Un tempo, nei decenni passati, le democrazie occidentali e i movimenti pro democrazia delle democrazie occidentali si mobilitavano per dissidenti come #AndrejSacharov, #AleksandrSoljenitsin, #NelsonMandela, ecc. Ad alcuni di essi fu concessa anche la possibilità di intervenire in assise internazionali e furono insigniti di prestigiosi premi.
Ma oggi, dissidenti come #OsmanKavala, #Ekremİmamoğlu, avvocati dei Fori in #Turchia, le migliaia di dissidenti in #Iran, ecc. possono tutti marcire in carcere nel silenzio assordante delle democrazie occidentali. Sono completamente ignorati dalle democrazie occidentali e dai movimenti pro democrazia. Nessuna manifestazione, nessuna iniziativa nei paesi occidentali. Nessuno chiede la loro liberazione. Nulla! Il silenzio complice. I movimenti pro democrazia in occidente sono morti o narcotizzati.
Che desolazione! Che regressione!
@RadioRadicale
16-year-old Armita Geravand is now in a coma after being beaten by the morality police of the Islamic regime (which the New York Times said was disbanded). On November 2nd, the Islamic regime will be Chair of the U.N. Human Rights Council Social Forum. Why, @antonioguterres?
"Basta, han rotto il cazzo", dice il dirigente di polizia a sinistra con la maglia viola.
Poi dà ordine di menare i ragazzi, disarmati e perlopiù minorenni. Colpevoli, appunto, di aver rotto il cazzo, cioè di aver contestato la visita a #Torino di Giorgia Meloni.
Italia, 2023
Niente da vedere qui, solo un sovranista che dà del terrorista a un cittadino italiano che non solo non ha ricevuto alcuna condanna, ma che si trova incarcerato da un mese in Israele senza capi d'imputazione. Ma che evidentemente non ha un nome abbastanza italico.
#KhaledElQaisi
Forse non dovremmo caricarli di tutto questo, ma i figli sono la dimensione del sogno, della speranza, della gioia. Federico Aldrovandi nelle parole di mamma Patrizia e nella voce di Ascanio Celestini che l'ha incontrata, qui https://t.co/7RlR8gqN37
In #Iran tonight, specifically in the city of Arak, a resilient youth returns to the streets. A year after arrests, torture, and even executions, they rally on the anniversary of Mahsa Jina Amini. The young refuse to bow to outdated mullahs, uniting in one powerful cry: Freedom! Freedom! Freedom!
Sono ripresi i canti notturni in diversi distretti di #Tehran. Cantano la libertà i giovani in #Iran.
Cantano dalle finestre di #Mashad, #Ekbatan, #Chitgar, #Tehran. È una inedita sintonia tra centro e periferia. Questa è la #rivoluzione. Straordinario! Un evento epocale.
Stessi slogan, stessi canti rivoluzionari, dal #Kurdistan e dal #Sistan-#Belucistan a #Tehran, a #Shiraz, a #Tabriz, a #Esfahan. Mai successo prima in #Iran
#IranRevolution #IRGCterrorists #MahsaAmini
@RadioRadicale
Caso #KhaledElQaisi:
1-Quali sono i motivi dell'arresto?
2-Quali le specifiche norme violate?
3-Perché,arrestato in territorio occupato,é stato deportato in Israele?
4-Su quali basi si é convalidata la detenzione?
5-Come è stata giustificata la privazione del diritto alla difesa?
Perché nessuno in Italia parla di Khaled El Qaisi, cittadino italiano arrestato lo scorso 31 agosto dalle autorità amministrative israeliane dei Territori Occupati? Khaled è a tutti gli effetti un cittadino italiano, oltre ad essere traduttore e impegnato nel Centro di Documentazione Palestinese, di cui è uno dei fondatori, e studente del corso di laurea triennale in Lingue e civiltà orientali dell’Università La Sapienza di Roma.
Non si sa perché sia stato arrestato, non si sa per quali ragioni venga trattenuto. A oggi Khaled El Qaisi è un cittadino italiano innocente, che ha trascorso con la famiglia parte delle sue vacanze presso i suoi partenti e amici in Cisgiordania, dov’è nato. La corte del Tribunale di Rishon Lezion, non lontano da Tel Aviv, si è limitata a confermare e prolungare l’arresto fino al 14 settembre, mentre le ragioni del medesimo restano ignote.
Khaleld non è solo. Israele detiene in flagrante violazione del diritto internazionale e del giusto processo 5000 palestinesi, di cui oltre 1200 senza accusa né processo. Amnesty Inyernational ripete che “serve una risposta forte a livello internazionale”.
Dov’è il Governo italiano sempre pronto a difendere “prima gli italiani”? Non vorremmo pensare che qualcuno sia meno italiano per il suono del cognome o per la pelle scura. Dove sono i presunti intellettuali pronti a immolarsi per difendere i compatrioti? Così sembra proprio il mondo al contrario, come scrive quel fine scrittore del generale Vannacci. No?
(il mio editoriale per @LaNotiziaTweet in edicola)
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A 10gg dall'arresto, Israele nn é ancora in grado di fornire i motivi della detenzione del ricercatore italiano #KhaledAlQaisi.L'Italia ha la responsabilità di chiederne il rilascio e agire a garanzia dei suoi diritti.Grave il silenzio di principali testate e palinsesti italiani.
Sapete qual è la colpa del giovane #JavadRohi, 35 anni di Amol, laureato in giurisprudenza? Il "crimine" di Javad Rohi è stato quello di aver ballato per strada insieme ad altri giovani rivoluzionari. Il brutale regime islamico iraniano lo ha arrestato sottoponendolo a tortura e condannandolo a tre condanne a morte. Oggi è morto in circostanze in prigione, dopo indicibili torture. La Repubblica islamica in #Iran si muove con logica terroristica per annientare il dissenso.
Aggiornamenti a breve...
#IranRevolution #IRGCterrorists #MahsaAmini
@RadioRadicale