco concentrico di politici e stampa contro un giornale come @fattoquotidiano al quale l’informazione italiana deve molto.
🔴 Partono gli insediamenti israeliani in Siria
⚡️ 🔳 Secondo una fonte che ha parlato con Al-Akhbar, Israele sta cercando di normalizzare la propria presenza nel sud della Siria e sta cercando di spingere alcuni residenti ad accettare. La fonte indica che il nemico si sta concentrando su famiglie specifiche, a volte sfruttando la presenza dei loro figli detenuti per esercitare pressioni e ricattarle. Le informazioni di Al-Akhbar confermano inoltre che alcuni degli arresti effettuati dalle forze di occupazione sono solo una copertura per incontri con collaboratori locali, il cui obiettivo principale è raccogliere informazioni, in particolare riguardo alla presenza di armi, anche di tipo individuale.
Divieto d’accesso in UE ai russi che hanno combattuto in Ucraina propone Von Der Leyen
Mentre le porte dell’Unione restano aperte per i soldati che hanno partecipato al genocidio a Gaza
Possibile che nessuno del suo staff le abbia fatto notare la contraddizione?
Quattro anni, zero riforme.
Poco fa la notizia: passo indietro del Governo anche sulla riforma della sanità, dopo pasticci, tensioni e litigi. Sulla giustizia sono stati bocciati dagli italiani al referendum. Sul Ponte hanno bloccato oltre 13 miliardi per progetti carenti e dannosi, mentre spuntano inchieste per corruzione.
Le uniche cose realizzate son state fatte con i 209 miliardi che abbiamo conquistato in Europa 6 anni fa. L'unica cosa che stanno facendo al Governo sul serio è la guerra al salario minimo: poco fa hanno anche impugnato la norma che abbiamo fatto in Sardegna con la nostra Alessandra Todde contro il lavoro sfruttato e sottopagato.
Fermate questo strazio. È uno spettacolo indecente.
A Ostuni c’è un progetto per un resort a 5 stelle del gruppo Four season ( un progetto di lusso a uso misto situato a Giaffa Tel Aviv. L'operazione è guidata dal colosso immobiliare israeliano Israel Canada in partnership con la società statunitense Silverstein Properties) ⤵️
Ridotti a fare il tifo per una pregiudicata, condannata per reati particolarmente odiosi, che non avrebbe comunque fatto un giorno di carcere.
I premi al giornalismo in Italia si vincono così.
il medico che ha eseguito un'autopsia discutibile (e incompleta) su Thomas Crooks, il supposto tiratore al comizio di Trump, è anche un doppio cittadino israeliano ed è stato coinvolto nelle indagini successive al "7 ottobre" che hanno prodotto le false notizie sui bambini israeliani decapitati
Il falso attentato a Trump gestito da israeliani
Sommario mio viaggio in Russia (il terzo in un anno)
1) Il governo italiano o non sa dell’immenso, immenso, goodwil di cui l’Italia gode qua e lo sta distruggendo inconsciamente. O lo sa, e lo sta distruggendo intenzionalmente
2) L’economia della Russia ha varie difficoltà, alcune strutturali (le geografia etc) ed altre contingenti ai postumi covid e a qualche sanzione che rende la vita più complessa ad alcuni cittadini
3) Ma non esiste nessuno, ripeto nessun, problema economico tale da portare la Russia al ritiro dall’Ucraina. E quindi, le sanzioni sono state un fallimento totale, come previsto,
4) Le sanzioni non le mette la “UE cattiva” ma il gruppo di capi di governo che le votano all’unanimità: quindi la responsabilità del fallimento delle sanzioni e delle conseguenze sulla nostra economia sono del governo #Meloni
5) la Russia resta aperta a riaprire i rapporti commerciali con quelle aziende europee italiane che hanno lasciato il paese senza aver lasciato troppo amaro in bocca. Ora parte la corsa dei topi che risalgono sulla nave.
6) la Russia è un paese bellissimo e ricco di arte e culture e tradizioni che consiglio a tutti di visitare sia la ovviamente splendida San Pietroburgo che tutte le regioni orientali, come ho fatto io nei miei tanti viaggi
7) l’Unione Europea è considerata una nullità assoluta nell’arena geopolitica e su questo mi trovo anche io d’accordo
8) la proposta della Russia per far terminare il conflitto in Ucraina e contenuta nel documento di Istanbul di quattro anni fa al netto di alcune variazioni territoriali e su questo la Russia non farà nessun passo indietro
9) l’Unione Europea e l’Italia resteranno col cerino in mano perché sono gestiti da incompetenti, nel caso migliore
vorrei enfatizzare il punto uno, perché è molto importante e non riesco forse a trasmetterne l’importanza: l’amicizia che il popolo russo hai nei confronti dell’Italia è un fenomeno intergenerazionale che risale agli anni dell’unione sovietica, anni 60 e 70, dalle auto Fiat ai nostri cantanti alla nostra cultura ..un legame che i nonni hanno trasmesso a molti dei giovani di oggi e che Meloni Tajani e Salvini stanno distruggendo
Sono stato chiaro ? Il nostro governo sta distruggendo il rapporto Russia e Italia
E se li votate ancora , la colpa è anche vostra
Il Fatto Quotidiano non si lascia intimorire e passa al contrattacco
La tanto strombazzata ritrattazione non ritratta quasi nulla
Sempre di più una brutta storia per la Procura di Milano e per il Quirinale
L’apertura del Fatto di oggi
Il fatto che la maggioranza dei governi europei siano disposti a perdere le elezioni pur di continuare a finanziare Zelesky è la prova provata che a governare i paesi europei non sono i loro governi
Al Tg1 nessuna notizia del visto negato all' arbitro somalo, della perquisizione subita sulla pista dell' aeroporto dalla nazionale nigeriana, delle limitazioni imposte a quella iraniana.
Le notizie negate al pubblico.
Vorrei che questo Mondiale fosse raccontato da Gianni Minà.