Chiediamo a Maria, Regina della pace, di insegnarci a rinunciare alle parole offensive, al giudizio affrettato, alle maldicenze e alle calunnie. E che impariamo a custodire e a coltivare l’amore in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro, nei social network, nelle discussioni politiche e nelle comunità cristiane, affinché l’odio lasci il posto alla speranza e alla pace. #ViaggioApostolico
Le intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall’interno ciò che significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Possono imitare, possono simulare, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l’orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l’umano diventa sapiente. #MagnificaHumanitas
In Italia nei talk show, quasi tutti i commentatori sono appassionati di dittature come #Russia#Iran#Cina. È incredibile come siano clementi con queste DITTATURE. È pazzesco il suicidio di una parte consistente dell’Occidente. La democrazia muore così, poco a poco
Avere un giudice (ed un PM) che agiscano con terzietà ed imparzialità nello svolgimento del proprio lavoro non è una pretesa assurda ma un diritto costituzionale di ogni cittadino: siamo e dovremmo essere uguali di fronte alla Legge.
Lo siamo?
Non mi pare, da ciò che abbiamo visto negli ultimi decenni.
Il PM ad esempio ha il dovere di svolgere un’indagine cercando elementi contro ed a favore della persona indagata e se un Magistrato svolge il suo lavoro o usa i propri poteri con pregiudizio e parzialità, distrugge il presupposto costituzionale su cui si fondano gli enormi poteri che consentono alla magistratura di sospendere momentaneamente anche alcuni diritti costituzionali individuali.
Un Magistrato che auspica la morte dei colleghi che hanno liberamente votato SÌ o che attacca o irride un Presidente del Consiglio in carica (che può chiamarsi Meloni o Renzi o Draghi o Gentiloni o Conte) nell’aula di un tribunale e cioè nel luogo dove dovrebbe esistere solo la Giustizia, quella senza colori, senza pregiudizi, sopra ogni parte, come può essere considerato terzo, come può offrire garanzie di essere super partes?
E la sua azione a che principi si ispirerà?
La contrapposizione politica?
La volontà di combattere l’esecutivo del momento, se non gli aggrada, sia esso comunale, regionale o nazionale?
Questo tema non può essere trattato con un coro da stadio o un elemento di tifo o di militanza politica perchè riguarda un potere che non deve essere e nemmeno deve apparire di parte.
Archiviato il Referendum questo tema non può essere dimenticato o sotterrato.
Se non lo si affronta allora si che si calpesta la Costituzione e si ferisce la Democrazia.
Come accade da anni.
La Costituzione più bella del mondo si difende e si rispetta ogni giorno, in ogni sua parte, compreso l’articolo 27 comma 2 che recita "l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva".
Invece ci sono persone che sono state perseguitate, attaccate, distrutte per aver ricevuto un avviso di garanzia o un rinvio a giudizio cioè senza nemmeno aver avuto la possibilità di dimostrare la loro innocenza.
Io sono garantista da sempre.
Lo sanno tutti i miei avversari politici che mi hanno trovato sempre dalla parte della Costituzione e quindi mai contro di loro quando sono stati toccati da qualcosa di giudiziario.
Non mi interessa se la persona vota a sx o dx, se è simpatico o antipatico, se ha borse belle e abiti firmati o capelli verdi e ciabatte, se va in vacanza in spiagge di lusso o in una casa occupata.
Io auspico una Giustizia che non sia mai sommaria, che si discuta nelle aule dei tribunali, in un contraddittorio reale tra accusa e difesa, di fronte ad un arbitro terzo e considero tutti i convenuti come mi dice di considerarli la Costituzione: cittadini innocenti fino alla condanna definitiva.
Finito il referendum vedo che molti sostenitori del NO da Gratteri a Conte dicono che occorra intervenire sulla Giustizia, anche sulle correnti e che va garantita la terzietà e l’imparzialità.
Chi la deve garantire?
Chi deve difendere la Costituzione di fronte ad evidenti strappi come quello dell’aula di Napoli?
Prima del Referendum auspicavo un tavolo, qualunque fosse stato il risultato, abbandonando le magliette da ultras e pensando al futuro.
Lo auspico con forza a maggior ragione ora perché non è un tema derogabile.
Non sta a me invitare il Parlamento ed il Governo, la Magistratura e la politica, a provarci, perché non ho il ruolo necessario ed utile per chiedere a tutti ad iniziare un dialogo costruttivo e serio ma posso almeno auspicarlo.
Giorgio Mule’ non è indagato.
Negli atti c’è solo una persona che lo nomina (“si diceva che qualcuno diceva che si era interessato, ma non so”).
Atti che, comunque, non avrebbero potuto per legge entrare in possesso dei giornalisti.
Tuttavia ecco l’articolo che un quotidiano ne tira fuori.
Con tanto di sottotitolo “Mule’: non ricordo”, che nelle scuole di merda nel ventilatore si insegna essere perfetto per instillare il dubbio nel lettore.
@giorgiomule ovviamente, paga soltanto l’aver sostenuto con l’efficacia maggiore, tra tutti noi, le ragioni del SÌ al referendum.
E per questo, deve essere punito da quello stesso “complesso giudiziario-giornalistico” (semi-cit) di cui spesso abbiamo parlato.
