AGORA’ dalla piazza al parlamento
Gli ultimi anni hanno visto, in Italia come altrove, sull’onda della straordinaria mobilitazione per G4za, quello che possiamo definire un ritorno dell’agorà, ovvero un nuovo protagonismo delle piazze, quelle fisiche, urbane, e quelle virtuali (dalla Rete alle TV), con un coinvolgimento crescente dei giovani. In contemporanea si è verificato un allontanamento costante delle masse dai momenti elettorali fino al Referendum del 23 marzo 2026 in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, al quale, appunto, sono tornate a votare in massa, contribuendo alla netta vittoria del NO. Un segnale chiaro di persone che non voterebbero né centrodestra, né centrosinistra, ma che sono pronte a difendere i valori della Costituzione e a tornare alle urne quando il loro voto può contare veramente qualcosa.
Alla luce di questi dati e della “terza guerra mondiale a pezzi” nella quale il nostro paese è direttamente coinvolto ho deciso in previsione della competizione elettorale del 2027 (che non si può escludere possa essere anticipata) di costituire Agorà, il primo movimento politico italiano che vuole portare l’Italia fuori dalla N4TO, fuori dall’Unione Europea, e rilanciare l’economia nazionale lasciandosi alle spalle l’austerità e il neoliberismo.
Per salvare l’Italia, abbiamo però bisogno del tuo aiuto!
Per non diventare servi di nessuno, vogliamo rimanere liberi e indipendenti dalle grandi lobby e dai grandi finanziatori.
Solo il tuo supporto ci interessa! Aderisci a questa campagna di sottoscrizione ed entra a far parte della famiglia di Agorà. Uniti, siamo invincibili.
Prof. Angelo d’Orsi
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Fuori Israele dall'Italia .
Possibilmente fuori dalla Palestina , da tutti i luoghi che occupano e , magari , fuori anche da Israele: forse solo la diaspora lì rende innocui .
https://t.co/0DEnSzFKki
@benq_antonio In realtà sono uguali! Tutti e due neo liberisti ex Morgan Stanley e Goldman Sachs asserviti ai neo liberisti della matrigna UE e della BCE .
Folli! State fuori finché siete in tempo .
Entrare in Europa , per l'Islanda , potrebbe essere la seconda scelta più stupida dopo quella di re Olaf il vichingo , che mille anni fa preferì Cristo a Thor .
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Roma provincia di Kiev
Di Marco Travaglio ~ Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha pensato bene di arruolare come consulente per la guerra a non si sa bene chi l’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov. Un mese fa Zelensky l’aveva licenziato: non, come si usa da quelle parti, perché fosse agli arresti o stesse per finirci; ma perché tentava di bonificare gli appalti militari, che hanno portato in galera decine fra ministri, viceministri e funzionari per aver rubato montagne di soldi nostri. Quindi era diventato molto popolare, come Zelensky nel 2019, quando fu plebiscitato al posto di Poroshenko, oligarca corrottissimo e fantoccio Nato, perché prometteva guerra al malaffare e pace con Mosca, salvo poi fare l’opposto. E chi dà ombra al democratico Zelensky deve sparire. Prima il generale Zaluzhny, poi Fedorov. Questi ha spiegato l’epurazione con la sua battaglia per la trasparenza e con la gelosia del presidente. Che lui accusa di non volere le elezioni malgrado sia scaduto da 27 mesi (“La democrazia non è un lusso da tempo di pace”) e di coprire il sistema corrotto (“Dovrebbe rispondere a molte domande sulle indagini”). Infine ha rotto il tabù della propaganda ucraino-europea ammettendo che “Kiev sta lentamente perdendo la guerra”. Poi è anche un furbetto che cerca sponde Usa dai soliti Musk e Thiel e illude il popolo sulla “guerra dei droni” che dovrebbe sostituire quella delle truppe in trincea e alleviare pure i reclutamenti forzati: invece è proprio la penuria di “carne da cannone” ucraina che ha segnato fin dall’invasione del 2022 le sorti del conflitto a vantaggio della Russia.
