#SebastianoBarisoni non ci sta e smonta punto per punto la retorica secondo cui le spese per #Difesa e #energia toglierebbero fondi per l’istruzione o la sanità: «È una castroneria micidiale». Ascolta #FocusEconomia cliccando qui: https://t.co/CD0IxvURGO
Questi quotidiani (e spesso proprio questi autori dell’articolo) sono gli stessi che tra 20 giorni - quando si cercherà di iniziare ad affrontare il problema riducendo l’Irpef a chi guadagna 2.500 euro al mese - titoleranno:
“Scandalo! Si tagliano le tasse ai ricchi e si dimenticano i poveri!”.
Seguirà intervista a Landini e altri 12 politici del Campo Largo che monteranno il caso.
Poi tranquilli eh. Tra qualche mese riprenderanno a fare titoli come questo e lamentarsi che tutto il peso dell’Irpef sta su un terzo dei contribuenti…
✍🏻 Roberto Riccardi
A Conte deve essere morta la maestra di matematica alle elementari. È tornato a promettere soldi a pioggia: ai diciottenni, agli artisti, a chi lavorerà meno. Soldi a tutti, proprio a tutti.
Qualcuno, a Milano, ha pensato di regalare una calcolatrice all’uomo del “tutto gratuitamente”?
All’evento Nova, gli iscritti del Movimento 5 Stelle hanno approvato il farneticante programma che Giuseppe Conte porterà agli alleati del campo largo.
Lo hanno votato in migliaia, ma nessuno, evidentemente, è stato in grado di fare due conti.
Il pezzo forte si chiama “Capitale 18”, allacciate le cinture.
15.000 euro a ogni ragazzo che compie diciotto anni, da spendere in studio, impresa o mobilità. Una misura selettiva, precisano, riservata alle famiglie con meno di 300.000 euro di reddito l’anno.
Bisogna riconoscerlo. Stavolta la copertura, per quanto di fantasia, l’hanno scritta. Pagheranno le grandi eredità, con un’imposta di successione più progressiva. A Roma si direbbe una operazione “a babbo morto”
Proviamo allora a fare quello che a Nova nessuno ha fatto. I nati del 2008, cioè i diciottenni di quest’anno, sono 576.659. Moltiplicati per 15.000 euro fanno 8,6 miliardi l’anno.
L’imposta di successione ne incassa 952 milioni. Il conto è sbagliato di nove volte.
Alle elementari la tabellina del nove arriva per ultima. La maestra deve aver lasciato il mondo terreno prima di insegnarla a Giuseppi. Non c’è altra spiegazione.
Nove volte il gettito di oggi. I ricchi veri non bastano, pure perché il commercialista in Svizzera ce l’hanno da tempo.
Per trovare il resto bisogna scendere. Parecchio. Fino alla casa della nonna, al bilocale lasciato al nipote, al risparmio di una vita.
La paghetta di Stato al diciottenne verrebbe dalle tasche del ceto medio nel giorno peggiore, quello in cui perde un genitore.
Poi c’è la soglia. Per il fisco italiano sopra i 50.000 euro l’anno sei già nella fascia più alta. Per Conte a 300.000 sei ancora uno da aiutare.
Il primario con la barca e il figlio al liceo privato potrà mettersi in fila allo sportello accanto alla cassiera del supermercato. Uguaglianza, finalmente.
Il capolavoro però è un altro.
Nello stesso patto il Movimento vuole dare il voto ai sedicenni.
A sedici anni un ragazzo sarebbe abbastanza maturo per scegliere il governo della Repubblica. Ma a diciotto non lo sarà abbastanza per spendere i suoi 15.000 euro.
Il programma specifica che i soldi non sono liberamente spendibili e che servirà pure un percorso pubblico di educazione finanziaria.
Può decidere chi scrive la legge di bilancio, non può comprarsi un motorino. Maturo per l’urna, minorenne per il portafoglio.
E non è finita. C’è pure il reddito creativo.
1.000 euro al mese a chi lavora nella cultura. Se le domande supereranno i fondi, si sceglierà con “criteri non discrezionali”. Quali? Non si sa. Si sa solo come non sarà.
E poi l’IVA sui carburanti dal 22 al 10 per cento, l’orario ridotto a parità di stipendio, gli asili nido gratuiti in tutta Italia, il congedo pagato al cento per cento.
Poi di nuovo il Reddito di divananza, stavolta 2.0.
Accanto a ciascuna voce manca il costo. Creare deficit apocalittici è la specialità della casa.