Questa è l’Italia del 2026, signore e signori.
Se voi dite che va tutto bene così, che questo è il massimo della liberal-democrazia a cui possiamo aspirare, beh allora anche questo weekend - come lo scorso - ci inchiniamo alla volontà popolare.
Sto vedendo dei video in cui un gruppo di persone festeggia per la vittoria del NO intonando cori da stadio (“chi non salta … è”, laddove a posto dei puntini mettete nomi di politici o di loro colleghi) e cantano le canzoni della Resistenza contro il nazi-fascismo.
E ho pensato che è comunque bello vedere militanti politici festeggiare, anche se nella fattispecie sostengono un’opinione diversa dalla mia.
Poi ho guardato meglio: quelle persone sono magistrati della Repubblica, ovviamente in servizio.
Persone che, con le proprie inchieste, hanno il potere di privare una persona della propria libertà o comunque rovinarle la vita.
Che strano paese che siamo.
Essere giudicato da un giudice terzo e imparziale, oltre che un preciso diritto costituzionale, è un presidio di civiltà giuridica. E se l’imparzialità uno, forse - con molti sforzi e nobiltà dell’animo - se la può dare, la terzietà è un dato strutturale: o c’è o non c’è. In Italia, dove giudici e PM appartengono alla stessa carriera e sono amministrati dallo stesso CSM, la terzietà del giudice ancora non c’è.
Al #referendum, dunque, voterò #sì.
Perché il referendum non risolverà tutti i problemi della giustizia, non sarà e certamente non è la riforma perfetta, ma di sicuro consente all’Italia di completare la fuoriuscita dal processo penale autoritario ereditato dal fascismo e di riportare merito e responsabilità in capo a quei cittadini che hanno seguito la loro vocazione di servire la Repubblica indossando la toga e diventando magistrati.
Sono femminista e voto #SI non vi fate fregare dalle ennesime bufale del NO! “Usare” la violenza sessuale per sostenere il No, è davvero malafede oltre che falso. @ilriformista
Io non ho mai votato la fiducia al governo Meloni, né la voterò.
Eppure appoggio questa riforma della giustizia, che era nel programma della formazione politica liberaldemocratica nella quale gli italiani mi hanno votato alle ultime elezioni politiche.
Allo stesso tempo, numerosi esponenti di uno schieramento avverso (sia a noi del @Partito_Libdem che alla maggioranza di governo) - e cioè il centrosinistra - voteranno SÌ.
Perché questa riforma era in un passato recente e lontano sostenuta anche da pezzi importanti della sinistra, addirittura in parte persino nell’ultimo programma elettorale.
La scheda per votare Si o No sull’operato del governo Meloni ce la consegneranno tra poco più di un anno, alle elezioni politiche.
Domenica e lunedì invece ci daranno un’altra scheda: in cui non ci sono “messaggi politici” da dare, né opinioni da esprimere sul centro, la destra o la sinistra.
C’è solo da approvare o respingere una riforma che completa un ciclo iniziato nel 1988, proseguito nel 1999 e che dà fastidio solo a chi non vuole rinunciare a logiche “di sistema” che hanno fatto male in primis alla credibilità di un’istituzione preziosa come la magistratura.
ascoltate #LuciaFiumberti, arrestata poi assolta, alla quale il PM ha detto “dai che queste esperienze nella vita servono”. Il carcere. Mentre lui dopo l’errore giudiziario è stato promosso. Vota #SI alla #separazionedellecarriere
A nome dei cristiani del #MedioOriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco! Si riaprano percorsi di dialogo! La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono.
E se l’avessimo fatta noi di sinistra la #separazionedellecarriere come avevamo scritto nei tanti programmi elettorali, sarebbe venuto giù il mondo?
Ah no, noi siamo i buoni e giusti ♥️
Il caso #Epstein è il nostro “sottosopra” dove predatori che guidano il mondo e la finanza hanno compiuto atti indicibili di pedofilia e traffico di essere umani, organizzato ricatti, passato soldi e informazioni. Dobbiamo fare chiarezza fino all’ultimo nome e informazione per ripulire l’Occidente da questa spazzatura.
Occorre ricordare spesso che il diffamatore Marco Travaglio, nel giugno 2021, affermò: “Se vuoi sbaragliare le correnti devi fare una riforma costituzionale che sorteggia i membri del CSM”.
Lui: c’ha la faccia come il culo.
Voi: votate SÌ.
Da non credere: due membri del congresso americano, il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna hanno avuto accesso ai file non censurati del caso Epstein. Avevano solo due ore, un’inezia, per selezionare milioni di documenti. In queste due ore hanno trovato i nomi di sei Vip tra cui un personaggio statunitense molto in vista e un politico straniero che ricopre incarichi importanti.
Ma l’aspetto più strabiliante è che, secondo questi due deputati, l’Fbi avrebbe consegnato ai magistrati e al Dipartimento della Giustizia, i files di Epstein con i nomi in gran parte censurati. Questo incredibile dettaglio spiegherebbe perché nessuno è stato indagato né con condannato.
Se così fosse staremmo assistendo a uno dei più colossali insabbiamenti della storia.