La domanda a questo punto è semplice: che è saltato in mente a Meloni e Crosetto di ingaggiarlo? Vogliono trasformare l’Italia nella discarica di Zelensky? O condividono che la scommessa sulla vittoria ucraina era una baggianata e che il regime che continuano a foraggiare e armare è ben poco democratico e corrotto fino al vertice? Il fatto che Fedorov non costi (per ora) altri soldi ai contribuenti italiani significa che darà qualche parere quando capita fino alle elezioni ucraine: un advisor più di facciata che altro. Ma le supercazzole di Crosetto esaltano le sue “significative esperienze nel campo dell’innovazione digitale applicata alla Pa e alla difesa”, come se le nostre università non avessero esperti d’eccellenza (addirittura premi Nobel) e dovessimo importarli da uno dei Paesi più falliti, mal governati e corrotti d’Europa. E come se già non fossimo (purtroppo) all’avanguardia sul mercato della morte. Fedorov, forse scambiando Roma per Kiev, promette di “assistere l’Italia nell’adozione di tecnologie di guerra moderna”. Qualcuno, magari il “garante della Costituzione”, dovrebbe spiegargli che l’Italia ripudia la guerra: moderna e pure antica.
Ma davvero , con tutti gli squilibrati armati in giro per l'America , non se ne trova uno che faccia una cosa giusta e ci liberi una volta e per sempre da questo essere immondo?
https://t.co/mWtzfljyIC
Di Battista è vigile e collabora attivamente con l'équipe medica per facilitare la diagnosi .
La valutazione clinica definirà se i parametri vitali di Di Battista sono sufficientemente stabili da permettere il trasporto aereo in sicurezza verso l'Italia tramite un volo di Stato attrezzato .
Forza Dibba 💪
Chi mai licenzierebbe un fedele servitore?
Finché nel mondo dell'informazione tengono banco dei disinformatori professionisti capaci di piegare la realtà in favore dei politici oscurando la verità e togliendo spazio ai veri giornalisti , i politici faranno di tutto per tenerseli stretti .
Di questo passo Vespa morirà in diretta mentre racconta l'ultima bugia a difesa del potere .
Prima del rigore mortis il becchino , oltre a chiudergli gli occhi , dovrà riarrotolargli un metro di lingua dentro la bocca .
Delitto imperfetto
Di Marco Travaglio ~ Non conosciamo le inchieste di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, scelti dai geni della Rai per condurre il fu Report al posto di Sigfrido Ranucci, quindi il nostro giudizio non riguarda loro. Ma il problema è anche questo: se non li conosciamo noi, figuriamoci il pubblico. Il conduttore-autore è un mestiere diverso dal cronista. Santoro, Floris e Mentana sono conduttori-autori puri, mentre la Gabanelli e Ranucci, come pure la Gruber, la Sciarelli e Lerner sono anche cronisti. Nel 2016 Milena vide lungo, quando indicò Sigfrido, suo scoopista e capoautore, come erede. Ranucci raccolse il testimone e lo portò avanti mantenendo la qualità e gli ascolti, costruendosi un profilo pubblico che ha sempre fatto da scudo e parafulmine a tutta la squadra contro gl’infiniti attacchi, minacce e liti temerarie del governo o del potente di turno. Ma quel cambio della guardia fu una scelta editoriale. Quella annunciata ieri dal trust di cervelli che dirige la Rai è un assassinio, anzi una strage di decine di giornalisti per cancellare l’ultimo programma d’inchiesta dal servizio pubblico, che un tempo ne pullulava. Infatti l’intera redazione fa le valigie. Il repulisti inaugurato da B. con l’editto bulgaro su Biagi, Luttazzi, Santoro, seguiti a ruota da Freccero, Sabina Guzzanti e altri, bissato sotto Renzi con l’uscita di Floris e la cacciata di Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro, è ora completo. In compenso Bruno Vespa e Claudia Conte resistono a piè fermo.
