Aprile 2025: Federica #Brignone riporta una frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone, e la rottura del legamento crociato. Si prevede oltre un anno di stop, si ipotizza la fine della carriera, viene dichiarato impossibile il ritorno all'attività agonistica per le Olimpiadi del 2026.
Dicembre 2025: torna ad allenarsi con una certa regolarità.
Gennaio 2026: torna a gareggiare in coppa del Mondo.
Febbraio 2026, oggi: a 292 giorni dal terribile infortunio, prossima ai 36 anni, con nemmeno due mesi di allenamenti veri sulle gambe, dopo che sembrava letteralmente impensabile un ritorno alle gare in meno di un anno, Federica Brignone ha vinto l'Oro alle Olimpiadi trionfando nel Super G di poco fa.
Non le dedichiamo questo post perchè è appassionata di basket e perchè spesso, quando gareggia negli USA, va a vedere delle partite NBA.
Non le dedichiamo questo post perché vedendo il suo ginocchio, ci sentiamo ridicoli quando desistiamo dall'alzarci dal divano per andare a prendere un'altra birra in frigo perché abbiamo un dolorino alla schiena.
Le dedichiamo questo post perché ci troviamo di fronte alla più grande sciatrice italiana di tutti i tempi che ha realizzato una delle più grandi imprese sportive della storia.
Il sarcasmo è spesso diabolico, nasce da cattiveria e orgoglio, è il desiderio di schiacciare l'altro, umiliandolo. L'umorismo autentico è, invece, la capacità di affrontare la vita con serenità, smitizzando ciò che diciamo e facciamo e ci vaccina contro la superbia.
Il primo elemento di cui la Commissione Covid chiede conto è la nichilistica ed agghiacciante proibizione di assistere i propri cari in punto di morte comminata ai parenti dei moribondi mentre, nello stesso momento, i giornalisti potevano entrare nei reparti per fare i servizi da mandare nei tg.
Ed è giusto che questa sia la prima cosa detta perché uccidere la pietas è l'atto più dissacrante che una società umana possa compiere. In quel momento la terra ostile diede luogo ai due mondi.
🔵"A marzo del 2022 mi è stato diagnosticato un tumore al polmone", rivela #LucaCarboni al @Corriere. Il cantante, che si è sottoposto anche ad una "massiccia cura di chemioterapia", dice che oggi è "tecnicamente guarito" precisando poi: "questa parola ha un significato fragile"
“Quella partita è stata un po’ insolita per noi. Giocavamo in casa della Virtus e quindi siamo andati alla Unipol Arena direttamente prima della partita: non siamo arrivati la notte precedente a Bologna, perché era a venti minuti di distanza da Reggio Emilia. Quando siamo arrivati c’era una specie di partita per bambini prima della nostra, quindi ci siamo seduti sugli spalti. È stato strano. Non ci siamo allenati in mattinata, non abbiamo tirato; siamo semplicemente andati alla partita e ci siamo riscaldati, preparandoci per giocare. Ma era tutto il giorno che mi sentivo bene”.
“Questa è la partita che tutti ricordano, e giustamente. Al momento non mi rendevo conto della grandezza di ciò che fosse appena accaduto. 10/10… ora che sono più vecchio sono in grado di rifletterci su e pensare che è stato davvero molto difficile da fare (ride, ndr)! Dopo che ho fatto 3 o 4 triple, mi sono reso conto che mi sentivo davvero bene fisicamente e psicologicamente. Non ho realizzato che avevo fatto 10/10. Ho fatto un tiro vicino alla metà campo dopo che la sirena è suonata e mi hanno fatto fallo; quindi, quella non è stata registrata come una tripla sbagliata. In più la partita è stata tesissima, punto a punto, e siamo riusciti a portarla a casa solo nel finale con qualche tiro libero. Non ho avuto il tempo di pensarci. Una delle cose di cui sono probabilmente più orgoglioso di quella partita è che non ho forzato nulla: i miei compagni mi cercavano e tutto rientrava nelle migliori decisioni per il nostro attacco. Non era come se fossi là fuori a cercare e cercare di battere un record che non sapevo nemmeno esistesse: è successo solo in modo organico e naturale, e questa è la sensazione migliore. È stato uno di quei giorni in cui ho sentito che non potevo sbagliare niente. Potevo calciare la palla e sarebbe andata dentro"
Via Overtime - Storie a Spicchi
"Ciao Jannik. Credo che non ci sia nessuno che meriti di essere il numero 1 del mondo più di te" (Agassi)
Video ad alto tasso emotivo.
Da Federer a Borg, da Edberg a McEnroe. Le leggende del tennis omaggiano #S1nner.
Grande tra i grandi
(📽 @atptour)
Esattamente 7 anni fa il mondo assisteva per la prima volta nella storia ad gesto atletico con cui un essere umano oscurava per la prima volta nella storia cestistico-geologica un'intera vallata.
#NBAtipo
Dennis Mack Smith contro Renzo De Felice
Oggi proponiamo il video di uno "scontro" fra i due grandi storici, realizzato dalla RAI nel 1976.
In questo spezzone in particolare De Felice espone le sue idee sui "giudizi di valore" in ambito storico.
A seguire tutto il video.
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"Vale la pena ricordare che la Olivetti aprì una sede a Cupertino nel 1972, quando Jobs era ancora un fricchettone impiegato in Atari...
Mi piace ricordare questi dettagli per dare l'idea dell'enorme vantaggio che l'azienda di Ivrea aveva sugli americani (in Europa non c'era
È venerdì.
La notte ha vinto colui che ha creato il giorno.
L'odio ha vinto colui che ha creato l'amore.
La morte ha vinto colui che ha creato la vita.
La guerra ha vinto colui che ha creato la pace.
Ma verrà domenica.
(Didier Rimaud, "Grâce à Dieu")
@Uni91070952 qualcuno già ne parlava nel 2004.
qui c'è ripubblicato un "megapost" in 6 parti, molto lunghe ma piene di....... come dire...... sorprese??
merita un'attenta lettura, fa unire un sacco di puntini......
https://t.co/GpSn4X7ADH
"..la ragione aiuta la fede a non cadere in un fondamentalismo e la fede aiuta la ragione a non cadere in un totalitarismo."
Roberto Regoli, storico della Chiesa e del Papato, sull'eredità di Benedetto XVI.