È la letterina che i bambini lasciano sotto l’albero. Con una differenza: Babbo Natale almeno sa che i regali qualcuno li deve pagare.
L’unica divisione che torna è quella degli alberi. Il Movimento promette 58,9 milioni di nuovi alberi nelle città, uno per abitante.
Per contare gli alberi basta l’anagrafe. Per contare i soldi servirebbe la ragioneria.
Chi si stupisce ha la memoria corta.
Reddito di cittadinanza, superbonus al 110 per cento, bonus per i monopattini, bonus vacanze, lotteria degli scontrini, banchi a rotelle e tanto altro.
Lo scontrino di Giuseppi è lungo come un rotolo di carta da cucina. Anzi, visti i risultati dei suoi governi, come il famoso rotolo di carta igienica Regina.
Il Movimento che prometteva di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ha finito per aprire il portafoglio degli italiani. Il loro, non il suo.
Perché c’è ancora chi dà retta a Conte, come è possibile?
Perché i bonus e le regalie varie hanno un pregio che nessuna riforma seria avrà mai: si vedono.
I 15.000 euro portano il nome di tuo figlio. Il conto invece arriva diviso fra sessanta milioni di persone, spalmato negli anni, senza firma. Il beneficio è vicino e personale, il costo è lontano e anonimo.
Non serve essere ingenui per cascarci. Basta essere stanchi, basta avere un figlio che non trova lavoro e un affitto che non scende.
Chi promette lo sa benissimo. Giuseppi non è un distratto che sbaglia i conti. È uno che ha scelto di non farli.
Il meccanismo è più profondo di una furbizia elettorale.
Un partito nato senza sezioni, senza apparato, senza una dottrina non ha niente che tenga insieme i suoi elettori.
Non ha la fede che reggeva la vecchia Democrazia cristiana, non ha la disciplina del vecchio Partito comunista. Non ha una storia da difendere né un’idea di Paese da tramandare.
Ha solo la promessa. Nel 2018 il reddito di cittadinanza gli consegnò il Mezzogiorno come un contratto di fornitura.
Da allora, ogni volta che i numeri calano, il Movimento rinnova l’offerta e alza la posta. E il “Capitale 18” non è un piano di governo. È una flebo.
Dietro c’è pure un’Italia che lo ha reso possibile: l’Italia del click day, dell’applicazione aperta a mezzanotte, del bonus scaricato come un buono sconto.
Un Paese educato a chiedersi non quanto costa una cosa, ma come si fa la domanda. E se in omaggio ci sono pure una batteria di pentole e una bici con il cambio shimano, il gioco è fatto.
Chi governa quel Paese con i sussidi non lo aiuta a crescere. Lo tiene bambino, perché i bambini chiedono e non fanno i conti.
Alla maestra di Conte non possiamo chiedere più niente. Agli elettori sì. Prima di mettere la croce sulla scheda, fate la prova del nove.
Brava Elly, per vincere le elezioni bisogna parlare un linguaggio nuovo, individuare nuovi nemici, identificare i nuovi colpevoli.
Ad esempio quel neoliberismo di cui si sente l'invisibile presenza da 30 anni e che da allora non ha privatizzato più nulla, che ha regalato 200 miliardi ai proprietari di appartamenti e villette, che ha elargito 194 miliardi tramite pnrr e affini, che ha aumentato la pressione fiscale al 43%, che fa utilizzare ai governi la golden share, che non è capace di spendere bene 140 miliardi l'anno sul servizio sanitario nazionale, che ha monetizzato il debito pubblico, che la scuola non funziona non perché non forma i nostri figli ma perché non si affida al salvifico valore dell'umiliazione in classe (cit. Valditara), che ha forzato una transizione energetica tanto necessaria quanto miope...
Forza Elly, avanti così verso la sconfitta!
Carlo Panella definitivo a proposito di Sigfrido Ranucci e della stramba sinistra che lo difende.
Da ascoltare e riascoltare e riascoltare e riascoltare...
Il problema non è la Torre Eiffel. Il problema è che, un pezzo alla volta, rischiamo di smontare l’Europa e la cultura occidentale per paura di disturbare qualcuno.
Un gruppo induista chiede di visitare la Torre Eiffel senza donne. E la società che gestisce il monumento, invece di rispondere con la frase più semplice del mondo, “no, qui uomini e donne hanno gli stessi diritti”, concede il via libera. I lavoratori, giustamente, protestano.
È esattamente in questi piccoli cedimenti che cresce la rabbia.
Perché l’inclusione è un principio meraviglioso finché significa: puoi professare la tua religione, vivere liberamente come tutti gli altri.
