@Albertouttj@GoonrayK@JesseKNL El ejército ha intervenido, casi todos han sido deportados y la policía no ha recibido instrucciones de tratarlos de forma diferente, lo que significa que si alguien representa un peligro, será arrestado. Qué pretenden que hagan? Que los fusilen a todos?
@Albertouttj@GoonrayK@JesseKNL Así que una violación organizada de las fronteras de España por parte de potencias extranjeras es culpa del gobierno español. No de quienes la organizaron para desestabilizar nuestro país. Claro, menudo patriota eres
@Albertouttj@GoonrayK@JesseKNL O acaso quieres que los militares empiecen a disparar a cualquier persona de piel morena que vean en Cueta? Es eso lo que pides? Cuando dije que estamos bien, me refería a que en general España está bien, la mayoría de estas personas ya han sido deportadas.
Ser de izquierdas y estar a favor de tratar a todos los humanos con dignidad independientemente de su lugar de origen o forma de pensamiento no implica estar a favor de que 40.000 personas hayan pasado de forma ilegal a través de una frontera.
No tenéis capacidad crítica alguna.
@Albertouttj@GoonrayK@JesseKNL Sí, si alguien lleva un arma en público, la policía debería tratarlo como una amenaza, igual que a cualquier otra persona. Esta violación de las fronteras españolas es un error y todos los españoles que conozco, tanto de izquierda como de derecha, la condenan. Cuál es tu punto?
@Albertouttj@GoonrayK@JesseKNL Cállate joder, Esto fue organizado por el gobierno marroquí, junto con Estados Unidos e Israel, debido a la reciente visita de España a Argelia y nuestra negativa a ceder ante la guerra ilegal de Trump en Irán y el genocidio israelí en Gaza.
Cuando la crisis de los refugiados Libios se apoyó a Italia
Cuando Trump pide Groenlandia se apoya a Dinamarca
Cuando Putin hace reclamos sobre Finlandia se le apoya
Ahora esos países son insolidarios con España
Está es la UE que tenemos ahora mismo.
@GoonrayK@JesseKNL So are you. This Spanish government has consistently stood up for its allies, including Meloni when Trump was lying about her, as well as Denmark and the rest of NATO and the EU.
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l'altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all'ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall'altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d'identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l'esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.
Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell'area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all'ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: "Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata".
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall'America Latina.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l'Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: "Non possiamo essere lasciati soli", "nessuno può affrontare la migrazione da solo", Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.
Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l'Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l'ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c'entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.
Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel'aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.
En la época de Franco, fue el propio Franco quien metió en territorio español a unos 80000 fieros soldados marroquíes para asesinar españoles y violar a españolas, basta con leer sucesos como la Masacre de Badajoz. No conocéis vuestra propia historia.
Ein paar Punkte zu Ceuta.
Ceuta ist nicht Europa 🇪🇺. Ceuta ist eine Enklave Spaniens 🇪🇸 in Nordafrika im histor. Marokko, ein Überbleibsel der spanischen Kolonialherrschaft.
Der Zeitpunkt ist relevant. Spaniens Premier Pedro Sanchez besuchte vor einigen Tagen nach vier Jahren erstmals wieder Algerien 🇩🇿, Marokkos Rivalen in der Region, was dem marokkanischen König 🇲🇦 nicht gefällt.
Spanien hat aktuell extrem schlechte Beziehungen zu 🇮🇱 und den USA 🇺🇸. Zwei der engsten politischen Partner des marokkanischen Königs. Dass Israel und die USA ein Interesse an Problemen für Spanien haben, liegt auf der Hand.
Die Emotion der Menschen in Ceuta ist echt. Selbst wenn einige geschickt worden wären, versuchen Tausende ihr Glück. Die Jugend sieht in Marokko kaum Zukunft und will um jeden Preis weg.
Rechte labern von „Invasion“. Wer in Ceuta einreist - selbst legal - ist offiziell noch nicht in die EU eingereist. Ceuta gehört nicht zum Schengen-Raum und um von dort aufs spanische Festland zu gelangen, braucht man Visum oder positiven Asylprozess. Spanien und Marokko verkündeten bereits, alle Personen zurückzuführen.
Das Geschehen hat somit keine konkreten Folgen. Außer dass weltweit gegen Sanchez, Spanien, Migranten und Muslime gehetzt wird. Man kann sich also selbst zusammenreimen, wessen Interessen aktuell bedient werden.