Una banda di psicopatici ci sta conducendo all'apocalisse
La prima settimana della primavera 2024 ci ha confermato che non a caso questa stagione viene accostata alla follia. Oltre al tragico attentato di Mosca, che per ora ci asteniamo dal commentare. ci ha regalato un fiorire di deliri di proporzioni raramente viste in precedenza.
Succede ad esempio che, dopo l’apertura di Macron all’invio di soldati francesi in Ucraina, alla televisione transalpina proiettino una cartina gigante di quel paese, a fronte della quale i soloni in studio ipotizzano i luoghi in cui le truppe potrebbero posizionarsi, con la stessa malcelata felicità di chi sta organizzando la gita di Pasquetta. Alla discussione da sala del thé del canale francese, si sono accompagnate il giorno dopo le dichiarazioni di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, il quale, forse sentendosi messo in ombra dalle fregole belliciste della Von der Leyen, ha proclamato che la UE “deve passare alla modalità economia di guerra, perché se vogliamo la pace dobbiamo essere pronti alla guerra, altrimenti dopo l’Ucraina noi saremo i prossimi.” Sono affermazioni tanto folli sul piano dei contenuti quanto scontate sul piano della propaganda, che è stata costruita sui due script principali secondo cui per fare la pace bisogna mandare armi e se la Russia vince in Ucraina attaccherà i paesi Nato, slogan entrambi sganciati sia dalla logica che dalla realtà. Proseguendo la galleria degli orrori, non poteva mancare quel personaggio improponibile che risponde al nome di Borrell, il quale ha supplicato di velocizzare l’invio all’Ucraina sia degli F-16 che dei missili a lunga gittata, per intenderci quelli che potrebbero colpire Mosca e San Pietroburgo.
Tali simpatici quadretti illustrano come meglio non si potrebbe il livello dell’attuale classe dirigente europea, che non si sa se meglio definire come imbelle, ignorante, irresponsabile o folle. Forse la definizione più corretta è quella che le assomma tutte.
Da anni questi personaggi squilibrati giocano con il fuoco. Lo fanno fin dal colpo di Stato provocato dagli USA in Ucraina nel 2014, a partire dal quale hanno via via respinto ogni possibilità di accordo con la Russia, compreso quello giunto pochi giorni prima dell’invasione. Si sono spinti a sabotare anche quello raggiunto dopo poche settimane dall’inizio del conflitto, quando gli USA hanno mandato l’inglese Johnson a Kiev per dire agli ucraini che dovevano continuare a morire. Quell'intervento è costato la vita ad almeno 500.000 giovani, oltre a portare alla completa devastazione del paese. Se si pensa che si trattava di un accordo molto più favorevole per l’Ucraina di quello che si potrà ottenere ora (prevedeva ad esempio che il Donbass rimanesse territorio ucraino) la follia appare in tutta la sua magnificenza.
Da allora è stata una progressiva discesa verso il baratro, con l’apertura di continue finestre di Overton che hanno fatto via via diventare normalità ciò che qualche settimana prima era considerato indicibile e frutto solo delle menti di “complottisti”.
Così, nelle prime settimane del conflitto gli espertoni del mainstream negavano con sdegno che le operazioni belliche dell’Ucraina fossero guidate dalla NATO. Ma poco tempo dopo, il mantra “è tutta una questione ucraina, noi non c’entriamo, sarebbe come entrare in guerra con la Russia!” si è trasformato come nulla fosse in “certo che la NATO è impegnata in Ucraina, ci mancherebbe che lasciassimo quel paese a combattere da solo contro una potenza come la Russia!” Allo stesso modo, prima si è spergiurato che si sarebbero inviate solo armi difensive e poi si è passati con naturalezza a quelle offensive. Poi si è detto che sarebbero state inviate solo armi leggere, salvo poco dopo inviare anche quelle pesanti. E poi ancora che non si sarebbero mai mandati i carri armati (scherziamo? Sarebbe una grave provocazione contro la Russia”!), mentre oggi i carri armati occidentali calcano a decine i campi di battaglia ucraini. E via di seguito con le munizioni a grappolo, i proiettili all’uranio impoverito, gli F-16, il permesso di colpire con armi occidentali il territorio russo, i missili a lunga gittata, ecc. ecc. Così, ciò che doveva essere un semplice supporto “esterno” si è trasformato in un salasso di 138 miliardi a livello europeo (cifra che sarebbe bastata per pagare per tutta la loro vita lavorativa 100.000 -centomila !- nuovi medici da inserire nella Sanità) e in un coivolgimento bellico a trecentosessanta gradi.