Diventa una caricatura quando significa che, per includere te, devo escludere qualcun altro, in questo caso le donne.
Una democrazia liberale non deve chiedere scusa per i propri valori. Non deve vergognarsi dell’uguaglianza tra uomini e donne, della libertà individuale, della laicità, dei diritti conquistati in secoli di battaglie. Chi arriva in Europa non deve diventare come noi, mangiare come noi o pregare come noi. Ma deve accettare che qui una donna non può essere cancellata perché la sua presenza offende la sensibilità religiosa di qualcuno.
E c’è anche una questione politica che molti nel mondo progressista continuano ostinatamente a non voler vedere.
Le Pen in Francia, AfD in Germania e Vannacci in Italia si nutrono precisamente di queste follie. Ogni volta che si confonde l’inclusione con la rinuncia, si regala loro un argomento. Ogni volta che per paura di sembrare intolleranti diventiamo intolleranti verso noi stessi, consegniamo un altro pezzo di società a chi promette di difenderla con le ruspe.
La risposta alla destra estrema non è diventare meno liberali. È esserlo molto di più.
Rispettare tutti e non arretrare di un millimetro sui principi che lo rendono possibile.
Altrimenti alla fine avremo ottenuto il capolavoro: per paura di discriminare qualcuno, avremo discriminato le donne.
I giudici applicano leggi che TU ed i tuoi camerati potete modificare quando volete. Dopo 4 anni al potere non avete cambiato nulla e tu continui a fingere di essere all'opposizione mentre la responsabile sei TU e solo tu.
Cambia i codici e costruisci carceri adeguate invece di comprare voti con bonus e regalie mentre diffondi menzogne e paura!
Quello andato in onda a “È sempre CartaBianca”, il programma condotto da Bianca #Berlinguer sulla bambina morta di difterite è, a mio avviso, uno dei punti più bassi e di maggiore disinformazione vista in televisione negli ultimi anni.
Su vaccini, medici e salute pubblica non si può trasformare un dramma umano in un’occasione per diffondere messaggi fuorvianti, alimentare sfiducia nella medicina o mettere sullo stesso piano opinioni e dati scientifici. La Signora Regoli non è nuova a questo genere di attacchi alla scienza e al mondo medico.
Quando si parla della salute dei bambini, la responsabilità editoriale viene prima dello spettacolo e degli ascolti.
Mi auguro che Pier Silvio Berlusconi, che e’ da sempre dalla parte della scienza e dei sanitari, voglia prendere una posizione chiara. #Mediaset non può diventare un megafono per la cattiva informazione su temi così delicati.
La libertà di parola è sacrosanta. La disinformazione sanitaria, soprattutto quando riguarda i bambini, è un’altra cosa.
Anche il Veneto “conservatore” approva una legge sul fine vita. Ora tocca al Parlamento darsi una mossa.
Dignità e libertà di scelta devono essere diritti effettivi garantiti in tutta Italia.
Servono misure nazionali chiare, cure palliative realmente accessibili e di qualità, un testamento biologico per rendere molto più semplice esprimere e registrare in anticipo le proprie volontà, definire regole chiare e uniformi per chi, in condizioni estreme, chiede di poter scegliere sul proprio fine vita, e maggiori garanzie per chi rischia di perdere irreversibilmente la capacità di decidere.
La legge “Liberi Subito”, che definisce tempi e procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, è un grande risultato, ma un diritto così importante non può dipendere dalla Regione in cui si vive.
La #Legge194 ha liberato le donne dall’aborto clandestino.
#Vannacci vuole riportarle al ricatto morale, imponendo l’ascolto del battito fetale
Meditate donne, meditate
🇮🇹 Sulla stabilità ed i risultati ottenuti dal governo Meloni, occorre ribadire quanto detto negli ultimi anni: se al posto di Giorgetti avessimo messo una pianta, sarebbe stata la stessa cosa.
Al netto di un paio di provvedimenti condivisibili, in 5 anni è stato il nulla. È certamente vero che sono stati anni molto buoni (o ottimi) in termini congiunturali ed il mercato del lavoro ha registrato record dopo record. Ma questo non è successo solo in Italia ma un po' ovunque nel mondo, a partire dall'Europa (figura). È difficile dire che l'Italia ha fatto molto meglio degli altri, soprattutto dato quanto abbiamo speso (centinaia di miliardi!). È anche, e soprattutto vero che nonostante la congiuntura favorevole non abbiamo ridotto il debito come hanno fatto il Portogallo o perfino la Grecia. Quindi si, sono stati anni molto favorevoli. E certo, la stabilità del governo è di per sè una cosa positiva. Ma non si può dimenticare la totale inazione. Per questo, il giudizio, per quanto mi riguarda, non è positivo: siamo ad esaltare il "fare nulla per gestire il declino".