Ma non è detta l’ultima parola, grazie alla fantasmagorica stupidità degli epuratori meloniani. Finora erano riusciti a far fuori da Radio Rai Buttafuoco e Foa (due intellettuali di destra, ma purtroppo liberi). E ora si illudono di liquidare Report come se in Italia non vigessero la Costituzione, le leggi, i contratti e il Media Freedom Act, che vieta interferenze dei governi nell’informazione. Come se si potesse silurare con un comunicato un vicedirettore, capo-autore e conduttore di un programma di prima serata e di grandi ascolti per spedirlo al Cairo e rimpiazzarlo con due carneadi mai stati autori né conduttori di nulla. E come se non esistesse la magistratura, che può essere neutralizzata con gli abusi d’immunità quando tocca un parlamentare, ma non certo quando un lavoratore fa causa al datore di lavoro che lo punisce senz’aver violato alcuna regola, anzi dopo aver subìto un attentato. Un provvedimento d’urgenza ex articolo 700 sarebbe giustificato da almeno tre esigenze: tutelare i diritti di Ranucci, risparmiare alla Rai danni erariali prolungati e scongiurare la fuga di una redazione che per Viale Mazzini è un fiore all’occhiello e una gallina dalle uova d’oro. Se c’è un giudice a Berlino, o almeno a Roma, presto potremmo ritrovarci Ranucci di nuovo a Report. E i geni della Rai al Cairo.
Nel caso della guerra fra Russia e Ucraina , come ho sempre detto , l'unica scelta eticamente possibile era quella di condannare la guerra e dare supporto umanitario alle vittime, lavorando diplomaticamente per la pace , come peraltro imporrebbe un testo quanto mai sconosciuto e bistrattato da una classe politica di saltinbanchi: la nostra Costituzione .
Abbiamo invece scelto , per vari motivi , di scendere in guerra boicottando in ogni modo il processo di pace , spacciando il supporto militare come aiuti per la risoluzione del conflitto che invece , come volevasi dimostrare, è ancora caldissimo .
E come dimenticare , fra i vari saltinbanchi che speculano politicamente sulle guerre altrui , chi con grande sprezzo del ridicolo , pur avendo giurato fedeltà alla Repubblica antifascista italiana , non ha esitato un attimo, per un misero tornaconto politico , a indossare l'elmetto , i bracciale la bandiera Ucraina ed è arrivato persino a tatuarsi un simbolo di origine fascista sul braccio?
Quindi , sebbene ci disgusti umanamente e politicamente , non ci stupisce vedere Calenda accogliere con gli onori un neonazista e un criminale chiamandoli eroi .
A proposito , mi domando una cosa: fra i tanti destrorsi che invocano pene durissime per ladri di galline , qualcuno chiederà che il foreign fighter italiano venga arrestato?
https://t.co/qvyVVQHrsm
Premesso che Bonaccini è alla destra di un partito che di suo già pende a destra come il PD , ti pare che per una volta ha detto una cosa giusta non la va a smentire?
Ma tirate fuori un po' di palle invece di lamentarvi perché la gente vi descrive come la nuova DC .
Diciamola questa cosa: l'elettorato della destra è mediamente composto da persone di cultura medio-bassa , c'è qualcosa di male a dirlo?
E comunque , sia detto per inciso , non ho nulla contro le persone che hanno studiato poco: il problema grosso è che sono deficienti , non incolti .
https://t.co/Uy4u4OCGIa
Assolutamente no .
L'articolo 11 della nostra Costituzione stabilisce che l'Italia ripudia la guerra .
Finanziare l'Ucraina significa dichiarare guerra alla Russia e mettersi contro la Russia si è già dimostrata essere una scelta inutile e controproducente .
L'Italia non ha alcun interesse a interrompere le relazioni diplomatiche con la Russia , non avendo la Russia minacciato in alcun modo i nostri interessi .
Anche volendo , l'Ucraina non è ancora riuscita a liberare il Paese dai russi .
Alimentare la resistenza ucraina è un impegno gravoso e non aiuta in alcun modo la causa dell'Ucraina , anzi aumenta il rancore della Russia verso l'Occidente .
Quindi dico no alle armi , sì ai negoziati , Se vogliamo veramente aiutare gli ucraini , dobbiamo fare pressioni su Zelensky perché accetti un negoziato bilaterale con Putin . Fine . Tutto il resto sono soltanto chiacchiere di gente che non ha mai considerato una soluzione diplomatica e non ha a cuore la sorte degli ucraini ma soprattutto degli italiani .
La guerra porta solo guerra , Solo la diplomazia può assicurare una pace duratura e stabile .