Ora ci stiamo avviando verso l’invio di truppe sul terreno. Truppe ufficiali, si intende, perché la presenza di quelle in incognito, a lungo negata, oggi viene ammessa senza problemi, sulla base del medesimo schema comunicativo di cui sopra. Detto in parole semplici, già oggi soldati occidentali stanno sparando contro soldati russi e dobbiamo in gran parte ai nervi saldi di Putin e dei suoi generali se non è scattata una reazione che sarebbe del tutto legittima secondo le norme del diritto internazionale bellico.
Ma non pensate che l’invio delle truppe possa essere l’ultimo atto. Verrà usata la medesima tecnica della gradualità per dire in un primo tempo che i nostri soldati, sì, entreranno in Ucraina ma solo lontano dal fronte. Poi si dirà che potranno stare anche al fronte ma solo con funzioni logistiche, poi che potranno avere anche funzioni militari ma solo difensive, poi che potranno avere anche mansioni offensive ma non sul territorio russo, poi che potranno averle anche sul territorio russo, poi che occorrono almeno 20.000 soldati e non sole 2.000 e così via. Finché si arriverà all’ultimo bluff, quando si spergiurerà che mai e poi mai, per quanto la guerra possa incancrenirsi, si useranno le armi nucleari. Anche questa menzogna sarà destinata a crollare, perché in ogni guerra, come illustrato da tutti gli studiosi che ne hanno studiato le dinamiche, si sviluppa un meccanismo di escalation che acquisisce poco per volta caratteri automatici. Con il progredire del conflitto, irrazionalità e istinti prendono piede e travolgono gli approcci più freddi e razionali che prevalgono nelle fasi iniziali, tanto che, a meno che la soverchiante supremazia di una parte sull’altra interrompa presto il nefasto meccanismo, si giunge inesorabilmente allo scontro definitivo. E le dottrine militari di tutte le potenze nucleari prevedono regole di ingaggio precise, nell’ambito delle quali è sempre previsto che si DEVE usare la forza nucleare in caso di minaccia esistenziale al paese.
Che ora si stia varcando un pericoloso limite è ben evidente ai russi, i quali hanno cominciato a usare toni molto duri con l’Occidente. Il presidente della Duma Tolstoj ha dichiarato che i francesi che metteranno piede in Ucraina diventeranno obiettivi prioritari e ha ricordato che bastano due minuti a un missile russo per raggiungere Parigi. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino Peskov, solitamente molto moderato, ha avvertito che l’ingresso di truppe ufficiali di paesi Nato in Ucraina può rendere la situazione irreparabile e ha usato per la prima volta la parola guerra al posto della locuzione “operazione speciale”.
Mentre Europa e Russia si scannano (per ora a parole), a ridere è Washington, che ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, primi dei quali la separazione dell’Europa (la Germania soprattutto) dalla Russia e l’indebolimento dell'economia europea. Per raggiungerli, il padrone americano non ha esitato a compiere veri e propri atti di guerra verso i propri alleati, come il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, o a lanciarsi in operazioni commerciali sleali, come i finanziamenti alle aziende europee che si trasferiscono oltre oceano. Ora completa l'opera chiedendo ai vassalli europei di entrare direttamente in guerra con la Russia, mentre lei può occuparsi di preparare quella contro la Cina, cui una Russia sfiancata dai conflitti sul fianco occidentale non potrà prestare grande supporto.