P.S. Giorni fa ho sentito Meloni dire che il governo ha dovuto affrontare "la più difficile congiuntura degli ultimi decenni". Viene quasi da sorridere pensando che il ragionamento di fondo è il seguente: "Se aumenta la benzina la congiuntura è complessa, ma se aumentano gli occupati è merito mio". Yeah!
Cari italiani, del Twitter e non, che state dalla parte della russia, mi rivolgo a voi per confessarvi una cosa:
vi odio
vi odio perché vi siete messi dalla parte più marcia della storia
vi odio perché ogni volta che vi riempite la bocca con la parola “libertà”, pensate solo alla vostra, non a quella di chi da quattro anni combatte per non perderla
vi odio per l’indifferenza, la negazione, persino lo scherno, che mostrate verso civili innocenti, feriti, stuprati, uccisi, privati di tutto
vi odio perché mentre voi potete votare in un paese libero, ne ammirate uno dove ogni elezione è una messinscena
vi odio perché, nella vostra miseria, più morale che materiale, vi lamentate, dando la colpa a un aggredito, per le bollette del gas e il costo della benzina
vi odio per ogni volta che scrivete “e allora il Donbass?” ignorando tutte le prove delle gravi colpe di Mosca
vi odio quando in nome di un pacifismo finto e ipocrita ve ne fottete del diritto internazionale violato e del diritto di un popolo a difendersi
vi odio per tutte le patacche della propaganda russa che diffondete senza mai preoccuparvi di verificare nulla
vi odio per quando postate foto false per dimostrare che gli ucraini sono “nazisti“ quando siete il perfetto esempio di chi, un secolo fa, sarebbe stato il primo a stare dalla parte di Hitler
Io non sono russofobo, non ce l’ho con tutti i russi perché so che anche fra di loro ci sono, seppur in minoranza, persone integre che rischiano la galera o la morte per essersi opposte al loro governo criminale, io disprezzo profondamente tutti voi perché l’essere tutto questo, l’essere dei traditori del nostro sistema di vita, dei nostri valori più sacri, della nostra società, del nostro Paese, l’avete scelto.
E questo è imperdonabile
A quasi 9 giorni dalla morte per #difterite della piccola Anna Rosa, il silenzio di #Meloni e #Schillaci pesa più delle parole
Perché non ribadire il rispetto di una norma in vigore indebolisce la prevenzione e disorienta i cittadini
https://t.co/ysrHfRDZSq
Disse quella che non sa la differenza tra milza e fegato. Il #morbillo può causare un ingrossamento della milza e la sua rottura spontanea è un evento estremamente raro, ma possibile. Il decesso è stato classificato dalle autorità sanitarie come "decesso associato al morbillo" poiché i tessuti polmonari del neonato sono risultati positivi al virus.
Signora @heather_parisi torni alle cicale che ha in testa (tante) e lasci perdere la medicina. Si risparmierebbe continue figure di m. occupandosi di argomenti a lei sconosciuti
Questo dimostra che la comunicazione della politica sui #vaccini ha una responsabilità enorme nella morte di questa bambina.
C’è qualcuno nei partiti e nei giornali di destra a cui fischiano le orecchie?
Ecco: vorrei che diventassero sordi per la forza di questo fischio fortissimo!
Vergognatevi di quello che avete combinato in italia negli ultimi 5 anni!
questo paga 800 euro al mese una concessione per metterci sopra un centinaio di ombrelloni che valgono 25-30 euro al giorno. Considerando che un ombrellone e 2 lettini ti durano 10 anni e - senza considerare - il ricarico altissimo del bar ed eventualmente del ristorante la concessione la copre con una parte del profitto di una normale domenica di agosto. E la cosa allucinante è che piange miseria
Paese stratosferico
Siamo andati a San Benedetto del Tronto a trovare Giuseppe Ricci, presidente di ITB balneari, che ci aveva già minacciato sui social dicendo che “quando un balneare colpisce, fa male”. Anche dal vivo non è stato da meno.
Noi continueremo a ripeterlo: non esistono padroni del mare. Servono gare pubbliche, più spiagge libere e una presa di posizione chiara della politica e del settore balneare contro minacce e violenze di questo tipo.
@Ivan_Grieco