Non si sforzano nemmeno più di mentire , ormai ammettono apertamente quello che fino a ieri tutti cercavano di nascondere: spesa sociale e difesa sono voci di spesa antitetiche e le risorse per l'una vengono sottratte dall'altra .
In un perverso circolo vizioso , ci portano in un'economia di guerra dove , con la scusa della nostra difesa da nemici immaginari , fanno strame dei nostri diritti sociali e certamente non esiteranno a privarci di quelli civili quando oseremo protestare .
L'unica cosa da cui dobbiamo difenderci è questa classe politica guerrafondaia , nemica della democrazia e i cui interessi confliggono con quelli generali della popolazione .
Loro sono il nemico da combattere .
https://t.co/azhhBqwTdT
Atei e pacifisti
Piergiorgio Odifreddi e la sua riflessione su come la guerra sia sempre e da sempre influenzata dalle grandi religioni monoteiste.
https://t.co/3YhLbxBWea
O la borsa o Lavitola
Di Marco Travaglio ~ Se – e sottolineo se – la Rai riuscirà a cacciare Sigfrido Ranucci da Report, non coronerà soltanto il sogno dei tanti politici, affaristi, stragisti, spioni e manigoldi che da anni trafficano per liberarsi dell’ultimo programma d’inchiesta rimasto nel cosiddetto servizio pubblico. Ma anche quello di Valter Lavitola. Il quale, sulle bombe del 16 ottobre sotto casa del giornalista, ha fornito vari moventi, uno più demenziale dell’altro: dal favore dinamitardo per spingerlo a candidarsi a premier progressista al dono esplosivo per fargli potenziare le scorta. Ma su un punto, nelle intercettazioni, nelle chat e nei verbali, non ha mai tentennato: voleva Ranucci fuori da Report e possibilmente dalla Rai. L’ha detto il 12 agosto al gip: “Sarebbe stato bene se lo avessero cacciato”. E ha squadernato il suo piano (folle, tanto per cambiare) di “sistemarmi economicamente” producendo Report con una società esterna, tipo quella che forniva a La7 Servizio Pubblico di Michele Santoro, per vendere poi il programma alla Rai. Lievissima contraddizione con il delirante progetto di portare Ranucci a Palazzo Chigi e se stesso al seguito come “suo Gianni Letta”. Ma tant’è.
Il 28 luglio 2024 la terza replica di Report batteva In onda di Aprile&Telese su La7 col 5,6% di share contro il 4,2, malgrado la concorrenza delle Olimpiadi. L’indomani Ranucci esultava, mentre Lavitola incalzava: “Sarebbe il momento di andarsene”. Ranucci non ne aveva alcuna intenzione, ma notava che malgrado gli ascolti – o proprio per quelli – la Rai e i suoi mandanti “stanno facendo di tutto per mandarmi via”. E Valterino: “Faresti bingo! Una buonuscita da botti. E tra due anni fai il Presidente”. Il 27 ottobre 2024, appena partita la nuova stagione di Report, il conduttore faceva il solito slalom fra attacchi, minacce, querele e dossieraggi, mentre il faccendiere li benediceva come manna dal cielo: “Potrebbero pure avere un po’ più di coraggio e ti cacciano”. Quando poi scoppiò quel chilo di esplosivo distruggendo le due auto del giornalista e mettendo a rischio la vita sua, dei familiari e di eventuali passanti, si pensò che Ranucci e la sua squadra avrebbero lavorato in pace per un po’. E quando gli inquirenti scoprirono che il mandante era proprio Lavitola, tutti sorrisero per i suoi malauguri sull’imminente cacciata dell’amico: chi avrebbe mai osato toccare un giornalista che aveva appena subìto un attentato? Beata ingenuità. È bastata mezza estate di balle e fango a reti ed edicole unificate per trasformare la vittima in colpevole. Tant’è che oggi si dà per scontato che Ranucci non condurrà più Report. A saperlo prima, Valterino avrebbe risparmiato sull’esplosivo e si sarebbe risparmiato la galera: bastava lasciar fare alla Rai e ai suoi mandanti.
Oggi scelgo la gioia. Non perché sarà tutto perfetto... ma perché mi rifiuto di lasciare che i piccoli imprevisti decidano del mio umore. Un po' di leggerezza, un sorriso, e si va avanti.