Ma il calcolo degli americani è tanto cinico quanto miope. Uno scontro nucleare non risparmierebbe nemmeno loro: perché mai Mosca dovrebbe accettare di perire in un olocausto atomico lasciando intatta la testa del serpente che ha scelto di annientarla?
Di fronte all’abisso, le opinioni pubbliche occidentali paiono come sonnambuli che ballano sull’orlo di un vulcano. Un misto di inerzia e di negazione tiene lontano i più dall’idea che si sta avvicinando qualcosa che potrebbe travolgere il piccolo mondo delle loro abitudini e molto, molto di piu. E’ una situazione che presenta paralleli inquietanti con quella che ha preceduto la Prima guerra Mondiale, quando la società è passata direttamente dalle frivolezze della Belle Epoque al mattatoio delle trincee nelle quali avrebbero lasciato la vita oltre dieci milioni di giovani europei.
Così, anche stavolta, quando la guerra arriverà, molti piangeranno. Capiranno allora che la guerra non è né una partita di Risiko né quella cosa di cui si parla nei salotti TV tra una pubblicità dell’ultimo profumo Dior e una del rasoio Gillette. Penseranno, frastornati, che sia caduta dal cielo all’improvviso, mentre si ingegneranno disperati per evitare che i loro figli finiscano al fronte o per recuperare il cibo che scarseggia o un posto dove dormire dopo che la loro casa è stata bombardata. Ma sarà troppo tardi, e se mai qualcuno quel giorno dovesse chiedermi stupefatto: “Come siamo arrivati a questo punto?”, userei le parole che a volte rivolgo a chi, con la stessa sorpresa, constata di aver subito pesanti reazioni avverse alle sostanze m-RNA: " Ci siamo arrivati mentre giorno dopo giorno io facevo di tutto per avvisarti e tu ti giravi dall’altra parte, insultando sui social chi stava solo cercando di salvarti la salute e la vita”.
La sola nostra speranza è che il popolo prenda in fretta coscienza che alla guida del mondo occidentale si sono seduti dei pazzi scatenati, che vanno urgentemente fermati. Chi ha mai dato a questi squilibrati il diritto di portarci in un conflitto che devasterà le nostre vite, che potrebbe uccidere i nostri figli e distruggere il pianeta? Con che diritto pretendono di rappresentare i popoli europei, nessuno dei quali vuole la guerra? A nome di chi blaterano le loro follie? Con quale autorità pretendono di decidere per noi? Sono uomini molto mediocri, la classe dirigente più inetta che i popoli europei abbiano conosciuto dal dopoguerra, bambini narcisisti privi di empatia, che credono che la guerra sia un videogioco con cui trastullarsi in sicurezza da un divano, contando alla fine i punti guadagnati. E nella loro dissociazione mentale, vera e propria psicopatologia, non hanno idea di cosa la guerra sia, non hanno idea di cosa siano la sofferenza e la morte.
Abbiamo iniziato questo viaggio insieme e resistito fino ad oggi alle menzogne e ai tentativi di dividerci lungo la strada. Andiamo avanti con umiltà e verità.
Viva l’Italia, viva la Spagna, viva l’Europa dei Patrioti.
Il mio messaggio agli amici di @vox_es a #VIVA22
@giovannicirone3@GiorgiaMeloni L attuale opposizione è la masnada di cialtroni che hanno portato all esasperazione il popolo italiano e condannato a morte migliaia di ammalati covid che non ha curato . Vergognati tu e tanto! A processo devono finire
La propaganda di demonizzazione contro di noi ha inasprito animi e diviso gli italiani. Noi lavoreremo per unirli: non è tempo di polemiche strumentali, ma di responsabilità.
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